30 novembre 2016 • A ruota libera

4° anniversario del Wii U – Top 10 dei migliori giochi per la console

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5) New Super Mario Bros. U

 new super mario bros u

Uno dei giochi di Nintendo più sottovalutati di sempre, ma molto giustamente stavolta. Questo gioco di lancio per Wii U racchiude tutte le pessime strategie commerciali che il colosso di Kyoto è solito mettere in atto.

New Super Mario Bros. U uscì nel novembre del 2012, appena quattro mesi dopo New Super Mario Bros. 2 per Nintendo 3DS, un titolo che pubblico e critica accolsero solo tiepidamente per la maggior parte. Io e molti altri appassionati della serie rimanemmo scottati da quel gioco, ci lasciò così delusi che decidemmo di snobbare a prescindere l’allora imminente controparte in HD. Comprai un Wii U al day one, ma non New Super Mario Bros. U, e così fecero in tanti. A poco servirono gli sforzi di Nintendo di costruire hype attorno a questo gioco con affermazioni del genere “è la prima volta che Mario è disponibile al lancio di una console sin dal 1996, non potete perdervelo”. Per noi era una questione diversa, “è solo un altro New Super Mario Bros., non ci casco più”.

Personalmente rimasi di quell’idea a lungo, ma già nell’aprile successivo riuscii a trovare il gioco a metà prezzo. Era troppo invitante per riuscire ad ignorarlo così decisi di prenderlo, ma non ci giocai subito perché non ne avevo voglia: il ricordo di New Super Mario Bros. 2 era ancora troppo vivido.

Un po’ di tempo dopo lo iniziai, finalmente, e… che gradevole ed inaspettata sorpresa! I primi due mondi sono noiosetti, con qualche occasionale e lodevole guizzo, ma superato il deserto ad aspettare il giocatore c’è un’oasi popolata da livelli straordinari. Ed è da quelli che si può capire che EAD Tokyo si è davvero impegnata nella realizzazione di New Super Mario Bros. U.

Il level design di questo gioco non ha nulla da spartire con quello degli altri New Super Mario Bros., è curatissimo ed è forse il migliore di tutta la serie in 2D (o comunque riesce a competere a testa alta con quello dei grandi classici). È pieno di inventiva, fornisce un ottimo senso di progressione e la difficoltà è ben calibrata ed incrementa adeguatamente ad un ritmo azzeccato.

Avete presente che tutti odiano i livelli acquatici? Beh, questo gioco ha persino degli ottimi stage sottomarini, NON VI PRENDO IN GIRO. E le solite noiose boss battle? Beh, alcune ritornano, ma per la maggior parte si sono inventati cose nuove e il risultato non è davvero male, almeno un paio (ma anche più) di questi scontri sono memorabili. Quanto a Yoshi, che nelle sue ultime apparizioni è stato cavalcabile solo in livelli specifici? Beh, in questo gioco è ancora così, purtroppo, ma a compensare ci sono i nuovi adorabili ed utilissimi Baby Yoshi che seguono Mario ovunque e sono utilizzabili in quasi ogni livello (fanno solitamente eccezione quelli dei boss).

I problemi grossi di questa produzione sono tutti celati nel suo profilo artistico, soprattutto nella sua colonna sonora: quelle di questo gioco non sono brutte musiche, ma le abbiamo già sentite mille volte negli altri New Super Mario Bros, ne siamo stufi. Sul fronte grafico la situazione è meno drammatica: è vero che è sempre il solito artstyle, ma ci sono molti nuovi assets e l’alta definizione (inedita per la serie) fa il resto.

Insomma, adoro New Super Mario Bros. U, è semplicemente un ottimo gioco di Mario e se questo è quello che cercate dovreste buttarvici a capofitto. Ne esiste anche un DLC che purtroppo non ho mai avuto occasione di giocare e del quale non posso quindi parlarvi, New Super Luigi U, che è praticamente quasi un gioco a parte. Acquistando la versione “Nintendo Selects” di New Super Mario Bros. U, però, avrete tutti i contenuti aggiuntivi in omaggio.

4) Splatoon

splatoon_marker

Quattro posizioni fa parlavo di Pikmin e di come quella serie rappresenti perfettamente quel tipo di creatività della quale solo Nintendo sembra essere capace. Beh, Splatoon non è di certo da meno.

Qualche anno fa andava di moda dire che “Nintendo non fa nuove IP” e anche se questa affermazione non è esattamente corretta, cela comunque un fondo di verità. Nintendo mai ha smesso di fare nuove IP, ma in tempi recenti ha accuratamente evitato di puntare su giochi inediti, pubblicizzandoli poco e nulla e/o fornendo poche risorse agli sviluppatori. Splatoon, però, è stata la prima nuova IP ad aver ricevuto le adeguate attenzioni di Nintendo dai tempi dello stesso Pikmin sopracitato.

Se l’interpretazione nintendara degli RTS è Pikmin, Splatoon è essenzialmente la stessa cosa ma per gli sparatutto. Questo gioco fa ben sperare che su Switch i game designer di EAD potranno avere l’occasione di sperimentare con generi di gioco non coperti da altre serie di Nintendo.

Splatoon è, insieme a Mario Kart 8, una delle esperienze online per eccellenza per Wii U. Come già detto, si tratta di uno sparatutto, ma invece di sparare piombo o laser si spara vernice e lo scopo del gioco non è quello di collezionare kill, bensì quello di fare affermare il più possibile il proprio colore: si gioca 4 vs. 4 e la squadra che riesce a colorare di più la mappa, vince. Non che non si possa anche sparare agli avversari, ma farlo li rispedirà semplicemente al punto di respawn, rallentando la loro avanzata, non influirà direttamente sul risultato della partita.

La vernice ha anche altre ragion d’essere: quella nemica ci fa impantanare se calpestata, mentre non solo si può tranquillamente camminare sulla propria, ma ci si può addirittura nuotare tramutandosi in un calamaro e muovendosi dunque più agilmente. Colorare ciò che ci circonda, dunque, non è qualcosa che serve unicamente per poter vincere, farlo è fondamentale anche al fine di potersi muovere in maniera efficiente. Brillante.

La varietà non manca, ci sono un discreto numero di modalità, una buona quantità di mappe ed un sacco di armi, oggetti ed abilità speciali annesse che permettono di personalizzare il proprio personaggio.

C’è anche una campagna single-player molto gradevole da giocare, per quanto breve ed insoddisfacente (alla fine si avverte la sensazione di non averne abbastanza). Funge più da tutorial per il multiplayer che altro, ma è comunque degna di nota e meritevole di attenzione.

3) Super Smash Bros. for Wii U

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Ok, era estremamente scontato che Smash Bros. avrebbe fatto capolino in questa lista.

Evito di dilungarmi su questo perché temo che potrei sparare qualche ovvietà di troppo: sapete già cos’è e sapete già che è un gioco davvero buono. È, detto molto semplicemente, l’esperienza multiplayer definitiva per Wii U, così come per qualsiasi altra console del colosso di Kyoto dai tempi del Nintendo 64 in poi. Ed è probabilmente anche il miglior Super Smash Bros. visto finora, nonché il più ricco di contenuti. E poi, in quale altro gioco avete visto icone quali Pac-Man, Mega Man e Sonic tutte insieme?

Purtroppo, però, tenete a mente che per giocarci online in maniera ottimale avrete bisogno di un’ottima connessione ad internet e possibilmente di un collegamento tramite cavo ethernet tra il modem e la console: questo gioco non è permissivo quanto Mario Kart 8 e Splatoon in quanto a lag, essendo crucialmente basato sull’azione in tempo reale.

È, inoltre, un gioiellino tecnico, essendo uno dei pochissimi giochi per Wii U a girare a 1080p e a 60 fps granitici, nonostante il curatissimo comparto grafico che lo caratterizza.

Sì, ci sono pure numerosi DLC, ma potete fare a meno di preoccuparvi di quelli se non ne siete interessati, non sono nulla di davvero fondamentale.

2) Super Mario Maker

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Volevo includere a tutti i costi Super Mario Maker in questa classifica, ma non riuscivo a decidere se avesse senso. Considerando la sua natura di “gioco-non-gioco”, Inizialmente ho pensato di riservagli giusto una menzione d’onore, ma alla fine ci ho ripensato. Sì, è in sostanza solo un editor di livelli, ma non è nulla di troppo diverso da un set di blocchi da costruzione. E con i LEGO non si fa altro che giocare, dopotutto.

Comunque, vedete lo screen qua sopra? Proviene da un livello intitolato Super Mario vs. Mecha Bowzilla. Cliccate e guardate il video. Sì, è stato realizzato in Super Mario Maker, sul serio, questo è il potenziale del gioco.

Quello che distingue Super Mario Maker da altri giochi simili è che gli strumenti che il suo editor dei livelli mette a disposizione del giocatore sono estremamente intuitivi, pur mantenendo una versatilità che è francamente impressionante. I vari elementi piazzabili nei propri livelli sono numerosissimi, hanno anche delle varianti e possono essere combinati gli uni con gli altri con estrema naturalezza e in un sacco di modi diversi. Il fantastico editor di questo gioco mette pienamente in mostra la genuina genialità celata alla base del game design dei classici giochi di piattaforme di Super Mario.

È divertente creare livelli e lo è altrettanto giocare a quelli altrui, anche se per trovarne di davvero buoni tra i milioni caricati dagli utenti forse dovrete scavare un po’ (personalmente vi consiglio tantissimo quelli di Kiavik, l’autore del sopracitato Super Mario vs. Mecha Bowzilla).

Insomma, nel caso vogliate giocare a fare i level designer, ma anche solo se vi piace la serie, fate vostro Super Mario Maker, possibilmente su Wii U (la versione per Nintendo 3DS, in uscita il 2 dicembre, non consentirà agli utenti di caricare livelli su internet, per qualche ragione).

1) Donkey Kong Country: Tropical Freeze

Esattamente un anno fa pubblicai l’articolo commemorativo del terzo anniversario del lancio europeo del Wii U. Si intitolava “Il Wii U ora ha tre anni, ma forse gli manca ancora qualcosa di importante” e lo scrissi per denunciare qualcosa di preoccupante: su questa console notavo la carenza di nuove esperienze single-player “nintendose” di alta qualità. Dov’erano finiti i gioconi da 10 e lode di EAD e compagnia? Ebbene, se avessi giocato prima a Donkey Kong Country: Tropical Freeze, probabilmente non mi sarei mai neanche sognato di scrivere quell’articolo.

Si tratta del quinto gioco di quella serie alla quale Rareware diede natale negli anni ’90 ed è davvero, in assoluto, la ragione numero uno per possedere un Wii U. I talentuosi ragazzi texani di Retro Studios, capeggiati ancora una volta da un veterano quale Kensuke Tanabe, hanno confezionato quello che potrebbe essere un valido candidato al titolo di miglior gioco di piattaforme di tutti i tempi. Non sto neanche esagerando.

Un po’ meno intuitivo di un gioco di Mario a caso, seppure altrettanto accessibile e di spessore, Donkey Kong Country: Tropical Freeze propone più o meno le stesse meccaniche già viste in Donkey Kong Country Returns per Wii. L’unico personaggio che si può controllare è, appunto, Donkey Kong, un gorilla grande e forzuto che quindi si muove e salta in maniera alquanto sgraziata. Insomma, questo primate non è affatto atletico quanto un certo idraulico ghiotto di funghi di sua conoscenza. In compenso può effettuare delle capriole la cui funzione primaria è quella di mandare K.O. i nemici, ma che gli permettono pure di accelerare per pochi istanti e conseguentemente di effettuare balzi ben più slanciati.

Un’altra azione che Donkey Kong può compiere in questo gioco è quella di raccogliere e scagliare oggetti. Distruggendo in questo modo dei barili, Diddy Kong, Dixie Kong o Cranky Kong potrebbero spuntare fuori e decidere di aiutare il loro amico/parente scimmione nelle sue avventure. La compagnia di questi tre funge da vero e proprio power-up, in perfetto stile Super Mario: ognuno di loro aggiunge alla formula un’abilità speciale e permette al giocatore di subire più colpi (quattro, quando di base il limite è due).

Gli scenari sono numerosissimi e presentano tutti un level design vario e veramente impeccabile che riesce da subito a dimostrarsi alla portata di chi cerca una sfida davvero intensa ed impegnativa. Ed è proprio qui che si può capire quanto buono sia Donkey Kong Country: Tropical Freeze, perché nonostante sia difficilissimo, per quanto si possa fare schifo a giocarci, non ci si sente mai frustrati. Un qualsivoglia senso di rabbia è sempre subito soffocato dalla consapevolezza che la colpa davvero non è mai, e dico mai, del gioco. Tutto gira attorno alle abilità del giocatore e ogni volta che si muore si avverte solo l’impellente stimolo di voler riprovarci di nuovo. È qualcosa di raro.

Per i livelli, inoltre, sono disseminati un sacco di collezionabili che, insieme alla presenza di uscite secondarie che conducono ad ulteriori stage nascosti, aggiungono una certa rigiocabilità all’offerta. Senza contare che all’interno dei livelli stessi sono nascosti dei divertentissimi quadri bonus che consistono nel raccogliere 100 banane entro lo scadere del tempo.

A decorare questa torta già perfetta di suo c’è un profilo artistico veramente encomiabile. Il comparto grafico-tecnico ha del stupefacente, con ambienti stracolmi di dettagli e un “effetto pelo” sui corpi dei quattro protagonisti che è piuttosto gradevole alla vista. Inoltre, la colonna sonora, composta in parte da David Wise, l’autore delle musiche della trilogia originale su SNES, è davvero una delle migliori di sempre per un videogioco.

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Questa cosa è vera, comunque: Donkey Kong Country: Tropical Freeze è letteralmente meglio del sesso.

Questo è tutto, spero che questa classifica torni utile a chi, magari, ha intenzione di recuperare solo ora un Wii U per pochi spicci, insieme ad una manciata di giochi.
E per i veterani della console, che probabilmente avranno già giocato a tutto ciò che c’è in questa lista (e pure ad altro), quali sono i vostri giochi preferiti per Wii U? Quanto vi trovate d’accordo o in disaccordo con questa top 10?

Concludendo, comunque, forse avrete intuito che con questo articolo sto dando il mio personale ed ufficiale addio al Wii U. Niente discorsi strappalacrime, però, il mio è stato un rapporto di tolleranza-odio costante con questa console, quindi non ci sono particolarmente affezionato.
Fortunatamente pare proprio che Nintendo abbia almeno preso esempio dall’esperienza fatta col Wii U, in modo da non ripetere gli stessi errori con la sua nuova macchina, il Nintendo Switch.
R.I.P. Wii U, non molta gente sentirà la tua mancanza, ma perlomeno hai insegnato al mondo intero come NON si lancia una console. E buon quarto compleanno.

Il fondatore del sito, anche oggi non è più così tanto attivo, preferendo dedicarsi ad altre attività come il game design. Ovviamente anche lui ha un problema come molti di noi: è un gattaro.

Autore: Gianmarco "Jun" Turchiano

Il fondatore del sito, anche oggi non è più così tanto attivo, preferendo dedicarsi ad altre attività come il game design. Ovviamente anche lui ha un problema come molti di noi: è un gattaro.