5 luglio 2018 • Recensione

Mega Man Legacy Collection 2 (Nintendo Switch) – RECENSIONE

I’ll crush you! I will bbbbbeat you!

Continuiamo senza perdere altro tempo! Dopo Mega Man Legacy Collection, ecco il suo seguito: Mega Man Legacy Collection 2, contenente i restanti quattro capitoli della saga del robot-coltellino svizzero di Capcom.

Come il primo Legacy Collection era composto dai primi sei capitoli di Mega Man, questo contiene i quattro rimanenti capitoli della serie classica (finché non esce Mega Man 11, almeno!) La differenza principale è che, mentre i primi sei giochi erano tutti per NES, questi quattro vengono da piattaforme diverse.

Quattro giochi all’orizzonte

Mega Man 7 è uscito nel 1995 su Super NintendoMega Man 8 nel 1997 su PlayStation (anche SEGA Saturn, ma quella versione è tipo rarissima e mai stata rifatta o portata su altre console), mentre Mega Man 9 e 10 sono usciti rispettivamente nel 2008 e 2010, esclusivamente in forma digitale su Wii, PlayStation 3 e Xbox 360.

Un’altra differenza è che questa Legacy Collection, uscita in origine nel 2017 su PS4/Xbox One/PC, non è stata curata da Digital Eclipse come la prima, ma dalla stessa Capcom, e il paternalismo di questa compagnia è un po’ un’arma a doppio taglio.

Ma passiamo, come l’altra volta, a parlare brevemente dei giochi in sé. Che dire, di certo la ripetitività non è più un problema, visto che Mega Man 7 e 8 e Mega Man 9 e 10 sono due coppie di giochi completamente diverse.

Mega Man 7 e 8, forti dell’essere usciti su console rispettivamente a 16 e 32 bit, esplorano la formula dei sei giochi classici portandola su nuovi lidi: in entrambi ci sono due cicli di quattro boss, invece che uno solo di otto (per cicli si intende la celebre caratteristica dei boss di Mega Man per cui l’arma di un boss è “superefficace” contro il successivo). Mega Man 7, in particolare, introduce i passaggi segreti in certi livelli che permettono di sbloccare strumenti utili (tranne lo scudo di Protoman, quello è inutile).

Mega Man 7
Figo questo boss, ma la sua ultima fase orrendamente frustrante.

Mega Man 8 è uno dei più noti della serie, e per buone ragioni! La grafica è decisamente superiore ai capitoli precedenti (anche se sinceramente preferisco il 7), i mondi sono colorati, colpire i boss con la loro debolezza è estremamente soddisfacente grazie alle animazioni, e ci sono perfino degli elementi 3D. In copertina a questa pagina potete vedere il mio boss preferito di quel gioco, Green Devil. La grafica 32 bit sul suo corpo di gelatina è fighissima, e a differenza del suo “antenato” Yellow Devil non è uno stramaledetto figlio di, pur mantenendo una strategia di battaglia simile.

Se Mega Man 8 è famoso tra i fan è anche per l’enorme ambizione che c’è dietro: le cutscene del gioco sono animate con uno stile che mi ha ricordato le prime stagioni di Pokémon, animate bene ma la compressione FMV non ha fatto loro onore. E ovviamente il doppiaggio è una cosa ridicola e vergognosa, con Dr. Light che probabilmente per doppiarlo hanno corrotto il padre di uno del team e gli hanno fatto leggere le battute seduto sulla poltrona prima ancora di aver terminato la sua scatarrata mattutina. (È disgustoso, chiedo scusa). Roll, la sorellina di Mega Man, è l’unico personaggio doppiato bene. La vocina da bimbetto che hanno dato a molti Robot Master invece mi dà un fastidio estremo.

Mega Man 8
When u bust ur nut

Sempre riguardo all’ambizione, c’è un livello che non solo non è lineare, ma è un vero e proprio labirinto; e vogliamo parlare delle sezioni sullo snowboard? O come le chiamo io “#$@&%*!” Ma non siamo qui per parlare dei pochi difetti di Mega Man 8, quelle cose sono gli unici due esempi di passo più lungo della gamba in questo gioco, per il resto l’ambizione degli sviluppatori ha colto nel segno, dimostrando che pure con l’avvento del 3D, i platform “stile Nintendo” non erano morti, ma potevano evolversi sempre di più.

Quindi mi ha dato un po’ fastidio che Mega Man 9 e 10 siano tornati artificiosamente agli 8 bit.

8 bit = bello, vero?

Bene, ora che tutti i puristi inquisitori hanno chiuso la finestra, vi spiego la questione: Mega Man 9 e 10 sono stati sviluppati da Inti Creates, la compagnia dietro ai Mega Man Zero per GBA. Siccome sono usciti nel 2008 e 2010, più di dieci anni dopo l’episodio precedente, hanno pensato che fosse una buona idea tornare alle origini, con una grafica a 8 bit e tutte le caratteristiche dei giochi per NES.

Mega Man 9 è il peggiore dei due: il robottino blu non ha più la scivolata e il colpo caricato che, sì, non aveva nei primissimi giochi, ma ormai erano diventati un elemento fondamentale nell’esplorazione e nello schivare i colpi dei boss. L’unico modo per usare le mosse belle è comprare il DLC che permette di giocare come Protoman, che ha scivolata e colpo caricato ma subisce il doppio dei danni.

Per quanto riguarda il design di Mega Man 9, ho trovato molti livelli (e molti miniboss) troppo dannatamente difficili. Ovvio, pure i primi Mega Man erano difficili, e allora? Allora, ho come la sensazione che Inti Creates non abbia ben capito quali fossero gli aspetti che rendevano buoni i primi Mega Man, e si siano concentrati solo sulla difficoltà esagerata fine a se stessa. Come quei livelli di Super Mario Maker che sono tanto creativi e originali (not). #MegaManNonÈSoloBestemmie

Mega Man 9
Potevano mancare i Blocchi Capcom? Certo che no!

Certo, il level design non è assolutamente mal fatto, e i Robot Master nemmeno qui sono spietati come negli originali, ma in quanto a ricreare lo spirito dei primi giochi, Mega Man 9 ci riesce solo in apparenza. Ah, poi è l’unico di tutti i 10 giochi ad essere stato tradotto in italiano… non proprio benissimo.

Mega Man 9

Mega Man 10 è un tantinello meglio, non solo perché si può giocare come Protoman e le sue abilità fighe fin dall’inizio, c’è anche una modalità facile che aggiunge delle piattaforme su certuni burroni e sui punti più ostici.

Sì, lo so che la mia è un’opinione impopolare, so che Mega Man 9 e 10 sono idolatrati da tutti i fan che dicono “Evviva due giochi veri di Mega Man non sviluppati dalla malvagia Capcom!” ma su di me non hanno fatto effetto. So di non essere la target audience per quei due capitoli, che sono dedicati a chi giocava i primi 6 sul NES da piccolo. Sarà perché ho giocato tutti i capitoli di seguito, ma a me la serie di Mega Man ha fatto l’effetto di qualcosa che si è evoluto lentamente nel corso di 10 anni fino alla quasi perfezione… e poi è precipitato di nuovo al punto di partenza. So che non sono stati creati per essere giocati tutti di seguito, ma diamine, se in questa raccolta li hanno messi tutti insieme io giudicherò l’esperienza di giocarli tutti insieme! Spero proprio che Mega Man 11 ricominci da dove l’8 si era interrotto e porti la serie nel ventunesimo secolo.

Capcom mammina cara

Be’, ho parlato abbastanza dei giochi in sé (e stavolta a essere breve non ci sono riuscito, ma vabbè capita anche ai migliori), ora passiamo alla Collection. In una mossa che ha fatto piacere a Capcom e a nessun altro nel pianeta, si sono sbarazzati della meccanica rewind, sostituendola con una sorta di pseudo-savestate. Non possiamo salvare in ogni punto, ma volendo ai checkpoint scelti dal gioco possiamo salvare e la quantità di vite ed energia che avevamo in quel momento rimane tale dopo il caricamento. Utile per chi vuole giocare “vecchio stile” ma senza fare continuamente Game Over.

Ci sono meno extra rispetto alla prima collection: il “museo” ora mostra solo gli artwork dei nemici dei vari giochi, senza descrizioni né niente, e non è possibile vedere foto delle copertine dei giochi, o (per quanto ho visto) passare dalla versione americana a quella giapponese. Le sfide invece ritornano e sono più o meno come nella prima raccolta, niente da dire.

Per concludere, anche Mega Man Legacy Collection 2 riceve il mio marchio di approvazione. Non la consiglio al 100% come la prima, ma almeno all’85 sì. Anche questa è imprescindibile per conoscere gli ultimi quattro capitoli della saga di Mega Man, che siano questi due ottime espansioni nei 16 e 32 bit o dei fintonostalgici che ignorano tutti i progressi del gameplay. Ovvio, se Mega Man 9 e 10 vi sono piaciuti o pensate che vi piaceranno, buttatevi senza pensarci due volte. Il prezzo anche qui è stracciato, e ne vale certamente la pena.

Ora aspettiamo Mega Man 11… o la Mega Man X Legacy Collection in uscita il 24 luglio!

ERECTRONICAR COMMUNICATION/10

  • Due capolavori e due “eh” al prezzo di un indie.
  • Ci sono i savestate ma non rendono i giochi troppo facili
  • Un’interessante lezione di storia videoludica
  • Mega Man 9
  • Meno curata e con meno extra della raccolta precedente
Mega Man Legacy Collection 2 conclude la storia della saga Capcom, quattro giochi storici a un ottimo prezzo. Se avete giocato alla prima collection, nemmeno questa deve mancarvi.
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Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.