3 luglio 2018 • Recensione

Runbow (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Un semplice party game, o qualcosa di più?

Uno dei numerosi motivi per cui sono appassionato di videogiochi è il fatto che si tratti di uno dei medium di espressione più flessibili che io conosca. Esistono opere che possono vantare di un comparto narrativo e artistico invidiabile che, chiaramente, puntano appunto a essere considerate “arte”, come ne esistono altre che offrono un’esperienza che punta in primo luogo a divertire, a intrattenere un singolo giocatore o interi gruppi di amici.
Del secondo gruppo fanno certamente parte i party game, spesso considerati “di serie B” dai giocatori più navigati, ma che invece a mio parere sono validissime dimostrazioni che il videogioco non è solo un’attività solitaria, ma nemmeno pura competizione, come gli e-sports. I party game, come dice il nome stesso, puntano a offrire una serie di attività divertenti per le feste, permettendo a tutti di partecipare a prescindere dalle loro abilità e di far sorridere perfino chi un controller non l’ha mai preso in mano.
In questo contesto si colloca dunque Runbow, titolo comparso su molte altre console nel corso degli anni e che arriva ora su Switch.

Party Game o Platform?

Se avete guardato il trailer qui sopra, avrete notato che Runbow si distacca un po’ dal party game canonico. Non abbiamo una specie di gioco dell’oca, come in un Mario Party qualsiasi, né ci sono quiz o karaoke o sessioni di danza davanti allo schermo. Piuttosto, ci troviamo di fronte a un platform adattato a gioco festaiolo e, dunque, al multiplayer (anche online, che però non abbiamo potuto ovviamente testare).
Le modalità di gioco sono diverse, ma principalmente divisibili in base al numero di giocatori minimo: alcune sono infatti esclusivamente multiplayer, mentre altre permettono anche a un giocatore singolo di cimentarvisi. Comune ad ognuna di queste è però il gimmick principale di questo titolo, ossia i colori.

Durante il gioco, infatti, il colore dello sfondo cambierà periodicamente, donando un volto sempre mutevole allo scenario in cui i giocatori si troveranno in quel momento. Questa non è però una scelta esclusivamente artistica, ma si riflette soprattutto sul gameplay. Tali colori, infatti, corrisponderanno a quelli di alcuni elementi del livello in corso che, dunque, “scompariranno” fondendosi allo sfondo fino alla successiva mano di colore.

Runbow
Sicuramente non si può dire che Runbow non sia un gioco bello da vedere.

Questa meccanica verrà ovviamente sfruttata in numerosissimi modi: tra piattaforme che possono svanire, facendo cadere chiunque ci si trovasse sopra, muri che ostacolano il passaggio, letali raggi laser e tanto altro, non mancheranno le variazioni sul tema, in sé molto semplice, dando prova dell’abilità creativa del team di sviluppo.
Purtroppo, però, non sempre le differenze tra un colore e l’altro si riveleranno così marcate, visto l’uso in molti casi di semplici sfumature di un singolo pigmento. Questa è molto probabilmente una scelta artistica, più che di gameplay, così da non avere colori troppo discordanti tra loro, ma spesso portano a commettere errori alla lunga piuttosto frustranti.

Se tutto il gioco gira intorno a questo concetto dei colori, c’è però da dire che per il resto le modalità per più giocatori e quelle per giocatore singolo presentano davvero numerose differenze. Se le prime sono prettamente indirizzate appunto ad un pubblico in cerca di un po’ di divertimento rapido, magari appunto in una festa, quelle in single player cercano invece di rendere Runbow un platform in tutto e per tutto, giocabile però anche con altri 7 amici, un po’ come i New Super Mario Bros. per Wii e Wii U, ma con un numero ben maggiore. Per questo motivo, andiamo a parlare delle due “facce” del gioco separatamente.

Runbow, un piacevole party game

Delle cinque modalità di gioco di Runbow, ben tre richiedono un minimo di 2 giocatori, fino a un massimo di 9. Ognuna di queste è, tutto sommato piuttosto semplice.
Nella prima, “Correre”, i vari giocatori devono cercare di arrivare per primi al trofeo posto alla fine di ognuno dei vari livelli, evitando di venire sconfitti dai vari nemici o pericoli incombenti, complici anche i giochi di colore di cui abbiamo già parlato.
La seconda, “Arena”, mette invece i giocatori direttamente l’uno contro l’altro in un’arena, appunto. Utilizzando le semplici mosse a propria disposizione e, soprattutto, i numerosi pericoli dei vari stadi, bisognerà cercare di eliminare tutti i propri avversari, così che l’ultimo sopravvissuto possa ottenere il trofeo.
La terza, infine, è il cosiddetto “Re della collina”. In maniera simile all’Arena, i giocatori dovranno combattere tra loro per cercare di “conquistare” una determinata zona. Per fare ciò, bisognerà stazionare su di essa per alcuni secondi, impedendo agli avversari di fare altrettanto.

Runbow
L’Arena diventa parecchio caotica quando il numero dei partecipanti aumenta.

Delle modalità così semplici e intuitive sono davvero adatte a un party game. Sebbene magari le primissime partite possano risultare un po’ complesse, dati i comandi non proprio perfetti e immediati da padroneggiare, molto presto i vari giocatori potranno sfidarsi alla pari. Ogni personaggio, infatti, oltre a potersi spostare orizzontalmente è in grado di effettuare fino a due salti, seguiti poi da un attacco in aria. Sono possibili anche attacchi a terra o con scatto e infine degli schianti a terra. Tutto molto semplice, insomma, ma che viene reso ancora più divertente dai vari oggetti disponibili, in grado di cambiare le sorti della battaglia.

Le modalità multiplayer si rivelano dunque adattissime come passatempo e frenetiche a sufficienza già solo con un paio di giocatori. Non siamo certo ai livelli di Mario Kart (benché gli sviluppatori puntassero a superarlo sotto certi aspetti), ma ci saranno numerosi casi in cui il giocatore in vantaggio si troverà invece a perdere, o per un cambio imprevisto di colore o per effetto di un oggetto sfortunato, come quello che scambia il posto di due giocatori. Se non avete paura di rovinare qualche amicizia, dunque, Runbow è potenzialmente il gioco per voi.

Runbow, un platform mediocre

Oltre alle tre modalità multiplayer, ce ne sono due affrontabili anche singolarmente, ma non necessariamente. In ognuna di queste è infatti possibile giocare comunque in 2, 3, 4… perfino 9 giocatori, se ci sono!
La struttura è in entrambe molto simile: i giocatori dovranno infatti superare una serie di livelli simili a quelli della modalità “Correre”, raggiungendo la fine del percorso e ottenendo il trofeo. Purtroppo, quando tutti i giocatori avranno perso, cadendo nel vuoto o scontrandosi con uno dei numerosi pericoli, come lava, laser e simili, si dovrà ricominciare dall’inizio del quadro in corso. Non esistono infatti check-point, anche se per fortuna ogni livello è piuttosto corto.

Runbow
Nella modalità “Avventura” dovremo completare vari livelli per raggiungere Satura, l’antagonista del gioco.

Il vero problema non sta però nella lunghezza, quanto nella difficoltà. Nonostante le meccaniche molto semplicistiche del gioco e la fisica non ottima, queste modalità richiedono spesso salti e movimenti molto precisi sia nell’esecuzione che nella tempistica, portando ad affrontare quasi ogni livello con un sistema di trial-and-error, ripetendo cioè lo stesso percorso più e più volte fino a perfezionare la propria strategia. L’impressione è dunque che il team di sviluppo abbia cercato di rendere Runbow un platform vero e proprio, simile a molti altri indie del genere famosi per essere molto punitivi, dimenticando però di adattarne le meccaniche e lasciando invece quelle del Runbow party game, decisamente inadatte.

A peggiorare le cose giunge il fattore multiplayer. Già solo giocare in 2, anziché semplificare i livelli tramite la collaborazione, li rende invece più frustranti. In numerosi casi appare evidente che essi non siano stati progettati per più di un giocatore, tanto da essere praticamente impossibili da completare se non da soli. Emblematico è il caso di un lungo baratro da superare saltando sui nemici che svolazzano nel mezzo, che però spariscono sconfitti dopo essere stati calpestati. In questo modo, solo il più veloce tra i giocatori ottiene la possibilità di completare il livello, mentre gli altri sono costretti ad arrendersi o lanciarsi nel vuoto.
Un multiplayer anche in questo caso competitivo, dunque, che però rende ancora più difficile arrivare all’obiettivo finale. Se già da soli si muore spesso, pensate quando ci sono fino a 8 altre persone a osteggiare la nostra avanzata!

Runbow, un buon gioco, ma solo a metà

Nel complesso, diventa difficile esprimere un giudizio complessivo su questo titolo. Il comparto artistico è per la maggior parte ben fatto, complice il gioco di colori (benché, come già detto, alle lunghe possa risultare stancante) e la colonna sonora molto orecchiabile. Inoltre, ci sono numerose chicche per i giocatori più appassionati di “Nindies”. Oltre ai personaggi originali del gioco, infatti, sarà possibile impersonarne altri presi in prestito da altri giochi, come Shantae o Gunvolt. Purtroppo le differenze sono esclusivamente estetiche, ma è comunque un tocco molto carino.

Runbow
Ecco parte del cast giocabile di Runbow. Li riconoscete?

D’altra parte, non posso non segnalare la localizzazione italiana del titolo, sospettosamente simile alle traduzioni che mi aspetterei da un traduttore automatico. “Map” tradotto come “Carta”, tanto per dirne una, è una scelta altrimenti inspiegabile, e purtroppo non è un caso isolato. Benché sicuramente Runbow non presenti poi chissà quanto testo, vedere così poca cura dedicata a questo aspetto non fa certo una bella figura.

Nel complesso, dunque, ci troviamo di fronte a un prodotto che mi sento di consigliare solo in parte. Se siete interessati a un party game carino e avete spesso amici a casa, Runbow vi divertirà molto con le tre modalità apposite.
Se state invece cercando qualcosa di più, un nuovo platform per tenere impegnato il vostro Switch, magari da giocare insieme a qualcun altro… allora forse è meglio passare oltre.

(NOT) PLATFORM/10

  • Party game molto divertente.
  • Creativo, particolare, bello da vedere e da sentire.
  • Molte citazioni ad altri indie per gli appassionati.
  • Modalità multigiocatore facilmente accessibili.
  • Tenta di essere un platform ma risulta solo frustrante.
  • Modalità giocabili anche in multiplayer ma calibrate solo per il singolo.
  • Pessima localizzazione italiana.
  • Alla lunga può risultare pesante per gli occhi.
Un party game molto carino e divertente, a patto di essere disposti a rinunciare alla parte single player o a riprovare innumerevoli volte ogni livello.
Nintendoomed partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it. Prova gratuitamente Amazon Prime per ricevere i tuoi acquisti in un giorno.

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte “gioco per la trama”. Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed.
Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.

Autore: Luca "Lucas" Oberti

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte "gioco per la trama". Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.