3 maggio 2018 • Notizia

Game Freak rivela alcuni dettagli sulla creazione di Pikachu

Da scoiattolo-daifuku a topo

Sul quotidiano giapponese Yomiuri Shinbun è da poco apparso un articolo in cui Ken SugimoriKoji Nishino Atsuko Nishida, rispettivamente illustratore, planner e character designer dei primi giochi Pokémon, parlano della creazione di Pikachu. Qui c’è il link dell’articolo, se sapete il giapponese.

primo artwork pikachu
Forza, fate una battuta sul fatto che prima era grasso e possiamo andare avanti.

Secondo l’articolo, durante la fase di progettazione dei primi 151 mostri per Pokémon Rosso e Blu (in Giappone Rosso e Verde), usciti nel 1996, Ken Sugimori si dedicava al design dei Pokémon più grossi e pUtenti, tipo RhydonGyaradosMewtwo, mentre era stata assunta l’illustratrice Atsuko Nishida (che già aveva collaborato con Game Freak per Pulseman su Sega Mega Drive) per occuparsi dei mostri più carini. Per dire, quando Sugimori provava a creare qualcosa di carino, veniva fuori Clefairy, fate un po’ voi.

Un dettaglio interessante è che i primi Pokémon sono stati disegnati con i pixel prima, e messi su carta poi. Una bella idea per impedirsi di creare design troppo complicati (che dovrebbero seguire anche adesso).

All’epoca della creazione di Pikachu, Nishida aveva solo due linee guida: doveva essere di tipo Elettro, e doveva avere due evoluzioni. Avete letto bene: dopo Raichu ci sarebbe stato anche Gorochu, dotato di corna e zanne. Ugh, grazie per gli incubi.

daifuku
Palletta dolciastra e molliccia, scelgo te!

Il primo design di Pikachu era simile a un dolce daifuku, vale a dire una palla con le orecchie senza alcuna distinzione tra testa e corpo (in effetti, le punte nere delle orecchie di Pikachu sono un avanzo proprio da questo primo design). L’animale a cui Nishida si ispirò per creare il Pokémon non fu affatto un topo, ma uno scoiattolo. Fu Satoshi Tajiri, l’ideatore della serie, che una volta visto il design decise che si trattava di un topo. E la parola del capo non si discute.

Altre piccole curiosità che traspaiono dall’articolo giapponese: Koji Nishino rese intenzionalmente Pikachu molto raro nei giochi (si ha appena il 5% di probabilità di incontrarlo a Bosco Smeraldo) perché lo adorava e ne era gelosissimo, Sugimori ebbe l’idea delle strisce sulla schiena di Pikachu perché sapeva che il suo allenatore l’avrebbe visto prevalentemente da dietro, e l’attuale design magro di Pikachu deriva dall’evoluzione del personaggio nell’anime.

Fonte: ResetEra

Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.