15 Dicembre 2018 • Recensione

Abzu (Nintendo Switch) – RECENSIONE

In fondo al maaaar

Dopo due anni dalla sua prima apparizione, l’atipico Abzu approda finalmente su Nintendo Switch. Nato dalle mani di chi ha portato su PS3 il cult Journey, Abzu ci porta negli abissi marini per vivere un’avventura decisamente particolare, acclamata da pubblico e critica. Prima che saltiate in fondo all’articolo e rimaniate stupiti dell’esito lo scrivo subito: per me Abzu si tratta di un mezzo buco nell’acqua (pun intended). Scopriamo perché.

“Sei superblu come un bel tuffo nel mare”

Innanzitutto, perché ho definito Abzu come “atipico”? Siamo di fronte a un videogioco che è, come si è soliti dire, molto video e poco gioco. Chi conosce Journey ha sicuramente capito l’esperienza di cui sto parlando, ma, in caso contrario, vi basti sapere che in Abzu il gameplay è ridotto all’osso a favore delle emozioni suscitate dal comparto audiovisivo. Il giocatore sarà (wait for it) immerso in questo mondo sottomarino che potrà esplorare con tutta la calma del mondo, osservando i pesci e i fondali, realizzati con un delizioso stile tra il low-poly e il lisergico. È inoltre possibile aggrapparsi ai pesci più grossi così come fare le capriole, risolvere piccolissimi enigmi ambientali e… meditare. Già, ci sono delle apposite statue in cui premere X, fermarsi e osservare i pesci in tutta calma. Un po’ pretenzioso, lo ammetto, ma d’altronde Abzu è pur sempre figlio dei creatori di Journey, uno dei “walking simulator” per eccellenza. E sia ben chiaro, io ho adorato Journey. Ma allora, vi chiederete, cos’è andato storto con Abzu?

“Non ho paura del mare davanti”

Mi ha frustrato, ecco cosa. Il problema di Abzu è che mi ha disorientato più e più volte nel corso di tutta l’avventura. Il bello è che il gioco mette a disposizione il pulsante Y per indicare la via e, come se non bastasse, il nostro protagonista invertirà automaticamente la marcia nel caso in cui ci si allontani troppo dalla meta. Eppure, ho perso decine e decine di minuti a vagare senza meta, senza capire dove il gioco volesse indirizzarmi. Se in Journey era sempre chiara la direzione da imboccare, in Abzu ciò non è stato altrettanto immediato, e la causa è senza dubbio da imputare al fatto che il nuoto prevede un movimento con molti più gradi di libertà rispetto al camminare.

abzu2

Tutto ciò risulta in un numero esponenzialmente maggiore di possibilità di perdersi, girare intorno e smarrire i punti di riferimento che, devo ammetterlo, purtroppo non sono quasi mai chiari o memorabili. Inutile dirlo, un radar o una mappa sarebbero andati contro la filosofia del gioco, che pone il giocatore nella condizione di godersi un’esperienza piuttosto che porre una meta. E io l’esperienza volevo godermela, senza dubbio: volevo essere libero di sguazzare qua e là, ma anche e soprattutto di proseguire senza perdermi e sbuffare senza capire dove andare.

“Giù nel mare in verticale, giù e poi nuotare”

Passiamo al secondo lato dolente: i comandi. Anzi: il comando. C’è un pulsante che ho odiato, e qui i Joy-Con non hanno di certo aiutato per via della relativa durezza dei tasti. Il tasto B in Abzu serve a nuotare più veloci, e quindi, come è giusto che sia, ci si ritrova ad abusarne considerati gli enormi spazi in cui ci muoveremo. Ma se pensate che basti tenerlo premuto per muoversi più veloci, non posso che citare un meme morto e riassumere il tutto con “beh che dire”. Per accelerare siamo costretti a premere ripetutamente la B, in un modo che mi ha ricordato i FIFA di 20 anni fa in cui per scattare toccava pigiare triangolo a ripetizione, neanche fosse Track and Field. Risultato? Crampi. Ouch.

abzu3

Terzo e non meno importante difetto, il gioco non è riuscito a coinvolgermi, emozionarmi e lasciarmi dentro alcunché. Ho giocato Journey cinque anni fa e ancora ricordo in maniera abbastanza vivida alcuni scorci e le sensazioni ad esse legate. Ma con Abzu, che ho giocato ieri sera… boh. Attenzione, quest’ultima cosa è decisamente soggettiva, insomma, dannazione, come posso recensire in maniera oggettiva un qualcosa che vuole colpire le emozioni? Sono convinto che tutti coloro che hanno apprezzato il gioco sulle altre piattaforme saranno pronti a sostenere il contrario, ovvero che Abzu è emozionante, toccante e unico. Perfino la trama, come intuibile, molto minimale e priva di dialoghi o testi, è totalmente interpretativa e sono pronto a scommettere che laddove io non ho né riscontrato troppa originalità, né compreso a fondo il messaggio, qualcun altro potrà parlarne come una delicata e intima metafora ambientalista. Ma ripeto, qua siamo sul soggettivo e non mi sento di considerarlo un difetto ludico, quanto un mezzo fallimento nel toccare le mie personalissime corde emotive. Peccato, anche perché io ci vado a nozze con questo tipo di esperienze videoludiche e riponevo moltissime speranze in Abzu a livello emozionale.

“Sapore di sale, sapore di mare”

Ma parliamo un attimo del “fattore porting”, che è di buona fattura, ma non ottima. Nelle fasi più ricche di elementi su schermo il gioco tende ad avere dei fastidiosi rallentamenti sia in modalità dock che portatile, ma nel complesso i fondali marini vengono resi in maniera pulita. Personalmente parlando, ho apprezzato di più il gioco in modalità dock in quanto il mio televisore esaltava la voluta vividezza dei colori più di quanto lo schermo della console lo consentisse, ma di sicuro Abzu si presta moltissimo a essere goduto sdraiati sul divano, tablettone alla mano, proprio in virtù del fatto che è un titolo estremamente rilassante e “scacciapensieri”. Infine, un enorme elogio va fatto al comparto audio, vero punto di forza del gioco: una colonna sonora orchestrata degna di essere ascoltata e riascoltata, possibilmente con delle ottime cuffie addosso. Chapeau!

abzu2

Conclusioni

Argh, è difficile. Ragazzi, se avete letto con attenzione avrete sicuramente capito che il mio giudizio è da prendere con le pinze perché questa bocciatura deriva in gran parte da un fattore totalmente soggettivo. Certo, i difetti ci sono, ma se il gioco mi avesse emozionato come fece a suo tempo Journey sicuramente di seguito trovereste un funghetto rosso. E invece mi trovo costretto a mettere un viola perché, sinceramente, se avessi dovuto acquistare Abzu invece che ricevere una copia da recensire, sicuramente mi sarebbero girate le scatole ad aver speso 20€ per tre ore scarse di frustrazione, crampi al pollice, poche emozioni… e noia. Paradossalmente, vi consiglio di provarlo nonostante la bocciatura. Magari però aspettate uno sconto dai.

UMIDO/10

  • Ottimo lo stile audiovisivo
  • Poche emozioni
  • Dispersivo e noiosetto
  • Crampi al pollicione
  • Cali di frame rate
Un gioco che si basa sulle emozioni e che non mi ha emozionato. Magari a voi andrà meglio, ma per me è no.

Nintendoomed partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it. Prova gratuitamente Amazon Prime per ricevere i tuoi acquisti in un giorno.

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986
Twitter: @paolo_seemee
Instagram: @paolo_seemee

Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee