6 novembre 2017 • Recensione

RECENSIONE – Culdcept Revolt (Nintendo 3DS)

Monopoli come non l’avete mai visto

Prendete Monopoli, il gioco che distrugge le amicizie peggio di Mario Kart, poi unitelo a Magic o a un qualsiasi gioco di carte collezionabili di quello stampo e mescolateli insieme. A meno che non ci sia finito dentro anche il Chemical X, il risultato sarà Culdcept Revolt. Questo gioco fa parte di una serie che in Giappone si è conquistata una nicchia di fan. Culdcept Revolt, infatti, è stato sviluppato in occasione dei vent’anni della serie, ed è il primo titolo che viene ufficialmente localizzato in occidente (solo in inglese). Chissà se è stata veramente una buona idea.

Il gameplay di Culdcept è rimasto pressocché invariato nel tempo. I personaggi si sfidano su un tabellone e devono cercare di accumulare “energia magica” o mana, come la si vuole chiamare. Il primo che raggiunge una certa soglia prefissata e completa un giro del campo di gioco vince. Un turno si compone principalmente di tre fasi: la prima, in cui sarà possibile utilizzare eventuali carte magia con diversi effetti (tirare un dado in più, pescare due carte, eccetera), la seconda, che consiste nello spostarsi lanciando due o più dadi, e la terza, nella quale possiamo evocare un mostro sulla casella su cui ci siamo fermati, se libera, oppure potenziarne un altro che controlliamo già, oppure ancora, se l’area è occupata da un famiglio avversario, cercare di combatterlo usando un nostro mostro per impadronirci dello spazio e non pagare il pedaggio. Bisognerà tenere conto del tipo del quadratino che occuperemo (fuoco, acqua, aria, terra o neutro) poiché potrebbe esserci conveniente usare una creatura dello stesso elemento per ricevere bonus. Un’altra somiglianza con Monopoli è la possibilità di ottenere mana facendo un giro completo del tabellone, come quando si passa dal Via. Anzi, oserei dire che è l’unico modo per farlo se non ci si vuole affidare ai dadi perché gli avversari finiscano nei nostri territori.

Culdcept Revolt
Lo sfondo delle battaglie tra i mostri cambia in base all’elemento della casella.

Se dopo quell’enorme paragrafo di testo vi sentite un poco stanchi o confusi è comprensibile, visto che anche se la modalità storia esiste chiaramente per introdurre al gioco, le regole sembrano un po’ troppo complesse per essere comprese in fretta. Sicuramente è più facile imparare a furia di partite, e in effetti è l’approccio che segue la storia, semplice com’è. Impersoneremo i panni di un protagonista amnesiaco che si unisce al gruppo di ribelli chiamato Free Bats per combattere contro il conte Kraniss, che mantiene un regime di forte controllo sulla loro città. Ogni scusa è buona per fare una partita, insomma… il problema è che ogni volta ci vorranno come minimo trenta minuti, se non di più nel caso in cui i giocatori siano più di due. E con un regolamento così soggetto al caso, tra i dadi e le carte da pescare nel mazzo, è facile perdere il vantaggio e buttare al vento tutto il tempo impiegato nella partita. È vero però che con la possiblità di vedere la mano degli avversari è più facile gestire tutto il resto senza temere che carte possano nascondere. Per ampliare il proprio mazzo o crearne di nuovi, tuttavia, bisognerà comprare i pacchetti nel negozio in-game, che ovviamente contengono carte a caso. Chissà quanti pacchetti dovrete comprare per avere quella carta che vi serve!

Culdcept Revolt
Normalmente si lanciano due dadi, ma è possibile aumentare a 3 il numero con una magia. Che cosa uscirà, però, sta alla dea bendata deciderlo 😉

In ogni caso, sembra abbastanza chiaro che Culdcept Revolt sia un gioco che fa del multiplayer (soprattutto online) la sua attrattiva principale. A quanto mi è sembrato di capire, ci sono già espansioni disponibili oltre alle carte iniziali. Sfortunatamente, a causa della natura imprevedibile del negozio di carte, non sono riuscito a creare un mazzo come si deve e sono rimasto con quello standard iniziale fino alla fine… della mia pazienza, si intende. Penso che Culdcept Revolt sia un gioco che mira abbastanza in alto, ma vuoi per la complessità delle regole, vuoi per la lunghezza delle partite oppure ancora per tutti gli elementi a caso, non riuscirà a raggiungere un pubblico tanto grande in occidente.

Revoltante/10

  • Storia semplice, buon pretesto per insegnare a giocare.
  • Comparto artistico carino, sia per le carte che per il character design.
  • Le partite durano fin troppo tempo, e perdere a causa di sfortuna è frustrante.
  • Le regole sembrano eccessivamente complesse, di conseguenza i tutorial durano troppo.
  • Almeno per comprare le carte e farsi il mazzo (in entrambi i sensi), perché il random?
Non so quanto tempo ci abbia messo Culdcept a crearsi una fanbase in Giappone, ma se vuole fare lo stesso in occidente ce ne vorrà di tempo perché ci si abitui.

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Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Oggettività e politically correct sono due cose importanti nei media, e quindi ringrazia Nintendoomed di potersene fregare per scrivere liberamente e senza mezzi termini. Il suo lavoro preferito è recensire i giochi che gli piacciono per riceverli gratis.