2 marzo 2018 • Recensione

SteamWorld Dig (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Si torna ancora una volta nel sottosuolo di Tumbleton

SteamWorld Dig è uno di quei giochi che non hanno bisogno di alcuna presentazione. Considerato una delle migliori proposte presenti sul Nintendo eShop, lodato dalla critica e apprezzato dal pubblico, il platform realizzato dai ragazzi svedesi di Image & Form è riuscito ad entrare nel cuore degli utenti Nintendo (e non), diventando in breve uno degli indie più iconici degli ultimi anni, alla pari di Shovel Knight e Guacamelee. Su Nintendo Switch è stato già pubblicato negli scorsi mesi il sequel, SteamWorld Dig 2 (qui la nostra recensione), che è riuscito a bissare il successo del primo gioco proponendo un’avventura più ricca e travolgente, dimostrando ancora una volta il talento del team di sviluppo. Per molti possessori dell’ibrida Nintendo proprio quest’ultimo gioco è stato sicuramente l’introduzione alla serie SteamWorld, quindi perché non approfittarne per scoprire come è cominciato il tutto?

SCAVA, SCAVA E ANCORA SCAVA

Rusty è uno steambot da poco arrivato nella calda quanto desolante cittadina di Tumbleton, dopo avere ricevuto l’atto di proprietà di una miniera appartenente a suo zio Joe, di cui ormai non si hanno più tracce da settimane. Il nostro robot, armato di piccone, comincerà a scavare all’interno della miniera ereditata per scoprirne i segreti, deciso a far chiarezza sulla scomparsa del parente. Inizialmente l’avventura del nostro può risultare monotona, perchè diciamocelo, non si fa altro che scavare, scavare e ancora scavare, per poi tornare in superficie e fare rifornimento. Il piccone di cui disponiamo in principio è realizzato con materiali scadenti, e proseguire all’interno della miniera non è la cosa più veloce del mondo. Non aiuta neppure l’inventario poco spazioso in nostro possesso o la scarsa durata della nostra lampada ad olio, problemi che rendono nelle prime fasi il backtracking noioso. Ma tutti questi elementi sono soltanto le fondamenta di un gameplay che punta sempre ad espandersi. Ogni blocco di terra da noi distrutto ci può avvicinare (come allontanare) da un prezioso tesoro nascosto, di cui la miniera ne è piena. Risalire, quindi, diventa non solo una necessità ma anche un’opportunità per vendere i tesori trovati ed ampliare la città, ma anche offrire al giocatore la possibilità di migliorare il proprio equipaggiamento.

In questo modo, infatti, SteamWorld Dig dà vita ad una formula di gioco che vede il giocatore scavare e andare sempre più in profondità, per poi risalire e rifornirsi. Ogni nuova esplorazione del sottosuolo ci vede sempre in condizioni migliori rispetto a come l’avevamo precedentemente affrontata, e se può risultare facile raggiungere nuovi livelli di profondità e gemme dal valore economico superiore, lo stesso non si può dire per la risalita in superficie. Ogni nostra mossa va ben ponderata, in quanto il percorso che creeremo potrà anche essere la nostra tomba, costringendoci ad autodistruggerci per ritornare in superficie. La vera peculiarità del gioco risiede infatti nella possibilità concessa al giocatore di scegliere il percorso migliore, non essendocene uno prefissato, scavando così la propria strada da percorrere, stando attenti dal finire in vicoli ciechi o popolati dai mostri del sottosuolo. È proprio grazie a questa soluzione che riusciamo ad apprezzare meglio i nostri successi e ad imparare dai nostri sbagli.

A Fistful of Dirt

Ad ampliare una formula semplice ma funzionale troviamo diversi potenzialmenti all’interno di alcune grotte sotterranee, grazie ai quali Rusty potrà così ottenere nuove abilità, come la corsa o una trivella per perforare più velocemente il terreno. Ciascuno di questi power-up è un premio per la bravura e la capacità del giocatore e il loro utilizzo non risulta praticamente mai forzato ma coeso con l’intera esperienza di gioco. Il loro utilizzo è inoltre fortemente legato alla meccanica dell’acqua, presente in piccoli laghetti in profondità, che i giocatori potranno prosciugare per ricaricare il proprio armamentario alimentato a vitelloni al vapore. Molte delle abilità ad esso collegate risulteranno molto utili nelle fasi più avanzate della storia di SteamWorld Dig (soprattutto per quanto riguarda risalire) e ancora una volta bisognerà stare attenti agli sprechi.
Il risultato finale è quindi un’avventura breve (è possibile terminare la storia in circa cinque ore) quanto divertente e assuefante. La progressione del gioco non risulta mai noiosa (se non per le prime esplorazioni) e c’è sempre qualcosa da scoprire in mezzo a tutte le sorprese presenti nella miniera.

L’unico vero problema, sotto questo aspetto, è dato proprio dalla durata, visto che, terminata l’avventura principale, saranno davvero pochi gli incentivi a tornare ad esplorare tutto ciò che la miniera ha da offrire. La versione per Switch del gioco riprende tutte le novità introdotte nella prima versione in alta definizione di SteamWorld Dig, a cominciare dal comparto grafico non più vincolato all’hardware del Nintendo 3DS fino all’aggiunta di utili scorciatoie per i comandi affidate ai quattro dorsali dei Joy-Con. Il tutto mantenendo una risoluzione di 1080p in modalità TV (720p nella modalità portatile) e un framerate di 60 fps. La versione pubblicata sulla console, insomma, non è altro che un semplice porting, non portando con sé nessuna novità sostanziale. Si tratta di una scelta che potrebbe scoraggiare chi già conosce il titolo a riacquistarlo, ma d’altra parte per alcuni potrebbe risultare un pro possedere una versione in alta definizione del gioco da potere portare in gioco, senza ovviamente parlare di chi non l’ha mai provato in passato.

In conclusione

SteamWorld Dig torna dopo quattro anni dalla sua ultima uscita su una piattaforma Nintendo, continuando a mantenere intatto tutto il fascino che il gioco originale ha saputo offrire ai giocatori. La versione per Nintendo Switch non introduce nulla di nuovo, limitandosi a far conoscere a chi si è avvicinato da poco alla serie SteamWorld il gioco che ha dato inizio a tutto. Un’avventura imperdibile per chi non l’ha potuta giocare, ma evitabile per chi lo ha già giocato (nella sua versione in alta definizione) su Wii U o altre piattaforme e non è interessato ad averlo in forma portatile.

DIAMANTE/10

  • Gameplay eccellente ed assuefante.
  • Fantastica l’ambientazione.
  • Prima o poi finirà, e avrete pochi incentivi per tornare.
SteamWorld Dig ritorna in una nuova edizione per Nintendo Switch, ottima per chi vuole rigiocarlo e per chi invece vuole scoprirlo per la prima volta.

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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).