24 settembre 2016 • A ruota libera

L’importanza di Project NX nel futuro di Nintendo e del mercato dei videogiochi

Qualche settimana fa, uno dei fondatori di IGN, Peer Schneider, ha definito nel corso di un podcast Project NX come un vero e proprio reboot per la casa di Kyoto. Una parola che vuole dire tanto, può essere intesa sia come un nuovo inizio, in grado di far vedere con nostalgia i tristi risultati di Wii U, ma anche come segno di una Nintendo pronta ad evolversi. Tante sono le discussioni su cosa sarà NX, ma poche su quello che potrà significare per il futuro della compagnia.
Non esagero se dico che il nuovo progetto di casa Nintendo potrebbe tranquillamente essere la loro scommessa più grande di sempre, in grado di costruire le basi per una nuova Nintendo. Ho voluto quindi provare ad immaginare quali potrebbero essere questi cambiamenti, anche se ormai si sa, la Grande N si è sempre rivelata imprevedibile sotto questo aspetto.

Il concetto di console casalinghe e portatili è obsoleto

Per anni abbiamo sempre vissuto con l’idea che le console debbano essere classificate in portatili e fisse. Idea che è stata il più delle volte vincente, viste le differenze che queste due tipologie di hardware presentano. Oppure sarebbe più giusto dire “presentavano”? Voglio dire, è ancora necessaria questa distinzione? Non siamo forse arrivati al punto che una delle due piattaforme sia ormai sufficiente e perfino in grado di rimpiazzare l’altra? L’abbiamo potuto cominciare a vedere a partire dal 2001, quando una serie tipicamente da salotto come Mario Kart approdò su Game Boy Advance, seguita a ruota poi da Metroid Prime e Animal Crossing su Nintendo DS, per infine arrivare ai giorni nostri con un Nintendo 3DS in grado di gestire giochi come Super Smash Bros. e Xenoblade Chronicles.
Risulta evidente che Nintendo, come qualsiasi altra compagnia
, voglia rendere accessibile il suo catalogo al maggior numero di utenti possibile. È per questo che, ora più che mai, una libreria unica, non più suddivisa tra due ecosistemi diversi, può mettere fine alle carestie di software una volta per tutte. In questo modo, con più tempo a disposizione per gli sviluppatori, sarà possibile vedere pubblicati sostanziosi contenuti aggiuntivi per i giochi già in commercio e nuovi “esperimenti”, sulla falsariga di quanto visto con NES Remix e Captain Toad: Treasure Tracker.

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Ha oggi senso per Nintendo continuare a supportare due hardware diversi ma sempre più simili tra di loro?

Lavorare oggi nell’industria videoludica è sempre più difficile per le software house, creare un ambiente di sviluppo unico può quindi essere la soluzione che Nintendo stava finalmente cercando. I giocatori non saranno più separati come è stato nel caso dell’ultimo Smash, così come non sarà più necessario sviluppare versioni “parallele” degli stessi giochi. Alla fine sono i giocatori a guadagnarci da tutto ciò.

Una Virtual Console come dio comanda

Nel corso di questa generazione Nintendo ha fatto molti passi indietro per quanto riguarda la Virtual Console, soprattutto se ripensiamo a quanto ci venne proposto su Wii fino al termine del suo ciclo vitale. Con NX la priorità adesso deve essere quella di offrire un servizio unico, senza dividere nuovamente l’utenza. Se l’intenzione è ancora una volta quella di proporre prezzi inacettabili per un gioco NES, è giusto che si cominci a migliorare la qualità degli emulatori presenti. Molte sono le funzioni richieste, a partire dal multiplayer locale passando per l’aggiunta di filtri grafici, fino ad arrivare all’acquisto univoco di un singolo gioco, indifferentemente dalla sua regione di appartenenza.

virtualconsole
Vi rivogliamo tutti su NX, nessuno escluso, stavolta è per sempre.

La Virtual Console può e deve essere per l’utente una grande enciclopedia che copra dagli arcade fino agli anni più recenti. Non solo, deve anche essere la piattaforma ideale per dare una seconda chance a giochi ormai dimenticati. L’abbiamo visto con Sin and Punishment, Earthbound Beginnings e Drill Dozer, quest’ultimo in particolare rilasciato per la prima volta in Europa con tanto di traduzione italiana. Quindi, perché non offrire lo stesso trattamento ad altri giochi simili?

Una piattaforma in continua evoluzione

È ormai chiaro a tutti che il semplice concetto di generazione videoludica al giorno d’oggi non sia più accettabile. L’industria è sempre in costante evoluzione e più il tempo passa, più le console invecchiano. Ogni ricambio generazionale segna la fine di un ciclo sempre pronto a ripetersi. Si ricomincia da capo, nella speranza di raggiungere (e superare) quanto ottenuto precedentemente. Non tutti, però, sono disposti a rischiare fin da subito: è necessario aspettare che arrivino giochi in grado di convincere le masse, l’aggiunta di nuove funzioni e servizi o anche solo semplici cali di prezzo. Microsoft l’ha capito, come dimostrato dal suo ScorpiOne in arrivo il prossimo anno, che porterà nelle case i videogiochi concepiti in 4K nativi. Anche Nintendo non sembra essere da meno, soprattutto se ripensiamo a quanto detto da Satoru Iwata sullo sviluppo unico e la creazione di diversi modelli della console.

“Per citare un caso specifico, Apple è in grado di rilasciare smart device sotto varie forme uno dopo l’altro per via del modo in cui è possibile svilupparci. Apple ha un sistema operativo comune a tutti i suoi dispositivi chiamato iOS. Un altro esempio è Android. Anche se ci sono svariati modelli, Android non ha problemi di carenza software perchè esiste un modo di sviluppare comune su tutti i dispositivi che lo supportano. Le nostre piattaforme dovrebbero essere come questi due esempi.” – Satoru Iwata

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Ce n’è per tutti i gusti. Portafoglio permettendo, ovviamente.

Pensare che NX sia il semplice successore del Nintendo 3DS o di Wii U è, insomma, errato. NX non è altro che un punto di partenza per un intero ecosistema, in maniera simile a quanto visto su iOS e Android.
Dopo l’uscita della console (si spera) a marzo non è da escludere che Nintendo possa cominciare a rilasciare varianti della sua nuova piattaforma, in maniera simile a quanto visto con la famiglia 3DS, per venire incontro alle diverse esigenze di mercato. Ad esempio, magari ogni paio d’anni ne uscirà una nuova versione, più potente ma che non renderà per nulla obsoleto il modello precedente. O magari, più avanti uscirà un modello che può funzionare solo se collegato ad una TV, chissà.
Ed è qui il bello, ragazzi miei. Perché non importa più quale dispositivo acquisteremo, esso farà sempre parte della famiglia NX, come già vediamo con i nostri smartphone e tablet. Con il passare degli anni l’offerta proposta non continuerà che ad aumentare, e anche se compreremo una nuova piattaforma prodotta da Nintendo, i nostri giochi saranno sempre lì, pronti per essere solo avviati.

My Nintendo, un servizio che potrebbe fare faville

Da pochi mesi abbiamo potuto fare la conoscenza di My Nintendo, il servizio di account Nintendo che aspettavamo da anni. Pur essendo ancora molto acerbo, nuove funzioni sono in arrivo, come i salvataggi via cloud e una lista amici. È evidente che ne sentiremo ancora parlare in futuro, trattandosi del punto di congiunzione dell’intera offerta futura di Nintendo. Ma io ve la butto lì, e se diventasse qualcosa di persino superiore: una vera e propria piattaforma digitale, con integrato Miiverse e il Nintendo eShop, dove giocare, effettuare acquisti o interagire con la community può conferire monete da poi spendere nell’acquisto di sconti, giochi e premi di vario genere. Una grande comunità, in pieno stile Nintendo.
E che ne direste invece di un My Nintendo Premium? Un servizio con abbonamento mensile, simile a quanto visto su Netflix, che permetta l’accesso completo all’intera Virtual Console? Non sarebbe un ottimo incentivo per risparmiare e valutare l’acquisto di una console NX?

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Lo vedremo mai concretizzarsi?

E se Nintendo permettesse di rendere fruibile questo ipotetico nuovo servizio anche agli utenti Android, iOS e PC? Non sarebbe forse il modo più immediato, affiancati allo sviluppo di giochi pensati appositamente per smartphone, di introdurre alle nuove generazioni ciò che ha reso grande Nintendo? Si è già parlato in tempi recenti della possibilità di immettere sul mercato un controller da utilizzare per i prossimi giochi sviluppati insieme a DeNA, quindi… cosa impedirebbe la nascita di questo servizio?
Rendere il nuovo ecosistema di Nintendo accessibile da diversi dispositivi è forse l’ultimo tassello, se non il più importante, di questo reboot Nintendo.

Nintendo è qui per restare

Qualcosa sta bollendo in pentola in quel di Kyoto. Tra i progetti per la loro nuova piattaforma, i giochi per dispositivi mobile e l’utilizzo delle proprie IP in progetti multimediali, Nintendo sembra essere intenzionata ad osare più di quanto avesse fatto nel 2006 con Wii. I suoi sono alcuni dei brand più famosi al mondo, ed è importante fare di tutto per tenere alto il loro nome. L’obiettivo di questa nuova Nintendo è quello di introdurre alle nuove generazioni i suoi pezzi da novanta, similmente a come noi, oggi, ci ricordiamo di Topolino, Paperino o Bugs Bunny. Anche lo stesso Shigeru Miyamoto ha voluto ribadirlo, dato che oggi non sono più le console i primi dispositivi elettronici a finire nelle mani di grandi e piccini.

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“Mi sento molto fortunato di poter far conoscere Mario in tutto il mondo e adesso, grazie al potere degli smartphone, possiamo portarlo ad un’intera generazione di bambini, sperando di riavvicinare i giocatori di vecchia data che hanno giocato quando erano più giovani e ricordare loro quanto fosse divertente provare un titolo Nintendo.” – Shigeru Miyamoto

E proprio per questo possiamo aspettarci in futuro una Nintendo più sicura di sé e moderna, consapevole del proprio passato e pronta a ricominciare.

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).