8 marzo 2018 • Recensione

Antiquia Lost – RECENSIONE

Io sono un grande fan degli rpg, in particolare dei jrpg, si potrebbe dire che è il mio genere preferito. Il mio amore è iniziato in tenera età con Pokémon ed è fiorito negli anni con vari titoli, come i più recenti Bravely Default e Second. Per questo mi sono fiondato su Antiquia Lost non appena l’ho visto, è uno dei pochi jrpg disponibili su Nintendo Switch e volevo tornare ad un genere che non giocavo da tanto.

Detto ciò, non sapevo cosa aspettarmi esattamente da questo titolo, dato che non avevo ancora giocato nulla di Kemco, il publisher di questo gioco. Sicuramente però non mi aspettavo un jrpg così generico, visto che sull’eShop viene pubblicizzato come qualcosa mai fatto prima. Ma andiamo con ordine.

Il gioco è ambientato nel mondo di Edelstein, popolato da tre razze: i Fai, dei normali esseri umani, i Ruta, esseri viventi umanoidi in grado di cambiare forma grazie al corpo simile ad acqua, e gli Eeth, mezzi felini e mezzi uomini. La storia narra le avventure di Lunaria, una ragazza mezza Ruta in fuga dal passato, e del cacciatore di demoni Bine. Insieme all’Eeth Jade e alla soldatessa Ruta Safira vengono accusati di essere gli artefici di una misteriosa serie di sparizioni avvenute in tutto il mondo, e sarà loro il compito di dimostrare la propria innocenza.

Se la storia può sembrare un qualcosa di vagamente originale, il suo svolgimento invece sa di già visto e ed è molto ripetitivo: si arriva in una città, bisogna risolvere un problema legato alle sparizioni, si affronta il dungeon con relativo boss e si viaggia poi verso la prossima meta. Per spezzare la routine è possibile avviare una sequenza di gioco nella quale bisogna far interagire Bine con gli altri membri del party, in modo da aumentare la loro fiducia nei suoi confronti. Facendo ciò non solo si sbloccano i finali alternativi (una scenetta in cui il personaggio con la fiducia più alta e Bine si dichiarano amore eterno, sì anche con Jade, sebbene stavolta l’innamoramento sembra avvenire completamente a caso), ma si potenziano anche le Brave Arts. Queste sono tecniche devastanti che un membro del party può eseguire grazie al potere di Bine di potenziare i suoi alleati. Lunaria può trasformarsi in un mostro ed eseguire un attacco potentissimo, Jade può buffare e curare completamente i compagni, mentre Safira annulla tutti i danni, inflitti e subiti da tutti, per 5 turni. Essendo però i buff solo temporanei in questo gioco e le cure disponibili normalmente più che sufficienti, ho trovato utile soltanto la mossa di Lunaria, quando mi ricordavo che le Brave Arts esistessero.

Avere finali multipli sarebbe un’ottima cosa se i personaggi non fossero piatti e poco carismatici. Bine è un il classico ragazzo orfano che si fida di tutti ed è amico di tutti, dotato casualmente di un potere innato, Safira si perde in un bicchiere d’acqua e Jade è il vecchio saggio. L’unico personaggio degno  di nota è Lunaria, che riesce a non essere la generica ragazza anime innamorata del protagonista, ma risulta simpatica per le sue gaffe dovute all’inesperienza del mondo e per la sua mania  di “assaggiare” le persone, in particolare il protagonista, che, a detta sua, ha un retrogusto molto interessante. Se vi state chiedendo cosa significhi assaggiare, beh… Si trasforma in un blob e ingloba i malcapitati per poi liberarli. In questo modo riesce anche a capirne la personalità e le intenzioni.

Anche a livello di gameplay Lunaria si differenzia dal resto del party, in particolare per come sale di livello. Infatti lei non guadagna esperienza come gli altri personaggi, ma migliora le sue statistiche mangiando delle gemme, degli accessori che tutti possono equipaggiare per ottenere vari potenziamenti, come aumenti alle statistiche, status alterati favorevoli o diminuzione del danno subito. È quindi importante decidere quali gemme dar da mangiare e quali invece tenere, al fine di non trovarsi con un personaggio troppo scarso, o al contrario, uno molto forte ma gli altri senza quasi nulla. Ci sono alcune gemme estremamente più utili di altre se usate come equipaggiamento, come la Follow Gem, che permette di eseguire un attacco normale subito dopo quello di un alleato, e la Counter Gem, che permette, guarda un po’, di contrattaccare.

Antiquia Lost Gemme
Alcune delle gemme migliori che si possono trovare.

Ci sono poi altri modi di potenziare i personaggi, come l’uso di fagioli in grado di aumentare una specifica statistica, anche se di solo qualche punto. Ben più importante è invece lo shop, una sezione del menu dove è possibile scambiare speciali biglietti e pietre alchemiche con lootbox contenenti armi rare. Si tratta di armi molto più potenti delle controparti che si trovano normalmente nelle città e a volte non si possono ottenere se non molto più avanti nel gioco. Attraverso lo shop inoltre è possibile accedere all’eShop per acquistare alcuni oggetti in cambio di vero denaro. Questi oggetti hanno vari effetti, tra cui quello di aumentare l’esperienza o il denaro ottenuti in battaglia, ma anche di annullare gli incontri casuali. Sono un’aggiunta abbastanza inutile poiché le armi che ho citato prima, in combinazione con le gemme, sono sufficienti a ridurre le battaglie normali a un mero premere il pulsante A fino alla fine.

Forse possono essere utili per livellare in vista di una battaglia boss particolarmente difficile, anche se io non ho mai avuto bisogno di farlo nella mia partita a difficile.

Antiquia Lost Spada
Questa è una delle spade che ho ottenuto, ha il 54% di addormentare il bersaglio e riesce a uccidere in uno o due colpi la maggior parte dei mostri comuni.
Antiquia Lost Lootboxes
Oltre alle armi, è possibile anche ottenere accessori di vario genere.

Le battaglie boss sono la mia parte preferita del gioco, poiché la quantità di punti vita e di danno che infliggono sono tali da obbligare il giocatore a pensare prima di gettarsi a capofitto nel combattimento e uscirne irrimediabilmente sconfitto. Sono molto difficili ma per questo estremamente soddisfacenti.

I combattimenti si svolgono a turni, con una barra in stile Final Fantasy X che indica l’ordine di azione dei personaggi. Sono contento che gli sviluppatori abbiano scelto questo sistema, che a mio parere è uno dei migliori poiché permette di pianificare al meglio la battaglia, sfruttando tecniche per potenziare gli alleati o indebolire i nemici, cosa più difficile da fare quando l’ordine d’azione sembra quasi casuale come in altri jrpg.

Sono invece rimasto contrariato dal comparto grafico, soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni. Le città e i dungeon sembrano tutti uguali, solo la conformazione permette di distinguere due aree diverse, ma non è possibile dire se appartengano allo stesso luogo o meno.

Amtiquia Lost Edifici
Quella che vedete è una locanda, ma gli edifici sono tutti così. Quella a destra è un biblioteca, non una fabbrica.

Neanche per quanto riguarda la colonna sonora troviamo grande varietà: abbiamo un tema per i villaggi, uno per l’overworld, uno per i dungeon, uno per le battaglie normali e uno per i boss (almeno il boss finale ne ha una diversa). Sono tutti molto orecchiabili, ma alla lunga ascoltare i soliti brani stanca.

In definitiva il gioco ha un buon gameplay, con battaglie normali facilmente completabili e boss difficili da battere, ma viene penalizzato enormemente dai personaggi piatti e dal comparto artistico che crea un mondo noioso e per niente memorabile. Non è strano che uno si stanchi del gioco prima di finirlo.

GIOCATE XENO2/10

  • Battaglie boss difficili e soddisfacenti.
  • Personaggi poco interessanti e carismatici.
  • Le lootbox diminuiscono notevolmente la difficoltà del titolo.
  • La trama sembra originale ma risulta poco interessante a causa dei protagonisti.
  • Comparto grafico poco ispirato.
  • Colonna sonora ripetitiva.
Antiquia Lost non è un capolavoro, ma neanche un completo disastro, ha battaglie boss molto divertenti, ma la poca cura nel resto lo rende noioso in fretta. C’è molto di meglio da giocare su Switch e di sicuro non vale i 13 Euro a cui lo trovate sull’eShop, compratelo durante i saldi di Steam se proprio volete giocarlo.

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Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andre4102

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.