20 aprile 2018 • Recensione

TumbleSeed – RECENSIONE

Tra la vasta libreria di titoli indie disponibile per Nintendo Switch, TumbleSeed (di cui abbiamo già parlato qua) si fa notare per un apparato visivo accattivante, un gameplay peculiare e una difficoltà complessiva molto elevata. Strano ma vero, il piccolo indie sviluppato da aeiowu sembra all’apparenza un gioco adatto per staccare la spina e rilassarsi, ma sotto la grafica colorata vi è un roguelike estremamente punitivo per chi lo prende troppo alla leggera. 

The Rolly Roguelike

Tradotto in italiano, la descrizione ufficiale di TumbleSeed è “il roguelike rotolante”. Per quelle quattro persone che ancora non conoscono il termine, con roguelike si intende quella tipologia di videogiochi dove ad ogni nuova partita il mondo di gioco si crea in maniera procedurale, rendendo così ogni iterazione differente dalle precedenti.

E perché rotolante?
La storia è semplice: misteriose creature hanno cominciato a scavare delle buche su tutta la montagna, da cima a valle, dove vive il piccolo seme TumbleSeed, il nostro protagonista. Il nostro eroe vegetale deve scalare la vetta per riportare il tutto alla normalità: ma il giocatore non controllerà direttamente i suoi movimenti, bensì una barra orizzontale (o è un ramo?) che permetterà al seme di rotolare, appunto, da un lato all’altro della schermata per evitare i pericoli e accedere a bonus e potenziamenti. I controlli sono assolutamente basilari: lo stick analogico del Joy-con sinistro controlla l’estremità sinistra del bastone, lo stick del Joy-con destro l’estremità destra.

TumbleSeed 1

È questo l’elemento più brillante e originale di TumbleSeed: anziché controllare direttamente il proprio personaggio, si controlla un vettore e si lascia che sia la fisica del gioco a far muovere – in questo caso, rotolare – il protagonista. Questa sua peculiarità, però, è anche una lama a doppio taglio, poiché padroneggiare i comandi non risulta immediato; in più, il gioco non è nemmeno abbastanza clemente da dare il giusto tempo al giocatore di ambientarsi con i controlli. Appena cominciato il gioco e svolto il breve tutorial, infatti, si viene catapultati in livelli pieni di ostacoli e nemici, ed è sin troppo semplice morire e perdere ogni progresso.

Una nota di merito invece va all’uso sopraffino dell’HD Rumble, che riproduce in maniera eccellente i movimenti del seme sulla barra, rendendo benissimo l’idea della sua posizione e della velocità con cui rotola.

Pimp my Seed

Il nostro TumbleSeed, per raggiungere il suo scopo, deve affrontare quattro mondi (foresta, giungla, deserto e neve) pieni di pericoli di ogni tipo. L’ostacolo principale sono le buche, fori circolari che riporteranno il semino all’ultimo check-point raggiunto, con qualche punto vita (cuore) in meno, in base all’altezza della caduta. È facile intuire che, con soli tre cuori iniziali a disposizione, morire per una banale caduta non è poi così raro. E come se non bastassero le buche, i livelli sono popolati da lombrichi, ragni e altre creature poco simpatiche, che nuoceranno al protagonista lanciando proiettili o semplicemente toccandolo.

TumbleSeed 2

Fortunatamente TumbleSeed non è del tutto inerme ai pericoli, grazie ad un intelligente sistema di potenziamenti. Vi sono più di venti forme differenti, ognuna con i suoi pro e contro: Thornvine permette di avere degli aculei intorno al seme, Heartseed aumenta il numero di cuori a disposizione, Laseroot permette di sparare raggi laser, e così via. Ad ogni nuova partita si parte con quattro potenziamenti base fissi, e gli altri possono essere acquistati nei negozi presenti all’inizio di ogni mondo, oppure scovati in grotte presenti lungo l’impervio percorso. Questi power-up non possono essere usati in maniera smodata, ma possono essere attivati solo spendendo cristalli, la valuta di gioco, in determinate zolle di terra riconoscibili dalla forma romboidale.

Questo sistema costringe il giocatore a ottimizzare non solo i movimenti, ma anche le risorse a disposizione: le zolle di terra possono essere usate più volte, ma ogni utilizzo costa cristalli. Inoltre i check-point non sono in posizioni fisse, ma vanno “seminati” con uno specifico power-up, il Flagseed, che fortunatamente è anche il primo a nostra disposizione. Questo porta ad un interessante twist nell’economia di gioco: è meglio potenziare il seme per affrontare i pericoli futuri, o non correre il rischio di fare cadute fatali?

TumbleSeed 3

Carino, coccoloso e letale

Come già detto, lo stile grafico di TumbleSeed può trarre in inganno più di una persona. Nel corso degli anni però il mercato videoludico, specialmente quello indie, ci ha abituato a giochi colorati e luminosi, ma non per questo da prender sottogamba. TumbleSeed rientra perfettamente in questo gruppo: abbiamo a che fare con livelli dai colori brillanti, forme semplici e design stilizzati; uno stile 2D estremamente pulito che ben si addice ad un gioco dove la visibilità di ogni elemento sullo schermo è di fondamentale importanza per il proseguimento dell’avventura. Non c’è praticamente HUD, le poche informazioni necessarie (cuori e cristalli) sono riportate alle due estremità del ramo che controlla il nostro semino. E a proposito del nostro piccolo eroe, graficamente i vari potenziamenti sono così ben distinti e unici che è impossibile confonderli, anzi, tendono a rendere il nostro seme sempre meno seme.

Il sound design non è particolarmente degno di nota: le musiche dalle forti tonalità synth sono perlopiù ambientali, e rimangono giusto un piacevole sottofondo, una scelta chiaramente voluta per dare risalto ai suoni prodotti dagli oggetti presenti sullo schermo.

TumbleSeed 4

Chi semina vento… Semina vento

TumbleSeed avrebbe potuto essere una delle punte di diamante della libreria indie di Nintendo Switch. Aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei grandi nomi da accomunare a titoli del calibro di Shovel Knight e la serie Steamworld.

Ma.

Il mio rapporto con i roguelike è molto “binario”: o li amo, o li abbandono con disonore dopo poco, pochissimo tempo. Purtroppo con TumbleSeed siamo nel secondo caso: la sua difficoltà estremamente punitiva, più che essere uno stimolo a riprovare più e più volte fino a raggiungere l’obiettivo, è un ostacolo insormontabile di frustrazione che mi ha impedito di godere a fondo delle qualità innegabili del titolo.

Non mi sento di consigliare completamente il titolo, specialmente a chi non cerca una sfida impegnativa e crudele. Chi invece soffre di masochismo troverà in TumbleSeed pane per i suoi denti, che nella sua versione per Nintendo Switch trova la massima espressione. Le partite mordi-e-fuggi ben si sposano con la portabilità della console ibrida e la tecnologia dell’HD Rumble è implementata splendidamente.

DANNATE BUCHE/10

  • Stile grafico delizioso
  • Meccaniche di movimento e di potenziamento originali
  • HD Rumble molto ben implementato
  • Difficoltà troppo punitiva
  • Assenza di una “zona sicura” dove prendere confidenza con i comandi
  • Sound design abbastanza blando

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Gentil donzella in età avanzata, sin da giovane ha mostrato interesse per i videogiochi in ogni loro forma e provenienza, senza fare discriminazioni. (Anche se un certo idraulico baffuto ha un posto speciale nel suo cuore) Iscrittasi ad Ingegneria Informatica con il sogno di lavorare nel campo, ha realizzato che preferisce di gran lunga rimanere una semplice fruitrice. Il suo compito su Nintendoomed è quello di correggere bozze e fare da mamma, ma ogni tanto scrive qualche sciocchezza quando non c’è nessun altro disponibile.
La trovate anche su Facebook e Twitter.

Autore: Giulia "Darksilver" Vergari

Gentil donzella in età avanzata, sin da giovane ha mostrato interesse per i videogiochi in ogni loro forma e provenienza, senza fare discriminazioni. (Anche se un certo idraulico baffuto ha un posto speciale nel suo cuore) Iscrittasi ad Ingegneria Informatica con il sogno di lavorare nel campo, ha realizzato che preferisce di gran lunga rimanere una semplice fruitrice. Il suo compito su Nintendoomed è quello di correggere bozze e fare da mamma, ma ogni tanto scrive qualche sciocchezza quando non c'è nessun altro disponibile. La trovate anche su Facebook e Twitter.