14 ottobre 2017 • Recensione

RECENSIONE – Kingdom: New Lands (Nintendo Switch)

Uno stupendo strategico in tempo reale

Quando ho cominciato Kingdom: New Lands non sapevo cosa aspettarmi, ho giocato molti giochi di strategia, i Total War prima e la saga di Fire Emblem più recentemente, ma mai qualcosa di simile a Kingdom. Il gioco è uno strategico in tempo reale in cui il protagonista, un re o una regina naufragato su un’isola sconosciuta, dovrà fondare un regno grande e potente per proteggere la sua corona dalle creature oscure che popolano il mondo. Questo è l’obiettivo, come realizzarlo sta a noi deciderlo. Kingdom infatti si rifà ai giochi di un altra era: non vuole tenere per mano il giocatore per tutta l’avventura ma, dopo una breve introduzione, lo lascia a sperimentare i pro e i contro di ogni possibile scelta, affinché impari sbagliando e migliori.

Nelle prime fasi di gioco la rosa delle scelte non sarà molto grande, ma si amplierà col passare del tempo e la crescita del nostro regno. Per esempio, all’inizio disporremo di due sole professioni: quella dell’arciere, che sarà la forza principale del nostro esercito, e quella del costruttore, che invece dovrà appunto costruire e migliorare le fortificazioni del regno e utilizzare armi d’assedio come catapulte e baliste. A queste si aggiungeranno le professioni di contadino e cavaliere, quest’ultimi saranno i comandanti del nostro esercito e potranno essere mandati ad attaccare i portali, delle strutture da cui usciranno dei mostri che vorranno rubarci la corona, da cui sono attratti.

Ovviamente tutto ciò ha un costo in denaro, l’unica risorsa del gioco, ottenibile in vari modi, anch’essi più efficienti più si prosegue con la campagna. Inizialmente potremo solo cacciare, tagliare alberi e commerciare, una volta al giorno, con un mercante. Più avanti sarà invece possibile costruire fattorie che, quando lavorate dai contadini, garantiranno un ampio e costante rifornimento d’oro (sì in questo regno le monete crescono sugli alberi, o meglio, dal grano). Infine, potremo affidare il nostro denaro al banchiere, che lo depositerà e ne farà fruttare gli interessi nel corso del tempo. Quest’ultimo metodo sarà particolarmente utile qualora si scelga di rimanere sull’isola quanto più a lungo possibile, poiché una volta giunto l’inverno sarà impossibile lavorare i campi. Esiste infatti un ciclo delle stagioni, all’apparenza puramente estetico, tranne per l’inverno che purtroppo non ha fine, quindi una volta cominciato vedremo neve e nuvoloni grigi per tutto il resto della partita, costringendoci quindi a cambiare il nostro approccio con il gioco, attuando strategie alternative o imbarcandoci verso altre isole.

Kingdom New Lands Ship
La nave che ci porterà in salvo

È infatti presente su ogni mappa una nave naufragata, che noi potremo rimettere a nuovo un pezzo alla volta, spostare lentamente verso il molo e su cui potremo imbarcarci alla volta di nuovi lidi, con soldati, lavoratori e tutto il denaro possibile, al fine di fondare un regno ancora più potente. Questa è una cosa che consiglio di fare solo dopo aver giocato alcune partite sulla prima isola, in modo da imparare le meccaniche di gioco e affrontare al meglio la sfida successiva. Fare più esperienza possibile è importante e ed è molto più facile farne sulla prima, poiché la difficoltà cresce man mano su ogni nuova isola che incontriamo. Nella seconda, per esempio, ci sarà più di un portale a invocare i nemici, non solo uno. Dalla terza in poi verrà a mancare il mercante, togliendoci così una grossa fonte di reddito nelle prime fasi di gioco e costringendoci a cambiare strategia, quindi è importante arrivare con una grossa somma di denaro per far partire immediatamente l’economia del regno.

Ogni volta che sbarcheremo, o meglio, naufragheremo su un’isola la mappa di gioco sarà generata in maniera del tutto casuale, mettendoci così di fronte a situazioni sempre nuove e costringendoci ad adottare strategie diverse per sopravvivere o fuggire. Per esempio, mi è capitato di avere delle fattorie molto lontane dal castello e quindi di dover abbattere molti alberi e costruire mura per difendere i miei contadini. Un’altra volta, sulla prima isola, la nave si trovava dal lato del portale, il che mi ha costretto a mandare dei soldati a proteggerla mentre questa veniva lentamente spostata verso il porto, al capo opposto dell’isola. Questi sono tutti elementi che rendono il gioco sempre nuovo, aumentando notevolmente la rigiocabilità. Questo, unito al fatto che il giocatore impara sempre di più in ogni partita, sprona a continuare a giocare, anche in caso di fallimento, che raramente risulterà frustrante, poiché in genere sarà causato da un nostro errore più che dalla difficoltà del gioco.

Visitare più volte le isole inoltre permettere di scovare i cartelli, da cui, al prezzo di due monete, potremo ottenere un frammento di mappa, fondamentale per affrontare i livelli più difficili. Ogni frammento infatti permette di sbloccare un power-up, come nuovi animali da cavalcare, (anche orsi e cervi, Breath of the Wild non sei il solo), un cane da caccia, statue di vario genere che dispenseranno potenziamenti temporanei in cambio di oro, e, cosa più importante di tutte, la capanna dell’eremita. Quest’ultima ci permette di reclutare, in maniera del tutto casuale, uno dei tre eremiti presenti sull’isola. Il loro aiuto sarà a dir poco fondamentale, visto potremo potenziare le nostri torri di guardia con baliste dall’ampio raggio d’azione, armerie per reclutare nuovi cavalieri o forni per attirare vagabondi da reclutare. Non da meno solo le statue, in particolare quella del costruttore, che aumenta notevolmente la resistenza delle nostre mura, in modo che riescano a reggere attacchi più potenti. Altre statue sono quelle del cavaliere, quella dell’agricoltura, che aumenterà il numero di campi coltivabili intorno alle fattorie, e quella dell’arciere, che renderà infallibili i nostri arcieri, i quali normalmente soffrono di una forte miopia.

Il gioco non è esente da difetti però, a partire dal fatto che il porting non è dei migliori, infatti ogni tanto lo vedremo fermarsi per un paio di secondi. Nulla di troppo problematico, ma comunque fastidioso. Peggiore a mio parere è la mancanza di un interfaccia che ci dica di quanti cittadini e di quale professione siano provvisti al momento. Tale interfaccia non sarebbe solo utile per essere informati in ogni momento, ma anche per poter smettere per qualche giorno senza tornare non ricordandosi neanche su che isola si era. Un peccato è la mancanza del sistema di achievement della versione PC, che trovo molto utili per dare una direzione da seguire all’inizio, mostrando diverse strade e incitando il giocatore a migliorarsi e sperimentare. Non sono purtroppo presenti comandi touch, nonostante il gioco sia uscito pure su dispositivi mobili.

Conclusioni

Kingdom: New Lands mi è piaciuto, e anche tanto. È bello non essere presi per mano e accompagnati passo per passo come dei bambini, ma sperimentare e sbagliare, sapendo però che ogni errore è una nuova esperienza che ci migliora come giocatori. Il gioco è costruito proprio in questo senso: bisogna esplorare tutte le possibilità, senza timore di perdere la partita, la sconfitta è parte integrante del gioco, non una cosa necessariamente da evitare. Il crescente livello di difficoltà e la generazione casuale delle mappe garantiscono inoltre una sfida sempre nuova, non risultando mai noioso o ripetitivo.

DARK SOULS/10

  • La componente strategica è preponderante nonostante gli elementi casuali.
  • Molta rigiocabilità grazie alla generazione casuale.
  • Si impara da ogni errore commesso, senza mai stancarsi.
  • Doversi ricordare le proprie risorse è più fastidioso che veramente difficile.
  • Il porting non è dei migliori, per via di alcuni piccoli problemi.
Kingdom: New Lands nella sua semplicità riesce a stupire ed intrattenere, una piccola sorpresa all’interno del Nintendo eShop da non perdere.

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Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andre4102

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.