15 marzo 2016 • Anteprima

Yo-Kai Watch – Impressioni a caldo sulla demo

E così sta per arrivare anche da noi. Yo-Kai Watch, la serie lanciata nel 2013 in esclusiva per Nintendo 3DS, si è imposto in Giappone nel corso degli ultimi tre anni come una forza dominante sulla console, arrivando a tener testa alle vendite di un mostro sacro come Pokémon. Del quale è,  per molti aspetti, una riedizione in stile anni ’10: un ragazzino come tanti riesce a entrare in contatto grazie a un congegno chiamato Yo-Kai Watch col mondo degli Yo-Kai, spiritelli dalle intenzioni più svariate, e sarà attraverso i legami d’amicizia che instaurerà con loro che potrà proseguire nel corso della storia. Avendoli come alleati, ed è qui la grossa differenza coi mostri tascabili: nessuna cattura, e soprattutto una distanza minima tra uomini e creature. Queste ultime sono in grado di parlare e muoversi proprio come noi, arrivando ad assumere spoglie umane per raggirare la città. Ma gli spiritelli non sono solo mattacchioni: in questa Odissea a misura di bambino gli amici non mancheranno.

Il Giappone aveva bisogno di una mascotte per i suoi anni '10. L'ha avuta.
Il Giappone aveva bisogno di una mascotte per i suoi anni ’10. L’ha avuta.

Aeroporti, quartieri alla moda, spot alla tv, cartelloni pubblicitari, cinema e anime: Yo-Kai Watch è dappertutto nel Sol Levante, con una capillarità che ci ricorda quella dei figli di Satoshi Tajiri. Ma se il confronto col grande vecchio è d’obbligo, questo nuovo peso massimo di Level 5 e pubblicato da Nintendo ha i mezzi per distinguersi anche da noi?
Prendete tutto quello che il nippofilo amatoriale ama di più del Giappone: estati torride, villette a due piani, colletti bianchi devoti all’azienza, cicale, ramen, folklore per turisti e una spolverata di rispetto per gli anziani. In breve è questa l’atmosfera che permea Yo-Kai Watch, ben visibile nella seppur modesta demo gratuita, da poco disponibile sull’eShop del Nintendo 3DS. Il mondo in cui vi muoverete è simile in tutto e per tutto al Giappone d’oggi, e a parte le improbabili traduzioni italiane dei quartieri e dei negozi avrete la fortissima sensazione di essere entrati nel mondo di Doraemon.
Questa profonda identità giapponese di Yo-Kai Watch si riflette molto bene nel design degli Yo-Kai stessi, fortemente ispirati alla tradizione (non ci crederete) degli yōkai (妖怪). Si tratta di spiritelli dalle mille forme e dalle mille intenzioni, che compaiono in questo titolo spesso simili agli originali. Se ci sono mostri piuttosto curiosi come questo, ve ne sono altri che gridano Sol Levante, come nel caso di questo. E vi stupirà sapere che il mito alle sue spalle, il Kappa, è lo stesso alle spalle di questo. Notato qualcosa?
Esattamente. Pokémon, benché abbia un profondo animo giapponese quasi completamente persosi con le generazioni successive, ha avuto fin dall’inizio un approccio il più possibile facile da esportare all’estero. Con mostriciattoli dalle influenze non troppo esplicite, ambientazioni tipiche del Kanto così come lo sarebbero potute essere della bassa Lombardia o del Tennessyokai_watch_2_cast_jpg_0x0_q85ee, situazioni in grado di suscitare una facile identificazione. Yo-Kai Watch è un gioco dall’animo nipponico sbandierato con orgoglio, e se questo entusiasma un’infinità di weeb tra cui il sottoscritto, rischia di non emozionare altrettanto i bambini che abitano città chiamate Abbiategrasso o Aix-en-Provence.

Detto fuor di metafora, Yo-Kai Watch ha un’atmosfera che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. L’artstyle non è troppo lontano da una serie che anche da noi fece furore, ossia Digimon, ma la filosofia alle spalle di questo gioco resta profondamente ancorata alla suburbe di Tokyo. I più piccoli lo noteranno? Se sì, lo apprezzeranno? È presto per parlare.
La demo, come dicevo, è molto corta e si spiega in breve: avrete una porzione di mappa da esplorare e tre Yo-Kai da sconfiggere. Dalla vostra avrete un team di sei spiritelli, che potrete ruotare come preferite, dei quali tre prenderanno parte alla lotta. Al contrario di Pokémon non sarete voi a decidere cosa fare, ma i vostri alleati: la strategia sta nel scegliere il team adatto con le sinergie migliori. Sempre nella demo sono incluse alcune chicche che regalano al gioco un realismo commovente, specie se confrontato a Pokémon: potrete avvicinarvi a un albero per catturare insetti, o guardare sotto una macchina per arraffare una gomma da masticare (rigorosamente sigillata). Vi approccerete agli Yo-Kai, come dicevo in apertura, grazie al vostro Yo-Kai Watch. Strumento multiuso, vi farà da radar per scovare i mostri nascosti.
Il gioco sarà disponibile nei negozi e su eShop dal 29 aprile. Sempre il mese prossimo sbarcherà su Boing l’anime, del quale ho avuto il piacere di vedere diverse puntate e per il quale nutro una certa simpatia. Benché il target demografico sia evidente abbiamo una narrazione superiore a qYokai-Watch-2-Arte-04uella di tanti altri anime, grazie anche alle minori costrizioni che gli autori hanno avuto contro: Yo-Kai Watch, e questo è forse la sua qualità più importante, è un gioco del quotidiano, delle piccole cose. Se anche lo stile grafico potrà alienare alcuni giocatori, dover uscire di notte senza farsi scoprire dai genitori o indagare su un misterioso incidente avvenuto a scuola difficilmente non vi farà ricordare qualcosa, e ancora più difficilmente non vi metterà voglia di giocare.

In conclusione a questa anteprima, io questo Yo-Kai Watch lo approvo con lode. Qui in redazione abbiamo pareri contrastanti, ma per quelli che sono i miei gusti mi sembra avere quel mix di spensieratezza, buone musiche, buona grafica, mistero e maturità tali da accattivarmi, e da non farmi vedere l’ora di mettere le mani sulla versione completa.
Spero solo, con tutto me stesso, che i piccoli occidentali non si lascino spaventare da cose come questa e capiscano di aver di fronte una freschissima alternativa a Pokémon.

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato. Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.