21 giugno 2016 • Intervista

INTERVISTA – Pokémon, quando i giochi li fanno i fan

Una ricchissima panoramica sul mondo dei giochi di Pokémon realizzati dai fan (e quindi non solo le ben note hack rom) vi è stata offerta qualche tempo fa dal nostro Phoenny, arrivando a toccare quasi ogni aspetto dell’argomento. La potete trovare qui, con un’interessantissima intervista in allegato. Ma c’è dell’altro da dire, e noi abbiamo parlato con le persone giuste per proseguire il discorso.
Persone d’eccezione come lo staff di pokemonhacking.it, comunità di riferimento all’interno dell’attivissimo universo italiano dei fangame dedicati ai mostriciattoli. C’è spazio anche per giovani talenti come quelli di MrZepphoGR, i quali insieme a IvanFGK e Nalkio ci aiutano a fare il punto della situazione concludendo il viaggio di Nintendoomed alla scoperta dell’arte di declinare Pokémon in mille giochi diversi.

Twist: Come si organizza il lavoro dietro una hack rom? Siete al contempo sceneggiatori e programmatori o vi spartite il lavoro con qualcuno? Nel primo caso, ritenete sia un lavoro troppo pesante? Nel secondo, fino a che punto è importante lavorare passo passo?

IvanFGK, founder di Pokemonhacking.it: Sto attualmente lavorando a un progetto, Drab Conspiracy, che inserisce una trama di cospirazione politica all’interno dei classici elementi della saga, ossia catture e sfide. Questa volta sono grafico (tilesetter), autore della storia e in buona parta anche creatore degli sprite (per allenatori e overworld), mentre Nalkio e qualche altro collaboratore si occupano di Script e Mapping. Di certo organizzare il lavoro non è mai semplice, motivo per cui la maggior parte di noi lavora singolarmente e sa destreggiarsi un po’ in ogni ambito. Lavorando in un team i comandamenti sono due: comunicazione e ordine. Soprattutto tantissimo ordine! Più le cartelle e i file con lavori per il progetto sono in ordine, meglio è per il team (DropBox è una mano dal cielo). Importantissimo anche il lavoro del changelog, dove ognuno scrive la modifica che ha fatto alla ROM mettendo ora e data: in questo modo tutti possono vedere l’avanzamento dei lavori. Avere una tabella di marcia, magari con date da segnare per completare una mappa o una determinata zona del gioco, è l’ultimo passaggio fondamentale.

Alcuni screenshot da Pokémon Kyrama Tale, opera di Pierz
Alcuni screenshot da Pokémon Kyrama Tale.

Per quanto riguarda lo sviluppo è un problema organizzarsi: non dimentichiamo che questo è un hobby e non un lavoro. Strutturalmente consiglio di studiare un piano per non rallentare nessuno e nel frattempo lavorare anche “offline”. Mi spiego meglio; dopo aver stilato la storia occorre scrivere i testi dei personaggi più o meno con un ordine cronologico per mandare avanti il progetto nel lato sceneggiatura. Una volta fatto ciò i mapper possono decidere come creare la mappa e come abbellirla con i vari tileset: la collaborazione tra tilesetter e mapper, va da sé, è fondamentale. Nel frattempo gli scripter possono lavorare alle meccaniche di gioco su una ROM vergine, per poi salvare ed importare nel gioco finale i loro script.
Ultima cosa, non per importanza, sono le implementazioni fatte tramite script o ASM, ovvero tutte quelle funzioni che danno al gioco un cambiamento radicale dall’originale come l’introduzione del tipo folletto (sconosciuto in III generazione) oppure l’introduzione della corsa anche nei luoghi chiusi (sempre impossibile in III) e tantissime altre cose come l’inserimento di nuovi strumenti o nuove Poké Ball etc…
Quasi dimenticavo il Music Maker o remixer. Un componente che negli ultimi periodi sta avendo un buon ruolo all’interno di un team, poiché se parliamo di Hack a conversione totale parliamo di ogni aspetto, ossia script, mappe, sprite, tile, iimplementazioni tecniche e naturalmente OST!

Nicola “Nalkio”, amministratore di PokemonHacking.it: Diciamo che sto lavorando a diversi progetti in questo momento. Due legati all’hacking ROM (Pokémon Drab Conspiracy di IvanFGK e un Reboot di Pokémon Rosso Fuoco Perfetto di Bisharp) e uno legato agli RPG gaming.
Ci tengo a precisare questa differenza, visto che non molti la sanno: l’hacking ROM riguarda, in questo caso, la modifica di ROM Pokémon, come Rosso, Rosso Fuoco, Rubino, Oro HeartGold e anche Bianco\Nero 2. L’RPG gaming, invece, riguarda l’elaborazione di giochi Pokémon su delle piattaforme come RPG Maker. Comunque sia, la mia passione per il fan gaming è nata grazie alle Hack ROM Pokémon di terza generazione (in particolar modo di Rosso Fuoco).

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Zephyr e Paco di MrZepphoGr: Al momento abbiamo all’attivo tre hack roms che speriamo di rilasciare in tempi più o meno brevi; chi già ci segue sa di cosa stiamo parlando.
Se dovessimo spendere poche parole per ben tre progetti, diremmo sicuramente: siamo hackers “vecchia scuola” e, per questo motivo, i nostri progetti saranno il più possibile vicini a quel tipo di hacking, ossia poche routines e poca grafica pompata. Il nostro obiettivo è creare un “prodotto” di qualità, che riesca a intrattenere il giocatore grazie ad una storia ben costruita, un’esperienza esplorativa il più decente possibile e una difficoltà adeguata. In altre parole: prima il gioco, poi il contorno. Pokémon Ciano’s Quest, Pokémon R.S. e Pokémon Penumbra sono l’apoteosi di questa visione.

Non ad Awakening. Quello evitatelo, bambini.
Non ad Awakening. Quello evitatelo, bambini.

Tutti gli hackers hanno, fin dal primo momento in cui decidono di cominciare la propria hack, un nemico e incubo costante: la paura che la rom crashi, che possa presentare bug, glitch e quanto di altro più orribile possiate pensare. Non è bello ritrovarsi ad un lavoro piuttosto avanzato, aver finito una mappa elaboratissima, uno script di almeno 200 righe, tutto pronto per il testing, quando il gioco si blocca, personaggi non rispondono, tutto rimane fermo. O nel più brutto dei casi, il gioco si riavvia. In almeno otto anni in cui siamo dentro fino al collo in questo mondo, di problemi del genere ne abbiamo visti e rivisti. E la paura è sempre quella. Fissa.

Tuttavia, nulla impedisce agli sviluppatori di hack di dividere il lavoro, cosa che anzi, aiuta moltissimo in molti ambiti. Non solo si fanno spesso nuove conoscenze che rimangono al di là del lavoro di hacking, ma permette ovviamente uno sviluppo più veloce del progetto e molto più curato.

Screenshot da Giratina's Legend, lavoro di eMMe97
Screenshot da Giratina’s Legend, lavoro di Andrea.

Entrambi siamo sia sceneggiatori che programmatori. Se ci viene in mente un’idea per una trama, ci attrezziamo e cominciamo a lavorare e ci spartiamo il lavoro solo con chi sa più di noi in certi ambiti, come nel caso delle routines. Ad ogni modo, per noi, la divisione del lavoro va in qualsiasi campo. Spesso e volentieri ci passiamo pareri sulle trame di hack.

Twist: Una domandina finale, all’apparenza stupida: perché una persona dovrebbe giocare una hack rom quando esiste il gioco originale?

Ivan: Partiamo dal presupposto che una persona deve giocare anche ai giochi originali, così comprenderebbe al meglio una ROM modificata. Ogni volta che si apre l’emulatore e si gioca ad una ROM c’è sempre quella tensione dei tipo “oddio cosa troverò in questo gioco?” questo perché? Molto semplice, i fan-made sono giochi anonimi o pseudo tali che non hanno spoiler, quindi ogni volta ti basi solo su quel commento dell’utente in un forum che scrive “bellissimo” oppure “bruttissimo” che ti porta ad una curiosità tale di provarla. Giocare ad un Hack ROM (degna di nome) è come aprire un uovo di Pasqua, il cioccolato sai già com’è ma la sorpresa no!

Paco e Zepphyr: Essenzialmente per avere un’esplorazione tutta nuova di un mondo che ormai tutti noi conosciamo. Difatti, in tantissime hack rom, molti concetti presenti nei giochi originali vengono stravolti o completamente rimossi. Tante volte ho visto hack che non avevano nulla a che fare con Leghe o dover completare il Pokédex, oppure riciclarle e tenerle come un “secondo obiettivo”. Inutile girarci attorno: quel che fa una hack è proporre innanzitutto una trama molto più articolata della serie principale.
È proprio su di essa che si costruisce il tutto, ed ogni cosa deve essere spiegata o arricchita da effetti quali routines, grafica più gradevole, inserire nuovi Pokémon o Fakemon e quant’altro.

s66hl0Inoltre, non dimentichiamoci che è proprio grazie a questo focus sulla trama che sono potute nascere hack diversissime tra loro: pensiamo a Light Platinum o alla purtroppo conosciuta ai più, Marron Merda. L’idea di potersi immergere in un mondo senza aver visto spoiler, inoltre, è qualcosa di veramente appagante.
In breve: se volete staccare dalla solita storia rimanendo sempre in tema Pokémon, senza dover spendere un solo centesimo e munendovi solo di pochi programmini, le hack rom sono qui per quello.

Nalkio: Una persona dovrebbe giocare ad un hack ROM perché possono offre diverse esperienze di gioco rispetto a quelle della serie principale. Considerando le potenzialità dell’hacking di giochi Pokémon di terza generazione la possibilità di svagarsi con le idee è veramente tanta. Il creatore ha la possibilità di aggiungere meccaniche di gioco molto interessanti.
Insomma, secondo me, le hack ROM possono offrire diverse esperienze di gioco, anche molto divertenti… Creando quell’atmosfera di sfida che si vedono difficilmente nei giochi principali!

Pokémon Penumbra, lavoro del Penumbra Team
Pokémon Penumbra, lavoro del Penumbra Team.

E così si conclude, per ora, il nostro viaggio in questo mondo ricchissimo, quello dei fan game italiani dedicati ai Pokémon. E voi, a quali hack rom avete giocato e quali avete apprezzato? Fatecelo sapere tramite lettere, cartoline, Baci Perugina o commenti su Facebook.

Efficiente, professionale, sempre aggiornato.
Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato. Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.