23 maggio 2018 • Recensione

The Darkside Detective – RECENSIONE

Do you feel pixely, punk?

Strani eventi succedono nella tranquilla cittadina di Twin Lakes, e c’è solo un uomo che può risolvere la questione. Un uomo e un puntatore.

The Darkside Detective (beccatevi il sito ufficiale) è un indie punta e clicca sviluppato dal team irlandese Spooky Doorway, rilasciato inizialmente per PC a luglio 2017, e poi su Nintendo Switch lo scorso febbraio.

Una risata ci seppellirà. E ci farà poi risorgere come zombi

Come già menzionato, il gioco è ambientato a Twin Lakes, una tranquilla cittadina americana dove hanno iniziato a succedere strani eventi sovrannaturali. Per arginarli, il commissariato ha creato la Darkside Division, composta da un gran totale di due agenti: il detective Francis McQueen e il poliziotto Patrick Dooley. A questa divisione tocca l’ingrato compito di risolvere tutti i problemi paranormali della città: da un’invasione di fantasmi alla biblioteca pubblica alla sparizione di un treno metropolitano.

screenshot darkside detective
I nostri due eroi alle prese con un tomo interessante.

The Darkside Detective è strutturato, come molti altri giochi polizieschi, in casi. Ce ne sono sei più lo “speciale natalizio” che si sblocca terminando tutti i precedenti.

Il gameplay mi ha ricordato una serie che apprezzo molto, Ace Attorney, e questo è quasi del tutto un complimento. Come in ogni punta e clicca che si rispetti, l’azione consiste nel muovere un cursore a freccia per interagire con vari oggetti, riempire l’inventario e poi svuotarlo nel modo giusto. Come in ogni punta e clicca prima o poi ci si blocca perché non si sa cosa fare, ma gli enigmi in The Darkside Detective sono abbastanza semplici, pur senza insultare l’intelligenza dei giocatori.

screenshot darkside detective

Una componente importante di questo gioco, l’avrete capito già dal nome della città, è l’umorismo. Sebbene i giochi indie pixellati con umorismo rompi-quarta-parete non siano niente di nuovo (uh, mi sembra di averla già detta questa frase), The Darkside Detective centra in pieno quest’aspetto. Il senso dell’umorismo all’americana PG-13 ricorda molto qualcosa come I Simpson: un sacco di riferimenti e parodie, giochi di parole e doppi sensi, senza mai cadere nel volgare.

Lo spirito scanzonato di The Darkside Detective è chiaro al giocatore fin dal primo istante, quando nel menu opzioni ci viene data la scelta di disattivare la corruzione della polizia, salvo poi sentirci dire che non è possibile… Nel gioco fa più ridere di come l’ho detta io, giuro.

Ho sinceramente adorato l’umorismo di questo piccolo gioco, tanto che avevo iniziato a fare screenshot di tutte le mie battute preferite, ma avrei finito per riempire tutta la SD. I personaggi, sebbene siano degli omini pixellati senza faccia, trasudano carisma: dal protagonista McQueen, che fa da immancabile controparte seria a tutti gli eventi fuori di testa che accadono e si lamenta con il giocatore se questi clicca su di lui, al suo rivale belloccio  McKing, alla girl-scout piromane Emily, a Raxa, una ragazza esperta di computer che incroceremo più di una volta nel corso delle nostre avventure. E ovviamente la nostra spalla, Dooley.

Ogni detective ha il suo amico stupido. Non è un’offesa, Ronald A. Knox, nel suo decalogo in cui spiega le regole per un buon romanzo poliziesco, afferma: “L’amico stupido dell’investigatore, il suo ‘dottor Watson’, non deve nascondere alcun pensiero che gli passa per la testa: la sua intelligenza dev’essere impalpabile, al di sotto di quella del lettore medio”. E Dooley è riuscito a fare breccia nel mio cuore con la sua tontaggine. Le battute più divertenti del gioco venivano sempre da lui: da normali fraintendimenti alle più strampalate teorie del complotto (sono gli idioti di questo secolo, no?).

screenshot the darkside detective
E questo è solo l’inizio

Le piccole cellule quadrate

Quindi come funziona The Darkside Detective, vi sento chiedere? Una volta selezionato un caso dal menu ci viene data una breve sinossi della situazione, che spesso non dice nulla di quello che succederà e va benissimo così, poi McQueen giunge sul posto e arriviamo subito nel vivo dell’azione, senza preamboli inutili.

È tutto molto immediato, il gameplay come ho già detto mi ricorda un misto di Ace Attorney e (soprattutto per lo stile grafico e sebbene non ne sia un grandissimo fan) Monkey Island. Già dal primo caso, la sparizione di una bambina viziata, scopriremo che esiste una dimensione parallela alla nostra, il cosiddetto Darkside, da dove provengono fantasmi, zombie e demoni. Nel Darkside vivono anche Ghouley McScream, le controparti spettrali dei nostri due eroi che a loro volta devono occuparsi degli affari del Brightside, ovvero la nostra dimensione.

Se il gameplay è prevalentemente punta e clicca, di tanto in tanto (una o massimo due volte a caso) ci è richiesta la soluzione di un enigma per proseguire con la storia: enigmi che vanno dal connettere delle tubature à la Bioshock, a un semplice puzzle con i pezzi da mettere al posto giusto, alla cosa che io odio di più nel cosmo: un puzzle scorrevole.

screenshot the darkside detective
Eh.

Nonostante abbia più volte paragonato questo titolo alla serie Ace Attorney, e anche se ci sono degli elementi in comune tra i vari casi (personaggi ricorrenti ecc.), si sente davvero la mancanza di una storia-cornice che leghi tutto insieme e ci dia un finale soddisfacente. Non fosse per gli occasionali accenni ai casi passati, i vari capitoli di questo gioco si potrebbero giocare in qualsiasi ordine e non cambierebbe nulla.

L’episodio natalizio che si sblocca dopo aver completato tutti gli altri, a parte essere quello con l’ambientazione più grande (“A che ti serve la mappa? Il centro commerciale è grande solo venti schermate!” dice McQueen al suo assistente) non ha proprio niente che lo giustifichi come bonus.

Lanciamoci in tecnicismi

Non può esistere una recensione senza parlare degli aspetti tecnici del gioco. The Darkside Detective, come potete vedere dalle immagini, ha uno stile grafico caratteristico: i personaggi sono senza volto ma non si rischia mai di confonderne uno per un altro, sia per i design efficaci che per la loro personalità, che trabocca appena aprono… bocca.

Il framerate è quasi sempre fluido, e una cosa che ho apprezzato molto è che se manovriamo il cursore con lo stick sinistro, questo si muoverà più velocemente, mentre con lo stick destro più lentamente, per analizzare ogni dettaglio. Se invece usiamo entrambi gli stick insieme andiamo in super-velocità ma non so se il vostro cuore può reggerla. Per gli amanti del portatile, e anche per quelli con i Joy-Con che non funzionano (presente), è anche possibile giocare tutto il gioco con il touch screen, semplicemente toccando gli oggetti da analizzare e trascinandoci sopra le cose in nostro possesso da far interagire.

screenshot the darkside detective
Questo tizio è anche nel trailer. Come puoi non amarlo, anche se fa solo una piccola apparizione?

Invece, all’inizio del secondo caso mi aveva lasciato perplesso la totale mancanza di musica, che poi è apparsa quando sono iniziati i fenomeni paranormali. Le melodie non sono male, forse un tantino generiche, ma senza infamia e senza lode.

Va anche menzionato il fatto che il gioco è completamente in inglese, quindi per apprezzarlo al meglio è il caso, se non siete ferrati nella lingua d’Albione, che rispolveriate le vostre videocassette Disney Magic English.

Tiriamo le somme

The Darkside Detective è un gioco piuttosto breve e senza una trama solidissima, ma tutto questo viene ripagato appieno dal carisma e dal senso dell’umorismo dei personaggi. Non manca mai una battuta spiritosa o un riferimento alla cultura pop (la partita a scacchi tra i fantasmi di Douglas Adams Terry Pratchett è una delizia da vedere, anche se rimane sullo sfondo).

Questo gioco è un gioiellino pixellato che nessun fan dei punta e clicca, dei polizieschi, o dell’umorismo anglosassone in generale dovrebbe perdersi.

screenshot the darkside detective
Ve lo chiedono anche loro.

 

ELEMENTARE/10

  • Grafica caratteristica, anche fra tutti i pixel game moderni.
  • Trasuda carisma e senso dell’umorismo da tutti i pori.
  • Immediato, semplice e soddisfacente.
  • Abbastanza breve.
  • Manca una storia-cornice che leghi tutti i casi insieme.
Decisamente un ottimo gioco, con un fantastico carisma e personaggi ben scritti, sebbene non ci sia una vera e propria storia a legare tutto insieme.

Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.