16 gennaio 2018 • Recensione

RECENSIONE – Romancing SaGa 2

I Romancing SaGa sono una serie di jrpg prodotti da Square Enix molto diversi dai titoli più classici e conosciuti della nota casa di sviluppo giapponese, come Final Fantasy e Dragon Quest, e per questo sono sempre rimasti un po’ nell’ombra fuori dal Giappone. Il che è un peccato, viste le meccaniche uniche della serie e, in particolare, di questo gioco: Romancing SaGa 2, remake per Nintendo Switch, Play Station 4, Play Station Vita, Xbox One, Steam e dispositivi mobile del quinto capitolo, uscito solo in Giappone su SNES nel 1993.

Sette antichi eroi salvarono il mondo di Romancing SaGa  2, ma all’inizio della storia del gioco tornano come demoni con l’intento di distruggerlo. Leon, primo imperatore di Avalon, e suo figlio Gerard devono liberare una delle loro città dall’eroe Kzinssie. Durante il combattimento però, l’imperatore viene ferito ed è costretto a ritirarsi. In punto di morte utilizza una magia per lasciare in eredità al figlio tutte le sue abilità, tra cui una tecnica per battere Kzinssie. Sconfitto l’eroe e ripreso il controllo del suo territorio, Gerard diventa imperatore.

Da qui in poi il gioco segue la storia degli imperatori di Avalon, i quali si succedono alla morte del predecessore o dopo un salto di generazione, un evento causato dalla combinazione delle nostre azioni. Grazie a una particolare magia ogni regnante può passare in eredità tutte le proprie conoscenze, in modo da rafforzare sempre di più la linea imperiale. È quindi importante scegliere l’erede giusto, in modo da migliorare sempre di più l’efficienza in combattimento e imparare nuove tecniche. Inoltre certi scenari possono essere sbloccati solo da un particolare sesso, come ad esempio l’accesso ad un villaggio di Amazzoni. Dopo aver sconfitto cinque o più eroi, infine, il prossimo salto ci porterà all’ultimo Imperatore (il personaggio creato all’inizio del gioco), il cui scopo sarà sconfiggere il boss finale e riportare la pace nel mondo.

Romancing SaGa 2 scelta dell'erede
Dopo un salto generazionale o alla morte di un Imperatore potremo scegliere un personaggio che porti avanti la linea imperiale tra quattro candidati

Un’interessante particolarità è che il giocatore è completamente libero di scrivere la propria storia decidendo dove andare, quali regioni conquistare e in quale modo. Questo costituisce la base del gameplay: all’inizio del gioco si può, ad esempio, conquistare un’importante zona mineraria che incrementa notevolmente le nostre entrate, oppure salvare un regno vicino dalla guerra civile. Il denaro,che si guadagna grazie alle tasse, oltre che per acquistare armi e armature, può essere speso per lo sviluppo di nuovi equipaggiamenti o per costruire nuovi edifici nella capitale, come un centro di ricerca per la magia, o altre migliorie in tutto l’Impero. Ogni zona poi dà accesso a nuove classi, ognuna con le proprie caratteristiche che la distinguono dalle altre.

Romancing SaGa 2 Mappa del mondo
Questa è la mappa del mondo, che come vedete è abbastanza grande, ogni area è ricca di dungeon e centri abitati

Per espandere il nostro Impero è necessario combattere e, essendo questo un jrpg dei primi anni ’90, le battaglie non possono che svolgersi a turni, con un party di cinque personaggi (l’imperatore più quattro personaggi scelti da noi). Diversamente da altri jrpg però, è possibile schierare il nostro “esercito” in varie formazioni, ognuna coi suoi punti di forza. Ad esempio la Croce Imperiale permette di proteggere l’imperatore e di concentrare gli attacchi sul tank, mentre il Muro Divino è più utile se il nostro regnante può sopportare alcuni colpi, in quanto occupa la prima linea.

Un’altra notevole differenza rispetto ai canoni è la crescita dei personaggi: in questo gioco infatti non si sale di livello: l’unica statistica ad aumentare saranno gli HP, mentre l’efficacia di attacchi e altre tecniche dipenderà dalle competenze dei singoli personaggi. Inoltre la forza dei nemici va di pari passo con il numero di battaglie iniziate (sì, non serve finirle), in modo da mantenere un certo livello di difficoltà anche nelle prime aree del gioco.

Il comparto grafico e sonoro è molto ben curato e riesce a creare un mondo vivo e far capire perfettamente al giocatore la situazione in cui ci si trova: le città si distinguono subito per come sono costruite, così come la musica trasmette calma quando ci troviamo in un villaggio pacifico e tensione durante le battaglie o in un dungeon. Inoltre il gioco è stato completamente ridisegnato per l’alta definizione, impreziosendo la pixel art di dettagli che rendono il mondo ancora più ricco.

Una critica che mi sento di muovere è che il gioco comunichi molto poco col giocatore, lasciandolo spesso completamente ignaro di avere più di un modo di completare i vari scenari del gioco. Mi spiego con un esempio. A un certo punto si potrà raggiungere un’isola vulcanica, che potremo salvare dalla distruzione grazie a un incantesimo di un mago in grado di bloccare il flusso di lava. Alcune generazioni dopo il vulcano sarà in procinto di esplodere a causa del tappo, che però noi possiamo rompere per salvare l’isola dalla distruzione. Il gioco però non fornisce indizi su una seconda possibilità: interpellare il mago che ci ha aiutato in precedenza, arrivando così a un finale alternativo della vicenda, con un premio differente rispetto alla risoluzione standard. Posso comprendere la volontà di lasciare assoluta libertà al giocatore, ma in questo caso l’assenza di una guida rischia di essere un limite anziché uno stimolo.

In questa nuova edizione è stata introdotta una modalità new game+ che permette di cominciare una partita usando i dati di un altro salvataggio, in modo da portarsi dietro gli oggetti che abbiamo raccolto, le tecniche e le magie apprese e i livelli di abilità nelle armi raggiunti, in modo da rendere più semplice l’early game. È particolarmente utile se si vogliono affrontare presto i sette eroi, poiché avere delle armi molto più potenti, o abilità superiori, fa una notevole differenza in combattimento.

Romancing SaGa 2 è sicuramente un must per i fan dei jrpg di vecchia data. Può risultare un po’ frustrante per chi non è abituato, ma se si riescono ad apprendere le meccaniche diventa estremamente aperto alla sperimentazione del giocatore, che è davvero libero di fare ciò che vuole.

BREATH OF AVALON/10

  • Il giocatore può fare plasmare la sua storia decidendo come agire.
  • Gestione dell’economia interessante.
  • Battaglie boss difficili.
  • Grande rigiocabilità grazie all’approccio open world.
  • Ottimo comparto grafico e sonoro.
  • In certi casi il gioco risulta troppo criptico e non è facile capire come proseguire.
L’approccio open world è ciò che rende Romancing SaGa 2 un titolo unico nel suo genere, degno di essere giocato. È anche interessante come il fallimento sia parte integrante del titolo, poiché si può sempre imparare dai propri errori, cosa che si nota anche nel gioco con il sistema dell’ereditarietà delle abilità.

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Autore: Andre4102

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie