9 aprile 2018 • Recensione

TINY METAL – RECENSIONE

Perché Intelligent Systems non si smuove

Se parlo di videogiochi strategici giapponesi, in particolare di strategici “militari”, è facile che la prima cosa a cui si pensi sia Advance Wars, la saga di Intelligent Systems il cui ultimo capitolo risale a 10 anni fa su Nintendo DS. Da quando quella serie è morta, diversi sono stati i casi in cui si è cercato di creare un nuovo gioco degno di essa: basti pensare a Wargroove, in arrivo su Switch, ma anche a TINY METAL, oggetto della recensione di oggi. Riuscirà questo gioco a dimostrarsi un valido esponente del genere? A mio avviso, no.

La trama ci vede nei panni del tenente Nathan Gries, del regno di Artemisia, in guerra contro lo Zipang dopo la misteriosa scomparsa del re e del comandante dell’esercito, nostro mentore. Né la storia né i personaggi si rivelano particolarmente memorabili nella loro semplicità, anzi, molto spesso mi sono ritrovato a passare le cutscene premendo a raffica A per saltare dialoghi inutilmente lunghi. Ma questo non è un grosso problema dopotutto, dato che nello stesso sito ufficiale mettono subito in chiaro le cose.

TINY METAL is all about the gameplay.

Area 35 vuole focalizzarsi soprattutto sul dare un’esperienza da vero strategico giapponese, nel poco che può fare un indie. E mi andrebbe anche bene tralasciare la trama di TINY METAL se fosse l’unico problema, ma non è così.

TINY METAL
La veste grafica in 3D personalmente mi fa vedere TINY METAL come un giochino scadente per cellulari à la Clash of Clans.

Escluso l’apprezzabile character design, tutto il comparto grafico di TINY METAL non è bellissimo da vedere. La visuale leggermente obliqua della mappa, probabilmente atta a dare più tridimensionalità, non aiuta affatto in uno strategico dove almeno la disposizione delle caselle dovrebbe essere comprensibile istantaneamente. Quasi tutte le mappe hanno come obiettivo la distruzione di tutte le unità nemiche o la cattura del loro QG e, per farlo, dovremo sfruttare tutte le varie unità che ci vengono date a disposizione (15 tipi diversi in tutto), ognuna con le proprie forze e debolezze. Abbiamo i soldati a piedi che sono utili per conquistare edifici importanti per darci più fondi, unità corazzate forti contro quelle a piedi ma relativamente deboli a quelle volanti e ai lancieri, e anche veicoli che possono attaccare a distanza, ma solo quando non si spostano.

Non è niente di nuovo per i fan di Advance Wars, i quali però potrebbero sentire la mancanza di alcuni strumenti come i trasportatori, necessari per non fare rimanere indietro i fanti rispetto a tutti gli altri. In compenso, TINY METAL introduce due tipi di attacco oltre a quello regolare: lo sfondamento, che permette di prendere il posto della casella occupata dal bersaglio ma facendo attaccare per primo quest’ultimo, e l’aggancio, tramite il quale più unità possono attaccare insieme un singolo bersaglio.

TINY METAL
In totale la campagna in single player ha 15 missioni. Forse un po’ troppe, visto che già a metà il gioco ha mostrato un po’ tutto quello che aveva da offrire.

In teoria non sembra un brutto gioco, anzi, potrebbe essere un titolo molto carino. Peccato che in realtà non è tutto così bello come sembra, e il gameplay risulta fallato in più modi. Ogni missione si svolge sempre allo stesso modo: per i primi 5 turni circa si conquistano le poche città vicine e si rimane in stallo finché non si hanno i soldi per l’Heavy Metal, il carroarmato pesante e troppo forte per esistere, e poi si rimane ad accogliere l’intelligenza artificiale non troppo intelligente che crede di poter vincere andandosi a schiantare contro di esso. Non sono mai arrivato né a esplorare la mappa per trovare i laboratori nascosti né a catturare il QG, perché il nemico si autodistruggeva sempre prima. E anche se arrivassero Heavy Metal avversari, sono tranquillamente abbattibili con il sopracitato aggancio, meccanica molto sbilanciata per il semplice fatto che solo il giocatore può usarla.

Forse se ci fossero state delle abilità particolari per i comandanti come in Advance Wars sarebbe stato più interessante, ma qui sono solo per bellezza. Il multiplayer al momento della stesura di questa recensione non è ancora stato aggiunto, sebbene sia presente nel menu principale del gioco, quindi non posso giudicarlo.

TINY METAL
La schermata principale del gioco, accessibile soltanto dopo un caricamento di un minuto e mezzo a ogni avvio. Ho letto in giro e dicono che dovrebbe essere nascosto da una cutscene impossibile da skippare, ma tutte le volte che ho giocato io non se ne è vista l’ombra.

Il comparto audio di TINY METAL è, come per quello grafico, un 50/50. Da un lato il doppiaggio in dual audio per ogni dialogo e per le unità è fatto abbastanza bene, dall’altro la musica in generale è abbastanza dimenticabile e generica.


Una cosa su cui però ho bisogno di esprimermi in particolare perché ci ho giocato in italiano, è la traduzione del gioco. Non conoscendo il giapponese non so quanto sia vicina all’originale, ma in generale non c’è stata una sola schermata di gioco (né una singola immagine in questa recensione) dove non abbia storto il naso per parole lasciate in inglese o typo. Non do per forza la colpa solo ai traduttori italiani, perché ho visto online delle recensioni americane che si lamentavano dell’uso di un inglese abbastanza brutto e innaturale, quindi temo che un po’ tutte le lingue siano state gestite malino. Non sarà niente di che forse rispetto al gameplay, ma abbiamo visto quante piccole cose non vanno bene in questo gioco, e se le andiamo a sommare tutte non arriviamo di certo a un risultato buono. Il prezzo del gioco, €24,99, a mio avviso dovrebbe abbassarsi almeno di €10 per giustificarne l’acquisto.

SCRAP METAL/10

  • Character design ben curato.
  • Doppiaggio completo in inglese e giapponese.
  • Riprende le buone basi del gameplay di Advance Wars.
  • Unità e meccaniche sbilanciate.
  • IA completamente incapace.
  • Trama poco interessante e dimenticabile.
  • Grafica e traduzione carenti.
  • Uscito da quasi tre mesi e ancora niente multiplayer.
TINY METAL potrebbe essere quello che fa per voi se vi piace accontentarvi di una brutta copia sovrapprezzata di Advance Wars.

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Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
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