15 ottobre 2016 • Recensione

RECENSIONE – SteamWorld Heist (Wii U eShop)

“Ehi, tu. Da quelle ammaccature sulla tua fronte e sulla tua carrozzeria si vede che ne hai passate tante. Perché non ti unisci alla mia banda di mercenari? Tranquillo. Abbiamo galloni d’acqua in quantità. Ecco un revolver. Contiene una pallottola con su scritto il nome di quello Scrapper laggiù, dietro l’angolo. Su, dimostraci la tua bravura. Qualcuno come te non avrà neanche bisogno di girare l’angolo, vero?”

Non troppo tempo fa giocai sempre da parte dei ragazzi di Image & Form quel piccolo gioiello che è SteamWorld Dig, di cui mi innamorai fin da subito. La sua immediatezza e le sue ambientazioni erano il punto forte dell’intera produzione, dando chiaramente l’idea al giocatore di essere catapultato in uno spaghetti western in salsa steampunk. Insomma, aspettavo con ansia di mettere le mani sul loro prossimo progetto, SteamWorld Heist, il quale di certo non sarebbe mancato all’interno della mia collezione videoludica. E dopo averlo giocato posso dire di non essermi sbagliato: se avete adorato Dig, le sparatoie strategiche di Heist vi terranno incollati sullo schermo per ore e ore.
Lo scorso anno vi avevamo parlato della versione per Nintendo 3DS, e soltanto da poco le avventure del capitano Piper sono approdate su Wii U in una versione riveduta e corretta del gioco originale. Queste sono le parole degli sviluppatori:

Finally, we thought we’d touch upon the available DLC, which we bought to try out right from the start on Wii U. This makes sense with ‘The Outsider’, DLC which adds a small number of stages and an additional playable character. This content emerges throughout the story, starting near the end of the first major chapter, and fits in nicely if picked up early. The stages are welcome extras, while Fen is a neat character that’s also hugely helpful as a member of your team through the campaign; they have unique ‘charge’ abilities that can be ideal for trickier late encounters.

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I livelli che compongono l’offerta ludica di Heist sono stati realizzati tenendo conto del puntamento delle nostre armi, dando così al giocatore la libertà di scegliere la strategia migliore per completare le missioni che ci verranno proposte. A differenza di altri esponenti del genere, come Fire Emblem o Final Fantasy Tactics, il nostro campo di battaglia non sarà una griglia con visuale isometrica, quanto piuttosto un ambiente bidimensionale, simile a quello del suo predecessore. I livelli contengono svariati strumenti da noi usabili, come barili o blocchi, dietro ai quali i nostri personaggi possono ripararsi dal fuoco nemico o organizzare degli attacchi a sorpresa.
Questa meccanica di gioco punta molto anche sulla fisica dei materiali che compongono le nostre munizioni, le quali subito dopo essere sparate potranno rimbalzare sui muri, pavimenti, soffitti, così come avere delle proprie traiettorie in grado di dare vita alle strategie più disparate. Non importa quindi quanto accurate possano essere le nostre armi, il fulcro del gioco risiede tutto nella mira e nella precisione, essenziali per la riuscita delle missioni, tenendo soprattutto conto dell’instabilità delle braccia delle nostre truppe.
I controlli risultano fin da subito immediati, anche grazie ad un tutorial molto chiaro ed esplicativo. Sarà inoltre presente un piccolo HUD che ci ricorderà comunque le nozioni basilari, nel caso ce ne fossimo scordati.

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La differenza nella direzione artistica tra Dig e Heist, titoli dalle forti radici comuni, si riassume in un tono a tratti più serioso, già dall’artwork del protagonista che presenta una pistola anziché un piccone. Un salto che potrebbe essere paragonato a quello tra Advance Wars per GBA, titolo dalle tinte giocose e mai troppo serie, e Advance Wars: Dual Strike, episodio serio, cupo e molto distante dall’originale. I due giochi però riescono ad essere coerenti tra loro, dimostrando che il lavoro di (casa di produzione) è riuscito a muoversi lungo un sentiero coerente.
Per quanto riguarda l’aspetto sonoro, invece, il team di sviluppo non è voluto essere da meno. Se in SteamWorld Dig venivamo accompagnati da motivetti ispirati ai lavori di Morricone, in SteamWorld Heist si è preferito invece puntare su uno stile in linea con le atmosfere steampunk del gioco. L’arduo compito è stato affidato ai componenti della band musicale Steam Powered Giraffe, i quali potremo anche incontrare nel corso delle nostre avventure spaziali sottoforma di camei.

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SteamWorld Heist è un titolo frutto di un lavoro minuzioso, capace di dimostrarsi prodotto raffinato di una software house che ha capito fin da subito cosa fare della propria IP. I difetti, di conseguenza, sono veramente difficili da scovare e si riducono a minuzie spesso puntigliose. In poche parole, almeno da un punto tecnico, SW è un gioco che rasenta la perfezione. In un secondo momento entrano però in gioco i gusti, e se robot, strategie e giochi di mira non fanno per voi non c’è perfezione teorica che tenga.
Sebbene Heist non presenti difetti degni di essere appuntati, c’è una mancanza che ci sentiamo di segnalare: quella del multiplayer. Un multi in cui i giocatori si sfidano con le loro squadre di Steambot livellate ed armate fino ai denti. Aldilà di questo, non c’è davvero altro che si possa dire per ammonire il gioco.

PEW PEW/10

  • Non stanca, diamine se non stanca.
  • Ambientazione steampunk in pieno stile Image & Form, splendida.
  • Gli Steam Powered Giraffe riescono a far sentire in forma sonora il carisma dei personaggi.
Adesso è il momento giusto per la standing ovation. “Bràvo!”


Altro videogiocatore di lunga data, fanatico di Super Mario e Sonic e giocatore competitivo Smash Bros. La sua ambizione è quella di diventare un traduttore di videogiochi, e al momento si diletta in tutto ciò che è relativo a quest’ultimi. Se c’è una frase che può descriverlo, sarebbe sicuramente “Jack of all trades, master of none”.
I suoi due slogan sono “It’s-a Mirax!!” e “Guardatevi Clannad.”

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Autore: Salvatore "Mirax96" Mirabelli

Altro videogiocatore di lunga data, fanatico di Super Mario e Sonic e giocatore competitivo Smash Bros. La sua ambizione è quella di diventare un traduttore di videogiochi, e al momento si diletta in tutto ciò che è relativo a quest'ultimi. Se c'è una frase che può descriverlo, sarebbe sicuramente "Jack of all trades, master of none". I suoi due slogan sono "It's-a Mirax!!" e "Guardatevi Clannad." Lo trovate anche su Facebook e su LinkedIn