26 novembre 2016 • Recensione

RECENSIONE – Gurumin 3D: A Monstrous Adventure (Nintendo 3DS eShop)

Parin non è una bambina come tutte le altre. Innanzitutto ha i capelli rossi, e questo è già un gran bel sintomo di singolarità. In più, Parin vede delle creaturine, invisibili agli adulti del villaggio in cui si è trasferita con il nonno. Per finire, la ragazzina è in grado di brandire una trivella magica con la destrezza del migliore dei cavalieri Jedi. E cosa se ne farà – diranno subito i miei piccoli lettori – una bambina di un’innata abilità nel combattimento con le trivelle magiche? È presto detto: la sfrutterà per combattere i Phantoms, spiriti malvagi pronti a creare scompiglio nel sopracitato villaggio. È questo il particolare incipit che ci immerge nel magico e colorato mondo di Gurumin 3D.

Il gioco in realtà altro non è che un porting dell’originale Gurumin, uscito anni addietro su PC e PSP e approdato sull’eShop in una nuova – e ben poco fiammante a dirla tutta – versione per Nintendo 3DS. Per quanto riguarda il gameplay, siamo dalle parti del GDR d’azione; dovremo superare un livello alla volta a forza di trivellate date in testa ai nemici e di piccoli enigmi ambientali che tuttavia non risulteranno mai eccessivamente traumatici a livello di difficoltà: siamo lontani dai rompicapi dei vari The Legend of Zelda in tre dimensioni, che pure Gurumin pare voler in qualche modo rievocare in atmosfere e ambientazioni. Ogni nemico sconfitto lascerà cadere monete o un “Junk”; potremo spendere le une e gli altri nei vari negozietti del nostro villaggio per acquistare strumenti curativi, potenziamenti dell’equipaggiamento o nuovi pattern di attacco.

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E a proposito di attacchi, i combattimenti sono davvero molto intuitivi: potremo infatti schiacciare un solo pulsante per colpire i mostri e un altro per schivare. È inoltre possibile caricare il colpo per trivellare eventuali scudi dei nemici o infliggere più danni e mettere a segno delle combo, i cui pattern, come già accennato, possono essere acquistati al nostro villaggio. Manca un sistema di parate che a mio avviso avrebbe garantito quel pizzico in più di frizzantezza ai combattimenti, che nella maggior parte dei casi si risolvono con il martellamento del pulsante di attacco. Ad aggiungere quel pizzico di strategia in più, ci viene incontro la possibilità di incantare la nostra trivella con un potere elementale, e sfruttare così eventuali debolezze del nemico di turno al fuoco o all’elettricità. Sono inoltre presenti anche degli scontri con i boss, che si rivelano abbastanza impegnativi da spingere i giocatori a studiare con cura i pattern di attacco dei vari bestioni e i tempi delle schivate.

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Il gameplay di Gurumin non spicca per originalità e intrattenimento, ma riesce comunque a svolgere il compitino. Le note dolenti arrivano quando si inizia a parlare del comparto tecnico. Come accennato, Gurumin 3D è un porting tutt’altro che curato, pieno zeppo di glitch audio/visivi che inficiano non poco l’esperienza di gioco. Gli effetti di pop up sono una costante nel corso dell’avventura, così come evidentissimi rallentamenti nelle animazioni dei nemici.

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Un vero peccato non rendere minimamente giustizia a un mondo che, con la giusta cura dei dettagli, sarebbe stato un tripudio di colori e graziosità. Lo stesso discorso vale per il sonoro, che gode di un ottimo doppiaggio inglese e di una colonna sonora gradevolissima, ma che soffre di problemi di lag soprattutto nel caso di transizioni. Peccato, peccato davvero perché il gioco, di per sé, poteva essere estremamente piacevole e piuttosto divertente, con una trama simpatica e dei dialoghi davvero ben studiati e frizzanti. Ma a livello tecnico siamo di fronte a un mezzo disastro. Personalmente, consiglio l’acquisto solo in caso di astinenza da GDR d’azione, o in caso di sconti pazzerelli, a mo’ di “acquisto impulsivo”.

BUGGATO/10

  • Dialoghi divertenti
  • Gameplay abbastanza stimolante
  • A livello tecnico è la fiera del glitch
  • In generale, c’è di meglio in circolazione
Un porting fatto maluccio per un gioco che altrimenti poteva essere carino, ma nulla di più; peccato.

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue quattro gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.