2 gennaio 2018 • Recensione

RECENSIONE – Lovers in a Dangerous Spacetime, un’amorevole avventura

“Riesci a sentirlo adesso….. il potere dell’amore!?”

Ehilà, qui c’è il vostro Mirax per una nuova recensione! Questa volta ci ritroviamo a parlare di un gioco… alternativo. Lovers in a Dangerous Spacetime è un gioco che si distingue, a partire dal titolo molto amorevole fino alla grafica altrettanto dolciosa, ma sopratutto per il tipo di gameplay per cui il gioco è pensato: il multiplayer locale. Diamo un’occhiata!

Tanto amore!!

La trama è tanto semplice quanto efficace: in un futuro molto lontano è stata raggiunta l’utopia grazie alla creazione di una macchina che può immagazzinare la più potente forma di energia dell’universo: l’amore. Grazie all’avanzamento tecnologico e a questa fonte di energia infinita, l’esplorazione dello spazio profondo non potrebbe essere più facile.
“Ma il disastro era imminente!”
Da un’altra realtà attaccano le forze Anti-amore, che distruggono il reattore del macchinario e ne disperdono i pezzi nello spazio.
Rimettere le cose a posto sta ai guardiani del macchinario: i cosiddetti Lovers!

Lovers in a Dangerous Spacetime

Un genere… Per lo più nuovo!

Definire un genere per Lovers in a Dangerous Spacetime è abbastanza difficile, principalmente perché molte delle cose che propone sono inedite!
Di certo il genere a cui si avvicina di più è quello degli Shoot ‘em up: infatti quella che controlleremo sarà una navicella con la quale dovremo sparare ai vari nemici che arriveranno da tutte le direzioni e al contempo schivare i loro proiettili.

La novità sta nel fatto che qui la navicella è enorme e fornita di vari pannelli di controllo. I giocatori, nei panni dei Lovers, dovranno dedicarsi a uno di essi: ciascuno controlla una funzione diversa della navicella, tra movimento, cannoni semplici, scudo e il cannone Yamato, ovvero la nostra arma più potente che deve ricaricarsi dopo ogni utilizzo.
Esistono poi tre tipi di gemme per potenziare ciascuno di questi elementi, ovvero la Gemma di Potenza, la Gemma a Raggi e la Gemma Metallica. Sarà possibile usare fino a due di queste gemme per potenziare i propri dispositivi e ciascuna delle combinazioni avrà un effetto diverso con ciascuno di essi. Beh, wow! Per esempio, la Gemma di Potenza fa sparare al cannone Yamato dei missili a ricerca e la Gemma a Raggi invece appunto dei raggi. Usare due gemme uguali amplifica semplicemente potenza e portata, ma se si usa una di ciascuna, esce un attacco inedito: uno sbarramento di raggi che va in tutte le direzioni per un tempo esteso.

Da questo si può quindi capire che le abilità coordinative sono (almeno un po’) essenziali per portare a termine questa avventura.
Ciò non vale se si gioca in singolo, perché in tal caso le abilità necessarie diventano quelle di multitasking, visto che comanderemo un animaletto che eseguirà i nostri ordini. Questa versione del gioco però risulta più difficile da padroneggiare rispetto a quella “da programma”.

Lovers in a Dangerous Spacetime

Comincia l’esplorazione!

Il nostro obbiettivo nel corso del gioco sarà salvare i “coniglietti spaziali” che sono stati ingabbiati dalle forze Anti-amore e sparsi in giro nello spazio. Essi fungono come le Lune in Super Mario Odyssey: ne servono una certa quantità per passare al livello successivo ma ce ne sono di più nascosti nei vari stage, che sono (solitamente) molto ampi.
E parlando degli stage, quelli di Asteroid Base hanno dimostrato una filosofia nel loro level design molto simile a quella di Nintendo, cosa che ovviamente non ho potuto fare a meno di apprezzare: i vari livelli si basano ciascuno su una, due o tre meccaniche precise, che prima vengono introdotte in un ambiente sicuro e solitamente privo di rischi, poi vengono riproposte in situazioni più rischiose, poi situazioni più complicate e infine il tutto viene riproposto nella conclusione, che in questo caso sono i boss di fine mondo.

Questo level design si dimostra molto simile a quello detto “a 4 passi”, che come già detto è stato introdotto da Nintendo ed è visibile sopratutto nella serie di Super Mario e nei due Donkey Kong Country Returns, e anche qui si dimostra estremamente efficace e divertente. Per fare un esempio, in uno dei primi livelli vengono introdotti i globi d’acqua. A inizio livello vi si potrà interagire senza alcun rischio data l’assenza di nemici, perciò avremo la tranquillità di scoprire che sparare verso la superficie dell’acqua annulla i proiettili, mentre sparare dall’interno di essa no. Questa informazione ci tornerà poi utile quando dovremo superare le varie combinazioni di nemici e ostacoli che ci separeranno dai coniglietti spaziali di quel livello; allora starà a noi riuscire a sfruttare la presenza delle grandi superfici d’acqua a nostro vantaggio (oppure crearci molti problemi se non stiamo attenti!).
Detto ciò, già ora non posso che fare un applauso agli sviluppatori per aver dimostrato di aver compreso e assimilato degli insegnamenti che tutti dovrebbero seguire!

Lovers in a Dangerous Spacetime 5

Tolto il level design non resta che parlare dei controlli e purtroppo, per la natura stessa del gioco, non si può dire che raggiungano lo stesso livello di eccellenza: di loro sono gestiti molto bene, con ogni pannello di controllo che di per sé si comanda in modo fluido. Il problema si pone quando ci sono molti nemici che arrivano da varie direzioni, e diventa necessario controllare i vari cannoni, scudo e movimento in alternanza. In questi casi non è troppo raro ritrovarsi a muoversi nella navicella in modo impacciato, finendo in situazioni che semplicemente ci sopraffanno (e sì, anche se in modo minore, anche in multiplayer).
Ma non mi va di ammonire troppo il gioco su questo punto, visto che probabilmente si tratta di una componente della sfida voluta.

Lovers in a Dangerous Spacetime

Amore estetico

Si dimostra palese fin da subito che il titolo è una gioia per gli occhi. Con la sua stilizzazione ben distinta ma intelligente, il gioco fa un buon lavoro ad  essere sia bello da vedere che intuitivo da giocare, con i vari elementi di gioco che non hanno bisogno di spiegazioni oltre il primissimo tutorial. L’unica pecca dal punto di vista visivo è che tutto ciò che si trova all’interno della navicella è davvero piccolo, perciò può risultare difficile vederne i contenuti in modalità TV, ma è davvero l’unica nota stonata. Per il resto nei livelli si capisce all’istante cosa è un ostacolo, cosa uno strumento di supporto e cosa solo un elemento di sfondo.
Ciò si sposa alla perfezione col design del sonoro, che funziona proprio come dovrebbe: effetti sonori piacevoli da sentire e che ci aiutano a capire cosa succede (o sta per succedere) intorno.

In conclusione

Lovers in a Dangerous Spacetime è un gioco davvero simpatico e sopratutto divertente. Con un gameplay che incoraggia il lavoro di squadra e con dei momenti avvincenti, si rivela il gioco perfetto per chiunque voglia provare un’esperienza multiplayer colorata e colorita. E perché no, se il gameplay ispira, anche single player!

Battle Lovers/10

  • Level design degno di nota che ricorda quello “a quattro step” di Nintendo.
  • Comparto sonoro che funziona a regola d’arte.
  • La natura multiplayer del gioco si sposa alla perfezione con Nintendo Switch!
  • La difficoltà doveva essere calibrata un po’ meglio per i giocatori singoli.
  • In modalità TV può essere difficile vedere l’interno della navicella.
Ore e ore di divertimento assicurate per chiunque cerchi un’esperienza multiplayer alternativa.
… O per ogni fan di Binan.

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Altro videogiocatore di lunga data, fanatico di Super Mario e Sonic e giocatore competitivo Smash Bros. La sua ambizione è quella di diventare un traduttore di videogiochi, e al momento si diletta in tutto ciò che è relativo a quest’ultimi. Se c’è una frase che può descriverlo, sarebbe sicuramente “Jack of all trades, master of none”.
I suoi due slogan sono “It’s-a Mirax!!” e “Guardatevi Clannad.”

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Autore: Salvatore "Mirax96" Mirabelli

Altro videogiocatore di lunga data, fanatico di Super Mario e Sonic e giocatore competitivo Smash Bros. La sua ambizione è quella di diventare un traduttore di videogiochi, e al momento si diletta in tutto ciò che è relativo a quest'ultimi. Se c'è una frase che può descriverlo, sarebbe sicuramente "Jack of all trades, master of none". I suoi due slogan sono "It's-a Mirax!!" e "Guardatevi Clannad." Lo trovate anche su Facebook e su LinkedIn