7 febbraio 2018 • Recensione

Dragon Quest Builders – RECENSIONE

Ricostruiamo Alefgard!

Ogni volta che vedevo Dragon Quest Builders trovavo abbastanza strana l’idea di uno spin-off basato su Minecraft, e dato che quest’ultimo non mi è mai piaciuto particolarmente, non ho mai degnato Builders delle giuste attenzioni. Eppure, solo ora che ci ho giocato mi accorgo di quanto sbagliati erano i miei pregiudizi su questo titolo. Dragon Quest Builders non è Minecraft con una skin grafica, anzi, è un gioco con lo stesso meraviglioso fascino degli altri capitoli mainline, e sono qui per dirvi il perché.

Ambientato ad Alefgard, terra dove si svolgono i primi tre Dragon Quest (conosciuti in occidente come Dragon Warrior), Dragon Quest Builders riprende il bad ending del primo gioco: al momento della battaglia finale, il malvagio Dragonlord propone all’eroe di unirsi a lui e, se accetta, viene ucciso. Molti anni dopo, il nostro personaggio si risveglia da un lungo sonno e tramite la voce della dea Rubiss scopre che Alefgard è sprofondata nelle tenebre ed è stata invasa dai mostri. Alle poche persone che sono sopravvissute, inoltre, è stata rimossa ogni capacità di creare. Solo il nostro personaggio, il leggendario Costruttore, potrà far tornare la luce su questo mondo devastato.

Dragon Quest Builders
Quando si va a caccia di materiali è importante saper gestire lo spazio nell’inventario.

Già dai primi passi si vede come il gameplay di Dragon Quest Builders abbia in comune con Minecraft giusto qualche caratteristica: l’inventario nella parte bassa dello schermo, la conformazione a “blocchi” del terreno (solo di quello però, tutti i personaggi, i mostri, e gli altri elementi sono normali) e un sistema di crafting per creare oggetti più complessi a partire da materie prime trovate in giro o droppate dai mostri.

Dragon Quest Builders
Esplorare è molto divertente: tra grotte nascoste e strane colline, ce ne sono di tesori da trovare!

Ci troviamo quindi davanti a un RPG vero e proprio, dove per proseguire nella trama bisogna completare missioni, soddisfare richieste degli abitanti delle nostre nuove città, combattere mostri e soprattutto esplorare. Il mondo di gioco non è infinito, ma col progredire della trama continuerà a espandersi grazie a portali per visitare nuove isole oppure, nel caso in cui si passi da un capitolo a un altro, per lasciarci alle spalle la città che abbiamo ricostruito e iniziare una nuova opera su un’altra regione di Alefgard. Nel gioco infatti ci sono 4 capitoli, e proseguire significa abbandonare tutti gli oggetti ottenuti precedentemente, mantenendo giusto le ricette e i progetti per poterli riusare in futuro. Ovviamente ricaricando un salvataggio è possibilissimo rimanere quanto si vuole in una città già completata e continuare a espanderla e migliorarla. Inoltre è presente una “modalità libera” dove ci possiamo sbizzarrire in un vero e proprio sandbox, tramite il quale possiamo condividere online le nostre creazioni.

Dragon Quest Builders
Lo vedete questo drago? E se vi dicessi che in Dragon Quest 1 si trovava esattamente nello stesso luogo? Tutta la mappa di Alefgard è stata riprodotta fedelmente, da pixel a blocco!

Un altro elemento che senz’altro risalta nel gameplay è il combattimento, necessario sia in esplorazione per avere importanti drop nemici sia nella difesa della nostra città dai mostri che possono invaderla. La visuale in terza persona fa senz’altro comodo in questi casi, ma sarebbe stato meglio a mio avviso migliorare un po’ il raggio delle armi, perché è facile prendere danno dopo essersi avvicinati troppo al nemico per colpirlo. Avendo a disposizione abbastanza slot di armi, scudi, armature e così via ci possiamo sbizzarrire nella gestione dell’equipaggiamento e sapere quando è necessario usare una spada per affrontare un mostro o un martello per fare a pezzi i materiali più duri. Va ricordato però che le armi si possono rompere, quindi è meglio usarle con criterio o tenersene da parte qualcuna di riserva.

Dragon Quest Builders
Non avete idea di quanto sono stato contento quando questo Slime è venuto ad abitare nella mia città.

Fortunatamente il resto degli oggetti che creiamo anche se venisse rotto da un mostro basterà raccoglierlo e riposizionarlo dove stava senza doverlo ricostruire da zero. Questo non vuol dire che le difese della città possono rimanere misere, anzi! Le stanze per essere tali seguono tutta una serie di regole: ognuna deve avere muri alti almeno due blocchi, una porta e una fonte di luce, poi stanze specifiche come la cucina o l’officina devono avere oggetti specifici a loro volta.

Le regole basiche sono sempre importanti: in Dragon Quest Builders si alternano giorno e notte, e in quest’ultima fase i mostri sono più attivi. Se dobbiamo fare delle lunghe spedizioni è giusto portarsi dietro quanto basta per realizzare una piccola camera da letto di emergenza in cui passare la notte. E non dimenticate le provviste, perché il nostro personaggio può anche morire di fame!

Dragon Quest Builders
Ogni tanto andando avanti con la trama riceveremo una missione dove bisognerà difendere la nostra città dai mostri: saranno sempre più forti!

A questo gameplay stimolante e molto più simile a un gioco di ruolo che a un sandbox si aggiunge il tocco di Dragon Quest. Sebbene il panorama sia fatto di blocchi, è tutto così bello e colorato che è una gioia per gli occhi anche solo guardarsi in giro quando si cammina di giorno, oppure come tutto si tinge di un caldo arancione al tramonto. I nemici iconici della serie sono tutti presenti: dagli slime ai draghi, dai martellus agli esplosassi, il design di Akira Toriyama è sempre bellissimo da vedere, anche nei personaggi (sebbene a detta sua si diverte di più a disegnare i mostri… come dargli torto). La musica di Koichi Sugiyama non è da meno, da sempre caratteristica della serie, e in Dragon Quest Builders presenta numerosi arrangiamenti di tracce del primo Dragon Quest.

Dragon Quest Builders
I nuovi abitanti in città possono arrivare per conto loro, ma anche dopo che li abbiamo trovati noi stessi nel mondo di gioco.

È inutile dire che questo gioco ha fatto colpo in Giappone, grazie anche al suo essere uscito su PS Vita dato che ai Giapponesi piace molto di più giocare sulle console portatili… sono certo che le vendite della versione di Switch non saranno da meno, e in realtà è già in lavorazione un seguito! Se avete qualche dubbio, nel Nintendo eShop è presente una demo bella lunga. Io onestamente sono molto affezionato a questa serie, quindi una volta sfatato qualche timore sul gameplay ho potuto apprezzare tantissimo Dragon Quest Builders. Nell’attesa dell’undicesimo capitolo, tornare alle origini con questo gioco è un vero piacere.

SLURP/10

  • Abbastanza lineare per far proseguire la trama…
  • …ma non eccessivamente, permettendo di sbizzarrirsi nel costruire.
  • Fedele alla serie principale, perfetto per i fan.
  • Modalità libera potenzialmente infinita.
  • I combattimenti possono essere difficili per il corto raggio delle armi.
Sarà anche uno spin-off, ma è pur sempre un Dragon Quest, ed è incantevole come tutti gli altri.

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Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
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