21 marzo 2018 • Recensione

Atomik: RunGunJumpGun, un gioco estetico ma letale – RECENSIONE

Corri, spara, salta e spara… Ehm, sì, questa volta parleremo di un gioco il cui titolo lo riassume alla perfezione. Diamo un’occhiata ad Atomik: RunGunJumpGun!

Un viaggio nel tempo

Atomik: RunGunJumpGun è un gioco che si pone come classico degli anni 80 in tutto e per tutto: dalla trama minimalista e che lascia molto spazio all’immaginazione, alla grafica pixellosa con colori psichedelici da fattoni che sviluppatori Atari fatevi da parte, fino (e sopratutto) alla difficoltà elevata. Sì, parliamo di quella difficoltà fin troppo elevata. Anche il genere è un che avremmo visto molto più spesso durante quell’era.

Il gioco si presenta infatti come un Run ‘n’ Gun, e comincia fin da subito con una certa difficoltà che però, come con ogni buon gioco arduo che si rispetti (come per esempio Super Meat Boy!), è bilanciata da livelli corti, vite infinite e respawn rapido.
Impersonificheremo un omino armato di mitragliatrice con la quale potremo sparare in avanti o sotto di noi… e la lista delle nostre azioni finisce qui! Infatti a correre ci penserà da solo l’omino. Tutto quello a cui dovremo pensare noi sarà aprirci la strada a suon di proiettili e innalzarci grazie alla spinta dataci da quelli sparati in basso.

Ciò che salta all’occhio del gioco son prima di tutto comparto grafico e sonoro. Il gioco infatti possiede una presentazione eccellente, con livelli che da una parte ricordano i mondi dei Metroid classici e dall’altra sono estremamente colorati, vivaci e lampeggianti, tanto da dover persino mettere all’inizio un avvertimento per chi soffre di epilessia (Mettere un’opzione per disattivare i colori troppo vivaci no?). Il tutto è accompagnato da temi pimpanti che variano dalla techno all’industrial.

Atomik: RunGunJumpGun 1

Piccoli grandi ardui mondi

Il gioco è suddiviso in tre mondi, ciascuno composto da 50 livelli. Ciò che li distinguerà non sarà solo l’aspetto, ma anche il tipo di gimmick. Infatti il primo mondo sarà composto da “semplici” livelli iniziali in cui prendere dimestichezza con i controlli, il secondo mondo avrà stage a scorrimento esclusivamente orizzontale con i bordi dello schermo “collegati”: se il nostro omino supera il limite alto dello schermo, verrà teletrasportato nella parte bassa e viceversa. Il terzo mondo avrà… L’acqua. Essa avrà una fisica tutta sua, e mentre ne saremo immersi i nostri movimenti verticali saranno invertiti: dovremmo sparare per poter scendere, altrimenti saremo attratti alla superficie.

Nei livelli il nostro obbiettivo sarà il concettualmente semplice “andare da punto A a punto B”. L’esecuzione non sarà altrettanto semplice però, visto che ci dovremo far strada tra gli ostacoli astutamente posizionati da quelli di ThirtyThree. E in essi la varietà non mancherà: avremo a che fare con cannoni che riempiono lo schermo di proiettili, seghe circolari che anche una volta colpite potranno comunque ferirci mentre cadono, laser a inseguimento e molto altro.

Atomik: RunGunJumpGun 2

Senza pietà… a raccogliere Atomik

Il nostro omino non sarà sensibile come molti protagonisti di giochi simili tendono ad essere: potrà infatti resistere a ben due colpi! Ma nonostante ciò, i completisti avranno comunque filo da torcere visto che per poter completare al 100% un livello bisognerà superarlo senza subire danni e collezionandone tutti gli Atomik, globi sparsi per i livelli e spesso nei punti più critici. Tutto ciò ai più potrebbe sembrare fattibile durante il primo mondo… ma purtroppo il gioco avrà un notevole picco di difficoltà già dai primissimi livelli del secondo. Quelli che platineranno questo gioco si conteranno sulla punta delle dita…

… già, perché bisogna dirlo senza mezzi termini: questo gioco non è per tutti. A causa della sua difficoltà elevata, dei controlli ai quali è un po’ arduo abituarsi, della tendenza del gioco di contare sul trial-and-error e dell’inconsistenza dovuta ai picchi di difficoltà sparsi, il titolo potrebbe rilevarsi non gradibile da tutti, a prescindere da quanto esso possa tecnicamente essere fatto bene o da come estetica ed attraente sia la presentazione. Perciò pensateci bene prima di fare un’acquisto che potrebbe rivelarsi avventato!

Atomik: RunGunJumpGun 3

Per concludere

Atomik: RunGunJumpGun è un gioco molto ben curato sotto molti aspetti, dalla grafica, al suono al gameplay. Ma si rivela anche essere “non per tutti”, a causa della sua difficoltà. Se pensate di essere davvero ma davvero bravi, se avete completato senza troppa difficoltà giochi come Super Meat Boy, se siete masochisti (sopratutto voi, completisti) o se comunque non vi dispiace tentare e ritentare per un bel po’ gli stessi livelli… Allora quei €7,99 vale la pena spenderli!

 

10.000 morti/10

  • Mamma mia, che grafica!
  • Mamma mia, che suoni!
  • Level design abbastanza curato e una formula di gioco abbastanza assuefacente.
  • Una difficoltà davvero non per tutti, non solo perché estremamente elevata, ma anche per come sia sbilanciata a causa dei suoi picchi, che sono un po’ troppi per i miei gusti.
Preparatevi a morire tante, ma tante, ma tante volte. Maledette seghe circolari!

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Altro videogiocatore di lunga data, fanatico di Super Mario e Sonic e giocatore competitivo Smash Bros. La sua ambizione è quella di diventare un traduttore di videogiochi, e al momento si diletta in tutto ciò che è relativo a quest’ultimi. Se c’è una frase che può descriverlo, sarebbe sicuramente “Jack of all trades, master of none”.
I suoi due slogan sono “It’s-a Mirax!!” e “Guardatevi Clannad.”

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