18 ottobre 2017 • Recensione

RECENSIONE – Touhou Kobuto V: Burst Battle (Nintendo Switch)

La “famosa” serie bullet hell giapponese arriva su Switch

È strano come il caso mi abbia fatto arrivare tra le mani Touhou Kobuto V: Burst Battle. “Tra le mani” si fa per dire, visto che era in digitale, ma questo non è importante. È strano perché effettivamente Touhou è una serie che esiste per davvero solo in Giappone, e in occidente è veramente di nicchia, anche perché non ci sono cartoni animati o simili che la potrebbero rendere famosa. I pochi titoli localizzati, tra cui quello di cui parlo in questa recensione, in realtà non appartengono neanche alla serie vera e propria, la quale consiste unicamente in bullet hell e qualche picchiaduro per PC, ma non sono altro che indie, fangame, doujin o come li si vuole chiamare. Ignoro il motivo per cui NIS America abbia deciso di localizzare questi giochi dato che in occidente non hanno un pubblico che li possa apprezzare al massimo, anziché pensare alla serie principale. Io comunque conosco Touhou e ho pensato di potermi godere a pieno questo gioco… forse. Fatta questa lunga premessa, posso iniziare a parlare di Touhou Kobuto V: Burst Battle.

Burst Battle è essenzialmente un picchiaduro 3D: ci si batte in lotte 1 contro 1 in arene quadrate con un vastissimo cast di… 9 personaggi. Praticamente è composto dalle due co-protagoniste della serie, la sacerdotessa Reimu e la maga Marisa, più tutti i personaggi di Touhou 6, uno dei più famosi nel fandom. Touhou 6, meglio conosciuto come Embodiment of Scarlet Devil, è stato il primo gioco della serie a essere su Windows, mentre i precedenti 5 furono rilasciati su PC-98, macchina ormai difficilmente reperibile e che di conseguenza richiede di essere emulata. Essendo uscito nel 2002, Touhou 6 ha avuto il tempo di costruirsi una fanbase bella grossa e nonostante ne esca uno nuovo praticamente ogni anno, i fan rimangono più attaccati ai primi capitoli Windows. In ogni caso è un cast piuttosto misero, considerato anche che in Bullet Ballet, altro picchiaduro doujin localizzato, ci sono 12 personaggi provenienti da più giochi e in generale non fa schifo quanto questo. Per spiegare meglio la situazione, ogni gioco della serie principale introduce in media 7 nuovi personaggi, uno per ogni livello, e generalmente solo due o tre hanno una caratterizzazione decente; inoltre ci sono gli eventuali spin-off canonici che ne introducono qualcuno, seppure in misura minore. Anche se non volessi contare questi ultimi, attualmente siamo arrivati a Touhou 16, quindi a oltre 100 personaggi. Potete tranquillamente capire anche voi che un cast di solo 9 elementi da un unico gioco non è per niente grande, anzi. Onestamente avrei preferito di gran lunga avere considerati più titoli e ognuno con quei pochi rappresentanti interessanti.

Il gameplay è “semplice”: per attaccare si usano solo tre tasti (uno per gli attacchi ravvicinati, uno per sparare proiettili deboli e uno per i proiettili più forti e/o a ricerca), poi un quarto per saltare, uno dei grilletti per lo scatto e un altro per parare. Si può anche usare una mossa speciale dopo aver caricato l’apposita barra, ma purtroppo il gioco non spiega come si fa… però premendo i tasti a caso ogni tanto si riesce. Perché quelle virgolette tra semplice? Perché oltre alla schermata di selezione dei comandi coi tasti base, non viene spiegato nient’altro su come funziona il combattimento. Non esistono né tutorial né una modalità di allenamento, quindi capire come funziona il gioco è già una sfida di suo. Non solo le mosse speciali sono a caso, ma anche le parate non funzionano sempre, e lo scatto, durante il quale siamo immuni ai proiettili nemici, dura al massimo due o tre secondi, rendendolo praticamente inutile vista la ricarica lenta della barra della stamina.

Touhou Kobuto V: Burst Battle
Non so se mi infastidisce di più il cast così povero o quell’icona del casuale messa lì

Riguardo al multiplayer, non ho provato quello online perché non ho trovato nessun avversario (probabilmente perché il gioco non era stato ancora rilasciato) ma quello locale funziona in maniera abbastanza decente, attraverso lo split screen. Certo, se si gioca in modalità portatile probabilmente è un po’ più difficile, ma state tranquilli che questo è l’ultimo dei problemi di Burst Battle.

C’è, ovviamente, anche una modalità storia. Inizialmente è possibile giocarla soltanto con Reimu, la protagonista, ma completandola credo si sblocchino anche tutti gli altri personaggi. “Credo” perché ahimé non sono riuscito a completarla, lo ammetto. Sarebbe stato più facile di certo se ci fossero state più difficoltà, oppure se il gioco avesse bilanciato un po’ meglio i suoi personaggi. Infatti, inutile dire che quelli che si affrontano per ultimi nella modalità storia sono chiaramente più potenti (per esempio Remilia, il “boss finale”, ha una mossa speciale molto veloce e difficile da evitare che toglie oltre metà energia con un colpo solo) e questa mancanza di equilibrio si vede anche nel multiplayer. Male, molto male.

Touhou Kobuto V: Burst Battle
Le arene sono di fatto tutte uguali con la stessa forma quadrata, prive di qualsiasi ostacolo. Gli unici cambiamenti sono estetici.

Ma la trama di fatto com’è? Nell’incipit la protagonista, la sacerdotessa Reimu, si ritrova oggetto di pettegolezzi secondo i quali lei e la vampira Remilia vadano in giro la notte a spaventare gli umani. Reimu, completamente spaesata, si dirige verso la magione di Remilia per chiedere spiegazioni. E così per strada incontra e affronta gli stessi personaggi che ha affrontato in Touhou 6, nello stesso ordine, ma per un motivo completamente diverso. Sembra quindi prendere ispirazione da quel gioco anche sotto il punto di vista della trama, anche se la rende molto più… stupida. E non solo quella, ma gli stessi personaggi non sono da meno. Semplicemente dato che non hanno una personalità così interessante, quasi tutti i dialoghi che ho letto riprendono inside joke che solo chi sta nel fandom di Touhou potrebbe capire, e di conseguenza non sono divertenti, non servono a niente e sono effettivamente cose a caso. Non so come finisca la storia perché, come ho detto prima, non sono riuscito a completarla, ma non dovrebbe essere chissà cosa, solo una scusa per affrontare tutti quanti.

Non ci siamo con il gameplay, non ci siamo con la storia, non ci siamo per niente con la grafica perché sembra veramente una roba da PSX, e ciononostante devo ammettere che la musica un poco si salva, attraverso bei remix dei temi dei personaggi, probabilmente uno dei motivi che rende famoso Touhou… in Giappone, almeno. Gira e rigira, il problema è sempre quello che ho evidenziato all’inzio di questa recensione. Touhou Kobuto V: Burst Battle è un gioco che non ha posto nel mercato occidentale, perché in primis non ha un target di riferimento abbastanza ampio. Sono sicuro che c’è di meglio, quindi fatemi la cortesia di non comprarlo, buttereste almeno una trentina d’euro.

GIVE UP/10

  • Comparto musicale molto ben curato.
  • Comandi imprecisi e difficili da capire.
  • Impossibile scegliere una difficoltà per la CPU.
  • Cast misero e sbilanciato.
  • Trama e personaggi poco interessanti.
  • Grafica molto brutta.
Touhou Kobuto V: Burst Battle è un gioco che probabilmente qualche anno fa nel piccolo universo doujin giapponese era apprezzato. L’errore è stato cercare di farlo andare oltre.

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Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

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