24 ottobre 2016 • A ruota libera

Ma su Nintendo Switch ci saranno davvero le terze parti?

Se dovessi provare a fare una previsione, direi che Nintendo Switch sarà almeno potente quanto Xbox One, forse un po’ di meno o un po’ di più. A questo proposito, però, noto che stranamente si discute molto poco della potenza di Nintendo Switch e quei pochi che ne stanno parlando sono perlopiù (non tutti, non sentitevi necessariamente presi in causa) dei seminatori di zizzania. Si parla più della console in sé che di altro, il che mi pare davvero tanto anomalo, persino per un prodotto griffato Nintendo.

Potente o meno, Breath of the Wild appare indicibilmente bello su Switch.
Potente o meno, The Legend of Zelda: Breath of the Wild appare indicibilmente bello su Nintendo Switch.

Credo che ciò sia dovuto al fatto che per quanto riguarda la grafica si è raggiunto una specie di picco, un punto di stagnazione. Non ha l’hardware pompato? Fa nulla, i giochi sono comunque bellissimi da vedere. Credo che una persona comune già tra Wii U e PlayStation 4 non ci veda poi molta differenza nella grafica. Tra la scorsa e l’attuale generazione i miglioramenti ci sono stati, chiaramente, ma non sono così d’impatto, non saltano immediatamente all’occhio. Prevedo, dunque, che in termini di mera qualità visiva il gap tra Nintendo Switch e le altre console sarà davvero piccolo e praticamente impercettibile per l’acquirente medio (sempre che i miei pronostici si rivelino giusti, ovviamente).
Arriviamo al dunque, però, cioè alla questione delle terze parti. In molti la fanno semplice, “fate una console potente e con un controller normale e basta”, ma ecco il punto: non è principalmente una questione di potenza. Prima di tutto è ovviamente importante che la console abbia successo, ma non solo, è anche importante che riscuota successo grazie al giusto pubblico.
Ciò che rende le console di Nintendo diverse dalle altre è la loro utenza. I nintendari sono solitamente abituati a fare una forte distinzione tra i giochi first e third party e sono portati a dare quasi sempre la precedenza ai primi, mentre per i boxari e i sonari lo scenario solitamente appare più sfumato ed omogeneo. Tra gli sviluppatori gira, quindi, la credenza che su Nintendo vendano bene solo giochi di Nintendo o quelli simili ad essi ed è per questo che molte terze parti hanno massicciamente supportato Nintendo DS, Wii e persino il Nintendo 3DS con giochi esclusivi, pensati appositamente per il tipo di pubblico che compra quelle console.

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È probabile che Skyrim esca per Nintendo Switch, forse pure al lancio, ma in quanti lo compreranno?

Insomma, è fondamentale che Nintendo Switch riesca a macinare buoni numeri e che le conversioni dei giochi delle terze parti disponibili al lancio vendano decentemente sin da subito. Se tutto questo accadrà, state certi che i giochi multipiattaforma futuri arriveranno tutti.
E l’hardware? Se fosse scarso non potrebbe rappresentare un ostacolo? Di nuovo, anche se Switch fosse meno potente di Xbox One, non penso che si distanzierebbe di molto comunque. Inoltre ritengo che il discorso della potenza sia davvero relativo: se i publisher vedono che c’è questa console con un grossa base installata dove un certo genere di giochi tende a vendere bene, allora pretenderanno dagli sviluppatori che riescano a fare girare i giochi sui quali stanno lavorando anche sulla piattaforma in questione.
Se si vuole, si può fare tutto. Su Wii arrivò persino Dead Rising, un gioco che era ritenuto la quintessenza della “next-gen” quando uscì originariamente su Xbox 360. Sì, la conversione in questione faceva schifo (e floppò, giusto per tornare al discorso di prima), ma esiste, il punto è questo. E non ci sarà mica un gap così ampio tra Nintendo Switch e le altre console, stavolta. Senza contare che per fare porting su Wii e Wii U servivano team appositi, per via del tipo di hardware completamente diverso, mentre Nvidia Tegra X1 (chip che dovrebbe essere molto simile a quello custom contenuto nel Nintendo Switch) è stato progettato per rendere le conversioni da PC estremamente semplici.
Detto tutto questo, però, il supporto completo e costante delle terze parti è garantito? È certamente possibile, ma come credo di aver fatto intendere, no, non lo è. E sarà molto difficile che Nintendo Switch riesca ad ottenerlo, sono scettico a riguardo. Sì, lo so a cosa state pensando, al listone di sviluppatori che supportano la console che Nintendo ha pubblicato, ma sappiate che quello è lo standard, il listone c’era pure alla presentazione del Wii U. All’inizio tutti sono interessati, dire di essere interessati non costa nulla.

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I giochi sportivi su Nintendo Switch arriveranno a prescindere, così come uscivano anche su Wii a cadenza annuale.

Quello che credo sia più plausibile è un supporto delle terze parti in stile Wii, ovvero fatto di porting dei giochi più “commerciali” (quali Call of Duty e FIFA, per citarne due) e di diverse esclusive. E credo che la cosa andrebbe bene non solo a me, ma anche a tanti altri. Penso che una ludoteca fatta principalmente di esclusive piuttosto che di giochi multipiattaforma possa fare gola e conseguentemente ritengo che qualcosa del genere potrebbe potenzialmente bastare a Nintendo per fare avere successo alla sua nuova console.
Inoltre, non ritengo che le terze parti siano così fondamentali per la Grande N. Si tende a mettere Nintendo sullo stesso piano di Sony e MIcrosoft, ma farlo è errato perché il colosso di Kyoto è molto diverso dagli altri. La differenza più grande è che, al contrario dei concorrenti, l’azienda guidata da Kimishima è principalmente un produttore di software: loro fanno un sacco di giochi che fino ad ora sono stati fatti uscire per due piattaforme diverse. Questo ora non sarà più il caso, tutta la line-up di Nintendo di questa generazione uscirà su una sola console. E… c’è anche bisogna che aggiunga dell’altro? Come si fa a non entusiasmarsi ad un’idea del genere? Non so voi, ma tenendo a mente questa cosa mi risulta difficile preoccuparmi per il supporto delle terze parti.

Il fondatore del sito, anche oggi non è più così tanto attivo, preferendo dedicarsi ad altre attività come il game design. Ovviamente anche lui ha un problema come molti di noi: è un gattaro.

Autore: Gianmarco "Jun" Turchiano

Il fondatore del sito, anche oggi non è più così tanto attivo, preferendo dedicarsi ad altre attività come il game design. Ovviamente anche lui ha un problema come molti di noi: è un gattaro.