24 luglio 2018 • Recensione

Captain Toad: Treasure Tracker (Nintendo 3DS) – RECENSIONE

3D cosa? Mai sentito nominare…

Il mio primo ricordo di Captain Toad: Treasure Tracker è che fu annunciato durante lo stesso E3 di Splatoon, quando il Wii U ancora aveva qualche speranza di farcela. All’epoca dimostrai la mia poca lungimiranza, pensando di Treasure Tracker “Bah, i livellini di 3D World trasformati in un gioco completo e venduto a prezzo pieno? Nossignore!” e di Splatoon “Bah, un gioco basato su ‘colora più terreno dell’avversario’? Ma dove siamo, a Mario Party?”

Infatti, uscito originariamente su Wii U nel 2014, Captain Toad: Treasure Tracker è un gioco che espande l’idea di alcuni livelli-minigioco apparsi in Super Mario 3D World, nei quali Capitan Toad camminava molto lentamente in degli spazi blandi e contenuti per recuperare le Stelle Verdi.

(Guardatevi il trailer, anche se la versione 3DS occupa in questo un gran totale di 8 secondi)

Per quanto riguarda il Capitano in sé, vale la pena ricordare che ha debuttato in Super Mario Galaxy, insieme al suo tema strombettante e ai suoi colleghi Toad. In seguito gli fu rifatto il guardaroba per Super Mario 3D World, sostituendo il tipico gilet da Toad con una tenuta da esploratore con zaino enorme che gli impedisce di saltare; con il suo gioco personale gli fu accoppiata Toadette, personaggio più anziano (ha debuttato in Mario Kart: Double Dash!!) ma che non aveva un vero e proprio ruolo nella serie, apparendo di tanto in tanto negli spin-off come personaggio di sfondo, raramente giocabile.

Fine della lezione di storia. Ora il Wii U è morto, e Captain Toad: Treasure Tracker è entrato a far parte della schiera di titoli a cui viene data una seconda chance su una console viva: in questo caso sia Nintendo Switch che Nintendo 3DS, ed è proprio di questa seconda versione che andremo a parlare oggi.

Formiche in gabbia

La trama di Captain Toad è, come in tutti i giochi di Mario, molto basilare. Il capitano e la sua collega Toadette stanno cercando le Iper Stelle (sì, insomma, le Power Star di Mario 64 a cui il nome italiano è già stato cambiato due volte). Ma la povera donzella viene rapita da Wingo, una sorta di gazza ladra gigantesca con la fissa per le cose luccicanti. In quanto fan della serie di Mario sono sempre felice quando viene introdotto un nuovo antagonista che non è Bowser per la cinquecentesima volta.

Si scatenerà quindi un lungo tira-e-molla dei due Toad all’inseguimento del volatile, per vendicarsi di lui e recuperare le Iper Stelle.

Insomma, il punto forte di Captain Toad è il level design: come è stato spesso detto, i livelli somigliano a dei piccoli diorami a tema, decisamente più sviluppati di quella tristezza che erano i livelli di Toad in 3D World. Si passa da delle semplici pianure con ostacoli, a intricati edifici dove ci si sposta da dentro a fuori, e si rimane meravigliati della quantità di dettagli inserita in uno spazio così piccolo.

Abbiamo anche alcune ambientazioni inedite, che ai tempi hanno acceso il cuore dei fan di speranza: “Allora lo sanno che esistono altri ambienti possibili oltre a prato-deserto-montagna-mare-Castello di Bowser!” Qui invece ci sono palazzi in stile arabo, cittadine del Far West, antiche rovine…

Captain Toad: Treasure Tracker
Fuggi fuggi fuggi!

La particolarità principale di Captain Toad è che il protagonista non può saltare: il suo zaino è troppo pesante, dice il manuale di gioco. Non che Toad abbia mai tirato fuori nulla da quello zaino, ma vabbè, dettagli. Il nostro eroe può solo camminare e correre, sempre con una lentezza ganondorfica, e l’unico modo per sconfiggere i nemici in ogni mappa è atterrare loro sulla testa cadendo da un ripiano sopraelevato, o in alternativa colpirli con delle rape estraibili dal terreno in stile Super Mario Bros. 2. Ocio però, le rape sono quasi sempre limitate! I protagonisti possono sopportare massimo un colpo, curato dall’immancabile Super Fungo, che in barba a ogni legge della botanica, cresce sottoterra come una radice.

In ogni livello sono presenti tre gemme, che non hanno alcuno scopo se non ricompensare l’esplorazione e permetterci di sbloccare livelli più avanti. A volte si tratta di una semplice deviazione, altre sono dannatamente ben nascoste. Lo scopo di ogni livello, comunque, è raggiungere l’Iper Stella posta alla fine. Ogni stage ha anche un obiettivo secondario segreto (del genere “non farti colpire”, “trova il fungo dorato” ecc.), i quali obiettivi servono a sbloccare un livello bonus alla fine del gioco.

È anche presente il nascondino con Toad pixellato: una modalità disponibile in ogni livello dove lo scopo è localizzare e toccare con lo stilo un Toad pixellato. E questo davvero non serve a niente, infatti nell’originale la modalità era disponibile solo scansionando con il Wii U un amiibo di Toad, mentre qui si sblocca automaticamente completando i livelli.

E a questo proposito, in molti livelli usare lo stilo è consigliato: con esso si può spostare la visuale, rompere i blocchi, rivelare monete invisibili, immobilizzare temporaneamente i nemici e, perché no, togliere gli occhiali ai Kondorotti. Molti livelli fanno uso del touch screen per muovere piattaforme e simili. Nel corso del gioco appaiono anche dei livelli basati su vari gimmick: un carrello da miniera da cui sparare rape in stile FPS, la Doppia Ciliegia che ritorna da 3D World…

Sì, perché Captain Toad: Treasure Tracker rimane uno spin-off di 3D World, pure se questa nuova versione tenta di farcelo dimenticare: molti power-up e nemici sono presi dal titolo di Mario Gatto, pur mettendoci un tocco personale.

Il gioco è diviso in tre “Episodi”, rappresentati da libri selezionabili nel menu, in cui ogni pagina è un livello. Nel primo episodio controlleremo esclusivamente Capitan Toad, nel secondo solo Toadette, nel terzo un po’ entrambi. Tra i due i controlli non cambiano assolutamente. I boss sono solo due: il già citato Wingo e Draggadon, dinosauro amante della lava e suscettibile alle botte in testa apparso poi anche in Paper Mario: Color Splash. Normalmente sarebbero ripetitivi, ma visto che i loro livelli si basano sull’evitarli e non sull’affrontarli direttamente, si evita anche la noia.

Una volta terminata l’avventura principale, è disponibile anche l’episodio bonus, contenente livelli speciali: i quattro regni di Odyssey (ne parleremo dopo) e altri livelli passati da superare con un twist.

Ci vedo doppio… e il 3D non c’entra!

E ora che abbiamo parlato in generale di Captain Toad: Treasure Tracker, passiamo a questa versione per Nintendo 3DS. Vi devo annunciare che ora possiedo un bellissimo New 2DS XL quindi addio alle mie lamentele in ogni recensione “Pff ma non c’è il 3D, pff lo schermo è piccolo, pff non ho il lettore amiibo…”

Rispetto all’equivalente per Switch, la versione 3DS ha il vantaggio di avere un touch screen, che può più o meno sostituire il ruolo che nell’originale aveva il Gamepad. Come si era scoperto, i due schermi mostrano la stessa immagine, pure se lo schermo inferiore è leggermente più piccolo, mostrando un campo visivo ridotto (e questa cosa dà un minimo di fastidio, visto che è sull’inferiore che interagiamo con il gioco), ma la cosa si nota raramente. Toccare lo schermo sicuramente è più naturale e vicino all’originale rispetto alla versione Switch, dove si usa il Joy-Con destro come puntatore.

Captain Toad: Treasure Tracker

Unica pecca della versione 3DS? A parte l’abbassamento della risoluzione, che alla fine non si nota più di tanto; quando la telecamera è lontana da Toad (può essere regolata premendo X) mi sono distrutto gli occhi cercando di capire cosa succedesse su schermo. E stiamo parlando di un 2DS XL, non oso immaginare il mio vecchio 3DS. Altro che codice, Nintendo doveva pagarmi il conto dell’oculista! Alla fine, si tratta di un gioco pensato per una HDTV trasportato su uno schermino di 3,53 (normale) / 4,88 (XL) pollici e 240p. Già per l’assenza di lag sarebbe da applaudire i responsabili del port.

Let’s do the Toadyssey!

Una delle cose che ha fatto più discutere di questo titolo è stata il fingere che non fosse uno spin-off di 3D World, ma di Super Mario Odyssey. Insomma, il gioco ci prova, ma fino a un certo punto. È stata tolta l’intro di 3D World alla fine del gioco, e sostituito l’avvistamento della cometa verde alla fine con quello della Odyssey, e appare il testo “L’avventura continua in Super Mario Odyssey!” Sì, sì, come no.

Ma veniamo al punto che stavate aspettando: i quattro livelli di Odyssey. Come saprete, i quattro livelli di 3D World presenti nell’episodio bonus dell’originale sono stati brutalmente rimpiazzati da quattro livelli presi da Super Mario Odyssey. Riescono a reggere il confronto? Sorprendentemente sono molto meglio.

Premetto che all’originale non ci ho giocato, ma l’ho visto per intero, e le mappe di 3D World, pensate per più personaggi che le attraversano correndo e saltando, trasportate in un gioco dove non si corre e non si salta, erano una flebo insopportabile. Strano eh? I livelli di Captain Toad in 3D World erano pallosi, e idem i livelli di 3D World in Captain Toad!

I quattro livelli di Super Mario Odyssey presenti in questa nuova versione sono Regno delle Sabbie, Regno delle Cascate, Regno della City e Regno dei Fornelli. Non voglio fare spoiler, ma diciamo solo che due di questi sono livelli classici di Captain Toad, ovvero dei diorami che condensano in maniera mirabile un intero Regno di Odyssey, omaggiandone ogni aspetto possibile. Gli altri due sfruttano gimmick già apparsi in altri livelli di Toad, e lo fanno ottimamente. E il nostro povero Capitan Toad ha qualcosa che agli uccelli giganti proprio non va giù, eh? Mi sembra superfluo specificare che in questi livelli l’Iper Stella alla fine è sostituita da una Luna di energia, del colore del regno corrispondente.

L’unica cosa che un po’ si perde è che i quattro livelli di 3D World erano quelli in cui era effettivamente possibile incontrare Capitan Toad nel gioco di Mario, mentre in Odyssey lo si vede in ogni Regno, ma capirai che grande perdita nella lore di Super Mario.

Quindi, con mia grande sorpresa, i livelli di Odyssey sono uno dei punti più forti di questo porting.

Capitan Toad, sempre più portatile

Insomma, nonostante la versione Nintendo 3DS sia dichiaratamente quella inferiore in questo doppio porting, non si può che lodarla in ogni suo aspetto: sia i livelli originali che sono (quasi sempre) dei gioiellini in miniatura, sia i nuovi livelli di Odyssey, tra i migliori del gioco, sia il porting su 3DS che nonostante le dimensioni ridotte dello schermo riesce a girare bene e la quantità di dettagli su schermo non lo fa mai laggare.

Captain Toad: Treasure Tracker
Per dire.

Inoltre, nessuna delle due versioni è più a prezzo pieno, quindi perfino la mia lamentela ancestrale con questo gioco non vale più. Pensata soprattutto per quelli che non avevano Wii U e ancora non hanno Switch, e nonostante sia tutto parte del piano diabolico di Reggie per irretire i bambini piccoli per farli poi passare a Switch, la versione 3DS di Captain Toad: Treasure Tracker è come i collezionabili che si raccolgono nel gioco, una gemma nascosta.

E per salutarvi, vi lascio questa gemma che riassume al meglio questo port di Captain Toad: Treasure Tracker.

BAA-BAAAP!/10

  • Versione portatile di un gioco che meritava una seconda chance.
  • Livelli costruiti ad arte e con una cura impressionante
  • I livelli di Odyssey omaggiano l’originale al meglio
  • Un po’ ridicoli i tentativi di retconnare il gioco come prequel di Odyssey
  • A volte lo schermo è troppo piccolo per capire bene, anche su XL
La versione inferiore di un doppio porting, che aveva tutto il diritto di fare schifo, invece cattura al meglio l’anima dell’originale e funge da alternativa più che valida alla versione Switch.
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Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.