10 luglio 2018 • Notizia

Reggie Fils-Aimé: ecco come Nintendo gestisce il “crunch”

Il “crunch“, nel mondo degli sviluppatori software, è quel periodo immediatamente precedente al rilascio di un prodotto in cui tutti impazziscono perché ci sono ancora miliardi di cose da fare e gli impiegati sono costretti a straordinari disumani per poter riuscire a rilasciare il prodotto promesso nella data promessa.

Esplorando questo problema, Vice (o meglio, Waypoint, la sua divisione dedicata ai videogiochi) ha intervistato all’ultimo E3 dodici sviluppatori (tra cui alcuni di Microsoft, DICE e IO Entertainment) per chiedere in che modo la loro azienda gestisca queste situazioni. Qui potete leggere l’articolo intero.

Quello che interessa a noi è la risposta di Reggie Fils-Aimé, presidente di Nintendo of America.

Vice: Come si impegna Nintendo, insomma cosa fate, per assicurarvi che ci sia un buon equilibrio vita-lavoro e delle condizioni giuste nello sviluppo di titoli first-party, ma anche nell’esecutivo, nel supporto, quello che succede in Nintendo e anche nei vostri partner? Come combattete una relazione con il crunch diffusa in tutta l’industria e che spesso viene definita malsana?

Reggie: Allora, posso parlare solo dal punto di vista di Nintendo of America e per noi, il crunch avviene in modo diverso. Non è un crunch di sviluppo, ma potrebbe essere un crunch di controllo bug, un crunch in preparazione di un evento, o un crunch per preparare un gioco al controllo dei lotti. Il nostro approccio è questo: siamo flessibili nell’uso di impiegati a contratto. Siamo flessibili nel modo in cui lavoriamo con le agenzie partner. La nostra mentalità è aumentare il personale quando necessario per aiutarci a superare un crunch.

V: Cioè coinvolgete più impiegati perché le ore di lavoro non siano eccessive?

R: Esattamente.

V: E avete degli esempi di quando l’avete fatto di recente? È solo la strategia normale?

R: Così funziona il nostro business. Così lavoriamo. Quindi non chiediamo a nessuno di non dormire per due giorni. Non chiediamo a nessuno di trascurare la famiglia, gli amici e la vita sociale. Non chiediamo a nessuno di fare cose malsane, non è così che lavoriamo.

V: Pensa che Nintendo, in quanto produttore di console, abbia qualche abilità di… Sì, Nintendo non può risolvere tutto, ci mancherebbe, ma come produttori di console, pensate di avere qualche abilità nell’evidenziare questo problema dell’industria?

R: Be’, credo che il modo migliore di aprire la strada sia iniziando noi a fare qualcosa. Quindi quello che facciamo è incoraggiare i nostri partner d’affari e la community che influenziamo ad agire nello stesso modo.

E non è solo l’equilibrio vita-lavoro, si tratta anche di diversità e inclusione. Sai, con tutti questi problemi la nostra mentalità è che dobbiamo essere noi il cambiamento che vogliamo vedere. Per questo ho un team di dirigenza molto diversificato. Per questo, in quanto uomo nero a capo di un’azienda giapponese, mi sento bene con le cose che facciamo riguardo a questi problemi grandi, e come li affrontiamo in un modo che possa dare il buon esempio.

Fonte: GoNintendo


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.