8 settembre 2016 • Recensione

RECENSIONE – Jotun: Valhalla Edition (Wii U eShop)

Al tempo degli dèi del Valhalla dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano su una terra in tumulto, il genere umano invocava il soccorso di un eroe per riconquistare la libertà. Finalmente arrivò Thora, l’invincibile principessa guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie. No aspè.

Jotun è un gioco d’azione in due dimensioni basato sulla mitologia norrena, in cui ci ritroviamo a impersonare Thora, una guerriera vichinga tutta grinta e muscoli. Dopo un tragico incidente navale, la ragazza si risveglia nel Ginnungagap, l'”abisso cosmico” dell’immaginario nordico, dal quale partire per l’esplorazione dei cinque mondi di gioco. Il nostro obiettivo è molto semplice: ogni mondo contiene due livelli pieni di insidie, nei quali occorrerà recuperare una runa. Una volta trovate le due rune del mondo, potremo accedere alla stanza del boss, uno dei temibili Jotun che danno il nome al gioco. E qui saranno dolori.

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Così come Thora dovrà dimostrare agli dèi di essere degna del Valhalla, pure noi disgraziati giocatori dovremo dimostrare a noi stessi di non essere bravi solo a parole, ma di saper padroneggiare un personaggio volutamente lento e fragile e una barra della salute più delicata delle ginocchia di Ronaldo. Thora è a tutti gli effetti, un essere umano. Sebbene il tema del gioco faccia più volte pensare a titoli come God of War, qua non ci troviamo a sterminare orde di nemici a suon di combo e decapitazioni; ogni movimento, specie nei combattimenti con i boss, deve essere ben ragionato e calibrato, poiché una schivata sbagliata può portare a una morte immediata. Badate bene che il titolo può risultare frustrante durante queste battaglie, ma ho trovato la difficoltà calibrata alla perfezione. Certo, sarà necessario provare e riprovare a demolire la barra della salute del boss di turno, che quasi con certezza non riuscirete a sconfiggere al primo tentativo, ma una volta riusciti nell’impresa il senso di appagamento sarà a livelli incredibili.

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Vi ho parlato finora quasi esclusivamente delle battaglie con i boss, che sono senza dubbio il punto più alto dell’esperienza offerta da Jotun; e per quanto riguarda le fasi esplorative? Quando non saremo costretti a combattere dei colossi, ci ritroveremo a girovagare in ambienti ostili e pieni di pericoli, in cui recuperare una runa che rappresenta simbolicamente la fine dell’area. I livelli “standard” sono stati studiati in maniera molto creativa per non offrire mai un senso di déjà-vu, missione compiuta in parte anche grazie all’esiguo numero di aree nel gioco -2 zone a mondo per un totale di 10 zone-. Le ambientazioni sono molto suggestive: passeremo, ad esempio, dai ghiacci del nord, con i suoi letali venti gelidi, all’immenso Yggdrasil, l’albero del mondo che ospita tra i suoi rami una terribile aquila gigante. Come già detto, l’impronta norrena è marcatissima e gli appassionati di questa affascinante mitologia troveranno davvero tanti riferimenti. Oltre a cercare la runa di fine livello, all’interno di queste aree troveremo delle statue degli dèi che, proprio come nel già citato God of War, ci faranno dono di abilità che si riveleranno utili soprattutto se attivate di fronte ai boss. Ecco che scudi, magie curative e Mjollnir ci daranno quel piccolo aiuto in più per abbattere i potenti bestioni; ma non vi aspettate che possano farvi diventare delle superguerriere, al solito.

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Ho speso tante parole per descrivervi minuziosamente il gameplay, ma non ho ancora fatto cenno a ciò che rende Jotun un gioco da avere nella propria collezione: uno stile mozzafiato. Jotun è, letteralmente, disegnato a mano. I fondali, i personaggi, i meravigliosi boss, sono un tripudio di colori e di dettagli che lasciano senza parole; le animazioni degli Jotun poi, sembrano prese di forza da un cartone animato della Disney. La gestione della telecamera viene messa al servizio delle emozioni, con frequenti zoom out da capogiro in grado di farci sentire piccolissimi in un mondo minaccioso e spietato. Da applausi, davvero, l’impegno profuso nel rendere questo gioco una gioia per gli occhi, considerato poi che lo studio che lo ha sviluppato, la Thunder Lotus Games, è composto da otto persone e solo due 2D Artists. Questo quadro su schermo viene poi accompagnato con naturalezza da una colonna sonora glaciale, a tratti epica, a tratti minimale. Chapeau.

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Tutto rose e fiori quindi? Purtroppo no. Reputo un grande difetto l’assenza di un puntatore all’interno della mappa (che su Wii U è sempre attiva sul GamePad), mancanza che troppo spesso mi ha fatto vagare senza meta per i livelli. Scelta di gameplay o semplice svista? Non mi è dato saperlo, ma un giocatore come me che ha un senso dell’orientamento non pervenuto potrebbe seriamente soffrire questo deficit. Altro difetto, un framerate troppo spesso ballerino. Niente che rovini l’esperienza, sia chiaro, ma fa piangere il cuore vedere scenari così belli rovinati da dei rallentamenti a volte anche ben marcati.

Non è presente la modalità Off-TV, scelta più che logica visti i già citati zoom-out che renderebbero praticamente invisibile il nostro personaggio sulla bassa risoluzione dello schermo del GamePad; quest’ultimo viene quindi sfruttato per la mappa e per poter attivare le abilità degli dèi con un semplice tocco. La versione Wii U, che, come vi ricordo, è disponibile in versione digitale su Nintendo eShop, è inoltre comprensiva della modalità Valhalla, in cui è possibile fronteggiare gli Jotun a difficoltà aumentata. 9 masochisti su 10 la consigliano.

FAFREDDO/10

  • Visivamente meraviglioso.
  • Sfide con i boss appaganti.
  • Farà la gioia degli appassionati della mitologia norrena
  • Io il puntatore sulla mappa l’avrei gradito.
  • Presenti dei cali di frame rate.
  • Ci vuole abilità, eh già.
Jotun è una gioia per gli occhi, nonché un esempio di come la cura per i dettagli possa rendere unico un gioco. Peccato per alcuni difetti tecnici e per una difficoltà che, per quanto appagante, potrebbe scoraggiare i meno esperti.

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee