26 giugno 2018 • A ruota libera

Pokémon Let’s Go Pikachu e Let’s Go Eevee, varranno la pena?

Dal trailer e dalla demo abbiamo visto abbastanza per specularci sopra. Cosa sono questi giochi, cosa avranno da offrire?

Tanti Pokémon per un grande schermo

Con il nuovo metodo di cattura, anche il modo in cui incontreremo i mostri tascabili è del tutto nuovo. Per la prima volta, e finalmente aggiungerei, smetteremo di essere dipendenti dai repellenti quando vogliamo viaggiare di città in città senza voler incontrare Pokémon selvatici, ma soprattutto non ci ritroveremo più ad avere a che fare con Pokémon in cui non siamo interessati, delegando tutto alla nostra abilità nell’evitarli o andar loro incontro (quante volte avremmo voluto non incontrare quello Zigzagoon?).
Da ciò che si è visto nella demo giocabile all’E3, inoltre, pare che i Pokémon tenteranno di scappare o correre incontro al giocatore, a volte spunteranno casualmente dal suolo, aggiungendo elementi aleatori che difficilmente ci faranno sentire la mancanza degli incontri casuali.
Ciò che probabilmente è andato perso per sempre, è la soddisfacente sensazione da fiato sospeso che provavamo quando -per esempio-, dopo ore di ricerca al Monte Pira, finalmente intravedevamo l’ombra del rarissimo Pokémon Chimecho.

Pokémon accompagnatori

Ma non avremo soltanto l’occasione di ammirare i pokemon selvatici mentre passeggeremo per Kanto, finalmente torna la feature più attesa e richiesta da Giallo e successivamente HeartGold e SoulSilver: i Pokémon accompagnatori.
Non solo: se il Pokémon che ci segue è abbastanza grande, potremo automaticamente cavalcarlo e sfrecciare come è stato possibile fare fino ad X e Y con la Bicicletta, questa volta senza le tutine che eravamo costretti ad indossare ad Alola, e senza limitare la cosa a dei Pokémon prestabiliti.
Una promettente possibilità è che lo stesso ragionamento verrà applicato alle Macchine Nascoste, e che quindi sarà possibile nuotare, volare, tagliare alberi e spostare massi grazie a qualsiasi Pokémon in grado di farlo, guadagnando un’immersività e legame con la propria squadra mai avuti fino ad ora. Non avendo ancora dettagli in merito, possiamo solo sperare in questo, e nel fatto che abbiano gestito bene situazioni in cui lo schermo potesse sembrare sovraffollato da tutte queste creature.

A rendere ancora più vivo il mondo saranno le quest secondarie, molto semplici, che avremo la possibilità di svolgere, di cui abbiamo già avuto un assaggio negli ultimi giochi per 3DS.
Nella demo abbiamo potuto vedere la prima (o ciò che sembra essere): ridotta ad una breve cutscene in cui terremo d’occhio uno Slowpoke mentre fa ciò che sa fare meglio: stare fermo, ricevendo poi un compenso monetario in cambio dalla padrona alla quale abbiamo fatto il favore.
Possiamo aspettarci successivamente che ci verrà chiesto di mostrare Pokémon specifici, o di intrattenere qualcuno in una lotta emozionante.
Sebbene queste missioni secondarie sembrino riduttive, è palese come Game Freak sia intenzionata a mostrare il mondo di gioco attraverso di esse: speriamo saranno più elaborate in futuro.

Safari

L’ultima feature che abbiamo avuto modo di scoprire è il GO Park, ovvero la zona in cui appariranno, pronti per essere catturati, tutti i mostriciattoli che avremo trasferito da Pokémon GO.
Intravediamo anche un nuovo sistema, che interessa i giocatori più esperti, per far guadagnare Punti Base (comunemente EV) ai Pokémon: trasferire le creature al professore ci darà in cambio delle caramelle, che potremo dare al nostro Pokémon per aumentare la statistica interessata. Sempre ai giocatori più esperti interesserà la faccenda dei CP, infatti adesso i Punti Individuali (comunemente IV) dei Pokémon saranno definiti da questo nuovo parametro, di cui ancora non conosciamo i dettagli, ma con cui abbiamo già avuto modo di familiarizzare in Pokémon GO.
La speranza è che, come è avvenuto nel corso delle generazioni passate,  sia ancora più facile procurarsi dei “Pokémon perfetti per il combattimento”, soprattutto considerando come sia confermata l’assenza dell’allevamento in questi giochi.
Di sicuro l’intento del rendere la cattura dei Pokémon la feature principale di questi titoli è stato centrato, che sia per guadagnare esperienza, aumentare le statistiche, procedere nella storia o semplicemente acchiapparli tutti, il loop principale del gioco esiste ed è perfettamente coerente con il mondo in cui si ritrova, più che mai.

GO Park

La nota preoccupante dell’esistenza del GO Park, è che sembra rimpiazzare completamente la conosciutissima Zona Safari di Fucsiapoli.
Quello che era forse il dungeon più originale, unico, ed interessante di sempre, in cui con pochi passi a disposizione dovevi riuscire a raggiungere la meta per proseguire nel gioco, sarà molto probabilmente assente.
Purtroppo, come abbiamo già potuto vedere negli ultimi remake dei giochi di terza generazione, nel casualizzare i giochi è chiaro che la Game Freak voglia ridurre al minimo la difficoltà già di per sé bassa, al costo di sintetizzare grotte e percorsi che da piccoli ci hanno aiutato ad amare il franchise come facciamo ancora oggi. È plausibile aspettarsi quindi di rivisitare una Silph semplificata, o un Nascondiglio Rocket a misura bambino.

No challenge mode

Ed è proprio la tremenda facilità apparente di questi giochi ad essere la maggiore forza trainante delle critiche nei loro confronti.
Ritrovarsi ad affrontare una serie di allenatori con un solo Pokémon, di molti livelli inferiore al proprio, diventa ripetitivo e noioso per chi sa destreggiarsi nelle lotte.
Per chi cerca un minimo di sfida, anche solo decidere di catturare un Pokémon più grande o più piccolo del normale, o di lanciare una palla curva (confermati dare più esperienza), diventa una scelta difficile; e quando l’intero gioco è basato sul catturare i Pokémon, è plausibile preoccuparsi sul come sarà la propria esperienza di gioco.

I giochi sembrano troppo facili

In merito a questo argomento però, sono venute fuori in particolare due lamentele causate da una sbagliata interpretazione:

  • L’impossibilità di spegnere il Condividi Esperienza, cosa data per certa da una buona parte della community; fortunatamente però nella demo è possibile leggere, in uno dei cartelli dei “consigli utili” di Plumbeopoli, come questa sia ancora una scelta.
  • La convinzione che per combattere contro il Capopalestra sia necessario utilizzare un Pokémon del tipo superefficace contro il suo, essendo il requisito per potervi accedere.
    La verità è che una volta mostrato il Pokémon, il giocatore è libero di affrontare la palestra con la squadra che più preferisce, rendendo quella richiesta un ottimo tutorial delle meccaniche più basilari di lotta per chi si fosse appena approcciato alla serie.
    D’altro canto, un tutorial molto simile lo abbiamo avuto in Bianco e Nero, in cui completare la prima “missione” ci forniva come ricompensa un Pokémon utile a superare la prima palestra. E nessuno se n’è mai lamentato.

Quanto a semplificazioni tecniche, poter finalmente riporre i Pokémon nel box o rinominarli dal menù della squadra sono forse i miglioramenti di qualità di vita più notevoli nelle ultime tre generazioni.

Novembre si avvicina

Tutto sommato, è chiaro come questi giochi non siano pensati principalmente per i fan “veterani”, che dovranno aspettare l’anno prossimo per sentirsi davvero ripagati di aver amato la saga dal ‘96 ad oggi.
Nonostante ciò, per chi ama Pokémon ed è disposto a provare qualcosa di nuovo, o ha già apprezzato Pokémon Go, saranno indubbiamente dei titoli godibili, abbastanza da sopportare l’attesa dell’annuncio della prossima generazione.

E voi, cosa ne pensate? Avete accolto bene queste novità o salterete l’acquisto questo novembre?
Cosa vi interessa di più, e cosa vi interessa di meno di questi nuovi titoli?
Fatecelo sapere nei commenti.

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando per la prima volta ho acceso Pokémon Giallo sul mio Game Boy Color ancor prima di imparare a leggere, segnando quella che sarebbe diventata una devozione nei confronti della saga che probabilmente porterò nella tomba.

In palestra alzo pesi oltre a collezionare medaglie, prediligo il cibo sano, e nel tempo libero compongo musica elettronica o strimpello alla chitarra.

Attualmente studio programmazione e game developement, aspirando a lavorare nel campo videoludico per la vita. Mi trovate anche su Facebook.

Autore: Paolo "Polka" Iovino

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando per la prima volta ho acceso Pokémon Giallo sul mio Game Boy Color ancor prima di imparare a leggere, segnando quella che sarebbe diventata una devozione nei confronti della saga che probabilmente porterò nella tomba. In palestra alzo pesi oltre a collezionare medaglie, prediligo il cibo sano, e nel tempo libero compongo musica elettronica o strimpello alla chitarra. Attualmente studio programmazione e game developement, aspirando a lavorare nel campo videoludico per la vita. Mi trovate anche su Facebook.