18 maggio 2018 • A ruota libera

Retro Studios al lavoro su Star Fox: Grand Prix? Mi sta bene!

E non lo dico solo perchè si basa sul finale meme di Command

Non si può stare in pace un secondo che arriva un nuovo rumor. Basta un insider su Reddit e subito è putiferio per questo Star Fox: Grand Prix, uno spin-off che sarebbe in sviluppo da parte di Retro Studios, con possibile (ma non detta) presentazione per questo E3. Non è F-Zero o uno Star Fox principale, e lo sappiamo. Ma possibile che, dopo quanto accaduto con il leak di Mario + Rabbids: Kingdom Battle, si continui a giudicare senza avere nulla di concreto in mano? Non è manco nulla di confermato.
C’è da dire però che l’idea, ovvero quella di creare un gioco che prenda a piene mani sia dal celebre Diddy Kong Racing per Nintendo 64 che la serie di F-Zero, riadattandola nell’universo di Star Fox, non sia così malvagia o assurda. Ma andiamo con ordine.

Eh, ma che senso ha, la serie principale è morta

Questa è fin da subito la sensazione che hanno avuto i più, soprattutto coloro che Star Fox non hanno manco idea di come funzioni o lo conoscono da poco. Anche ammesso che questo gioco esista davvero, dove è scritto che sarà l’evoluzione della serie? Il titolo è chiaro, l’idea di base è chiara, perché ostinarsi ad essere così negativi? È indubbio che la serie attualmente non abbia avuto grandi trascorsi, soprattutto per colpa del mediocre Star Fox Zero per Wii U, ma non è in pericolo di vita. Dal 2011 ad oggi è stato pubblicato un remake (Star Fox 64 3D), un capitolo principale/reboot (Star Fox Zero), uno spin-off tower defense (Star Fox Guard), un mediometraggio (l’ottimo La battaglia ha inizio), ed infine un “nuovo” capitolo (Star Fox 2) tramite la riedizione mini del Super Nintendo.

Lo stesso Shigeru Miyamoto ha mostrato a più riprese di tenere alla saga pur non essendo un system seller. Sebbene in futuro il gameplay classico da shooter arcade potrebbe venir abbandonato a favore di qualcosa di diverso, non sarà di certo questo ipotetico gioco a fare da giro di boa per la serie. Non è una situazione neanche lontanamente paragonabile a quella di Metroid, dove l’ultimo capitolo principale della serie (Metroid: Other M) è stato un flop su tutta la linea, portando Nintendo ad ignorare completamente la serie e i fan per poi presentare uno spin-off che nessuno voleva.

Sì ma potevano riprendere F-Zero

Partendo dal presupposto che  sì, F-Zero è un gioco bellissimo e che merita di venire riproposto, penso che molti di quelli che hanno commentato (aspramente) la notizia non siano neppure consapevoli di cosa siano Star Fox, F-Zero e Diddy Kong Racing.
Da come è stato descritto il gioco non c’è l’intenzione di creare un rimpiazzo di Mario Kart o di uno degli altri due giochi di corse.
Prima di tutto, Mario Kart è un gioco non basato sulla competitività, ma sulla fortuna. Negli ultimi capitoli sono stati introdotti veicoli in grado di accedere ad aree subaquee o aeree, ma ci si ferma lì. F-Zero invece è un gioco basato sull’abilità del giocatore, sulla velocità sfrenata, dove ogni turbo va gestito con saggezza, il rischio di ritrovarsi il proprio veicolo distrutto è all’ordine del giorno e soprattutto in cui non sarà l’utilizzo di una macchina specifica a rendervi un campione. Diddy Kong Racing, al contrario di Mario Kart, è un gioco che piuttosto di utilizzare in maniera accessoria la presenza di veicoli diversi, presenta tracciati che si focalizzano sulle diverse strade che si possono percorrere. Ogni veicolo ha una sua peculiarità, ed è incredibile quanta cura sia stata posta nel cercare di mantenere equilibrati i tre schemi di gioco. In più, sono presenti una modalità storia ed ulteriori modalità single-player.

Magari un giorno ne avremo uno nuovo, forse proprio a questo E3.

L’idea dietro questo gioco, alla fine, non è molto diversa da ciò che si vuole proporre: una via di mezzo tra gli ultimi due. Un gioco non troppo punitivo come F-Zero, ma che mantenga la sua frenesia e offra una varietà maggiore sui veicoli utilizzabili. Non si fanno concorrenza da soli, perché molto semplicemente l’approccio è diverso nel caso di questo Star Fox: Grand Prix. Se il rumor riportato è vero, Grand Prix non vorrebbe fare altro che espandere il più possibile la formula del gioco di Rare, evolvendola. E l’universo di Star Fox è effettivamente adatto al ruolo, vista la quantità di pianeti dalla diversa fauna presente, in cui l’integrazione dei veicoli potrebbe portare a dei risvolti interessanti a livello di gameplay, sia nelle modalità competitive che in quelle per giocatore singolo.

Se vogliamo parlare di giochi ridondanti, allora per favore spiegatemi perché Nintendo continui a sviluppare (e voi a comprare) i vari Super Mario, Donkey Kong Country, Yoshi, Wario Land e Kirby, perché evidentemente sono io quello scemo. Se per voi il genere di corse è stagnante, non è detto che questo gioco (che manco è detto sia realmente in produzione) non possa cambiare le carte in tavola od offrire un’alternativa più che valida.
E comunque, ricordo a tutti che Nintendo approcciò Criterion Games per sviluppare un nuovo F-Zero nel 2012, quindi una vera e propria pietra tombale non esiste su quella serie. Inoltre, se vogliamo dare tutte le colpe di questo mondo ad un rumor, ricordatevi della modalità 200cc di Mario Kart 8 e dei suoi DLC.

Retro Studios deve fare quello che dico io

Dulcis in fundo, troviamo il solito flame giornaliero. Retro Studios, incredibile ma vero, non sta facendo quello che vuole e si aspetta la gente. Devo ammetterlo, anche io ci rimasi malissimo all’annuncio di Tropical Freeze. Questo perché da quello che è considerato ancora oggi uno dei team di punta di Nintendo, al lavoro sulla loro prima console in HD e che doveva riportare in auge il focus sugli “hardcore gamer”, non era esattamente ciò che mi aspettavo. O meglio sì, anche, ma non volevo solo quello. Volevo vedere alzata l’asticella, vedere osare, non avere più vincoli imposti ad un hardware datato, e permettere quindi alla compagnia di esprimere il loro potenziale con un prodotto magari tutto loro, in maniera analoga ai loro colleghi giapponesi di Monolith Soft. E ancora oggi lo voglio, ma ha senso snobbare in partenza un progetto di cui non sappiamo niente se non due informazioni in croce e, forse, dei loghi? E non è la prima volta che succede, in quanto le stesse identiche impressioni da parte dell’utenza si sono avute con Donkey Kong Country Returns e prima ancora con lo stesso Metroid Prime.

Metroid Prime 3 ScreenshotTorniamo un attimo indietro nel tempo ai primi del 2000. In quegli anni Nintendo decide di affidare il primo capitolo in tre dimensioni di Metroid a Retro Studios, un team ai più sconosciuto e per di più americano. Retro non ha neppure una grande fama, in quanto quattro dei suoi progetti in sviluppo sono stati brutalmente cancellati e il 70% dello staff licenziato. Non solo, questo nuovo Metroid (il primo dopo Super Metroid) sarà in prima persona. Si può essere più scettici di così? Eppure è successo, ed è stato glorioso. Perché questo Grand Prix non può esserlo? Perché forse è basato su di una serie che conoscete poco e che non può avere neppure uno spin-off? Oppure perchè la ritenete un’idea banale, tranquillamente realizzabile da altri? Ribadisco, aspettiamo, ormai l’E3 è alle porte. Da lì vedremo come andranno le cose.


Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).