6 luglio 2018 • Notizia

Octopath Traveler, intervistati il produttore e il compositore del gioco al Japan Expo

L’uscita di Octopath Traveler, il 13 luglio, si fa sempre più vicina, e dei rappresentanti di Square-Enix sono in questi giorni presenti al Japan Expo di Parigi.

Nello specifico, la testata Jeuxvideo.com ha intervistato il produttore del gioco, il trentatreenne Masashi Takahashi già noto per Bravely Default, e il compositore Yasunori Nishiki. Ecco alcuni estratti dell’intervista:

Takahashi: Io e il signor Nishiki abbiamo 33 anni. Siamo cresciuti con i JRPG per SNES, con il gameplay d’epoca e la pixel-art. Quando sono entrato a Square-Enix, era quello che volevo fare, ma mi hanno detto subito che sarebbe stato molto più semplice fare dei titoli con texture. Ho dovuto fare le mie prove, e dopo anni di lavoro, ho potuto fare quello che volevo.

Volevamo lavorare su una nuova IP ed era importante per noi avere uno stile visivo d’impatto che sarebbe piaciuto ai giocatori. Riguardo alla meccanica di gioco, se avevamo concepito Bravely Default come un’evoluzione di Final Fantasy V, abbiamo creato Octopath Traveler come un’evoluzione del sistema di Final Fantasy VI.

Nishiki: Per quanto riguarda la musica, io sono cresciuto con giochi come Final Fantasy e la serie SaGa. Questo tipo d’influenza si ritrova in Octopath Traveler.

Riguardo al mischiare le influenze vecchia scuola con lo stile moderno:

Takahashi: Quando è iniziato lo sviluppo di Octopath, avevamo creato una demo unicamente in pixel-art, effetti compresi. Però ci siamo resi conto che era tutto più bello nei nostri ricordi! Quindi, abbiamo deciso di usare la tecnologia moderna di Unreal Engine per fare delle cose che non erano possibili all’epoca, come gli effetti di luce per esempio. Questo secondo noi ha creato un buon misto di due generazioni.

Nishiki: Per la musica, mi sono chiesto se fosse il caso di adattarmi a un pubblico mondiale o di tenere il mio stile. Poi mi sono chiesto cosa avrebbe fatto uno dei miei predecessori, Nobuo Uematsu [compositore di diversi Final Fantasy, tra cui VI e VII, ndt]. E lui, giustamente, ha mantenuto il suo stile. Non gli è neanche passato per la mente di cambiare. Ha conservato la sua anima e ciò è piaciuto a tutto il mondo. È quello che ho fatto per Octopath Traveler, dove ritroviamo le mie influenze come la musica classica, soprattutto Bach, e le musiche di film.

A proposito delle reazioni del pubblico, sia alle due demo scaricabili, che alla presentazione in corso al Japan Expo:

Takahashi: Ci ha rassicurati vedere che lo stile grafico è veramente piaciuto ai giocatori, ci abbiamo lavorato molto! In più, questa è una presentazione internazionale e abbiamo notato che il feedback è ancora meglio qui in Europa che in Giappone!

Per quanto riguarda la scelta della console su cui pubblicare il titolo:

Takahashi: Vedevamo un pubblico che ci assomigliava: trentenni e quarantenni che volevano rivivere l’epoca d’oro dei JRPG. Conoscendo le abitudini di gioco di quei giocatori, Switch ci è parsa la migliore piattaforma. Giocare a letto un’ora prima di dormire, per esempio, è più facile con Switch.

Takahashi non appare affatto contrario all’idea di produrre un seguito, nel caso Octopath avesse successo. Conclude dicendo:

Takahashi: È la prima volta che un mio gioco esce in tutto il mondo allo stesso tempo. C’è un po’ di stress ma anche molta eccitazione. Sono felice di parlare ai media francesi e di fare la Japan Expo, dove incontrerò dei giocatori che hanno provato la demo!

Fonte: Jeuxvideo.com


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.