30 luglio 2018 • Anteprima

Starlink: Battle for Atlas (Nintendo Switch) – ANTEPRIMA

Al post-E3 tenutosi a Milano lo scorso 11 luglio abbiamo avuto modo di provare alcuni titoli in arrivo per Nintendo Switch, e tra questi c’era anche la grande collaborazione tra Nintendo e Ubisoft (annunciata all’E3) Starlink: Battle for Atlas! Nel caso foste dei pigri, trovate qui la videoanteprima.

Inizio dicendo che l’attesa per provare questo titolo è stata estremamente lunga. Non perché ci fossero tante persone in fila, semplicemente ogni demo durava un’infinità di tempo!

Comunque alla fine sono riuscito a mettere le mani sul bizzarro controller usato per Starlink. Bizzarro perché tutto si basa su degli accessori in stile toys-to-life da applicare tramite un grip apposito per costruire la propria navetta con cui partire all’avventura. La differenza con i toys-to-life tipo Skylanders è che qui abbiamo diversi accessori che possiamo combinare liberamente per creare le navi che più ci piacciono. Ignoro come sarà per le altre console (Starlink: Battle for Atlas uscirà su PlayStation 4, Switch e Xbox One, ma ovviamente Fox è esclusivo per la versione Switch) ma immagino verrà prodotto un gadget simile. Non so neanche se i vari personaggi (tranne Fox ovvio) potranno essere scambiati tra versioni differenti, ma è molto probabile.

Possiamo scegliere il pilota (io ho scelto Mason, il tizio che sta al centro della copertina, quindi presumo sia il protagonista), e ogni personaggio ha un’abilità speciale come uno scudo più resistente, un’arma aggiuntiva, cose così. Poi abbiamo lo scafo della nave, a cui si attaccano le ali, a cui si attaccano le armi. Il bello è che nessuno ci vieta di mettere anche due o tre paia di ali una sopra l’altra, e le statistiche della nave si modificano di conseguenza. Anche le armi da applicare sopra le ali sono molte e dai vari effetti. Una cosa che mi ha stupito è che è possibile perfino orientare le armi verso il retro, per sparare alle nostre spalle se proprio vogliamo.
Tutti i cambiamenti che sono fatti al modellino della nave tra le nostre mani si riflettono immediatamente nel gioco, è possibile togliere e mettere pezzi anche durante la partita, senza interrompere il gameplay. L’operazione è un po’ scomoda fatta in piedi senza appoggi e con il controller ancorato a un cavo, ma sicuramente sarà molto meglio sul divano di casa propria.

Starlink: Battle for Atlas controller
Ecco un esempio del giochino assemblabile che va sul controller.

Nel caso ve lo steste chiedendo, non ho usato Fox per l’anteprima perché… non c’era. Nintendo (o Ubisoft, boh) non erano ancora pronti per rivelare l’abilità speciale del volpone, quindi niente Fox. C’era però l’Arwing, che ha la particolarità di non aver bisogno di un’arma per attaccare, ma spara direttamente dalle ali, come nella serie Star Fox. E può anche fare il famoso barrel roll che in realtà non è un barrel roll.

Da quel che si sa finora, tutti questi accessori saranno acquistabili in confezioni che contengono uno scafo, due ali, un’arma e il grip speciale (i personaggi non sono sicuro), al prezzo di circa 30€ l’una. Se già vi sta tremando il portafogli, non temete, stando a quanto mi ha detto l’addetto alla postazione, a parte Fox e l’Arwing tutte le altre navi si potranno ottenere in-game senza spendere soldi veri.

Ma passiamo alla demo vera e propria: dopo aver assemblato la propria nave con dei pezzi lì a disposizione, c’era da fare una missione che consisteva nell’uccidere due boss su un pianeta. Si iniziava nello spazio, per far capire che si può anche ignorare le missioni e vagare per l’universo.

Disceso sul primo pianeta ho scoperto che tenendo premuto R si può passare dalla modalità “in volo” a quella “rasoterra”, quest’ultima utile per muoversi sulla superficie dei pianeti, ma neanche troppo visto che la nave è comunque molto veloce e poco governabile. Da questa modalità è possibile affrontare i nemici e anche scansionare le specie animali stile “No Man’s Sky”, ma con una meccanica un po’ macchinosa che consiste nel girare intorno alla creatura velocemente per poterla salvare nel database.

Starlink: Battle for Atlas schermo
Lo schermo di assemblaggio della nave.

La barra vitale che si vede sullo schermo indica la salute dello scafo: si rigenera da sola col tempo, ma se si esaurisce bisogna cambiare scafo alla navetta. I due boss che ho affrontato consistevano entrambi nel caro vecchio metodo “colpisci dei punti separati perché il boss esponga il suo vero punto debole”. A detta del ragazzo che mi sorvegliava, con entrambi sono stato quello che ci ha messo meno tempo, sarà la mia super bravura.

I controlli di Starlink: Battle for Atlas non sono male, anche se la nave si muove molto velocemente, e prendere la mira con precisione è un po’ difficile. La struttura a missioni ma anche open-world sembra molto promettente, e come abbiamo visto lo stile grafico (soprattutto sui personaggi) è piacevole, un misto tra Disney e Fortnite.

Insomma, se prima non ero quasi per niente interessato a Starlink: Battle for Atlas, ora dalla demo che ho giocato mi sembra già più interessante: la meccanica toys-to-life è implementata veramente bene, senza lag e con tutti i dettagli al posto giusto. Spiace solo che chi non è pieno di grana (o di genitori spendaccioni) non potrà avere la collezione completa di tutti i pezzi per giocarci come vuole IRL, ma il poter sbloccare tutto in-game è una cosa ottima che tutti i giochi dovrebbero fare.

Se questo report vi ha convinto, o almeno, come me, fatto rivalutare l’idea di comprare questo incrocio tra i toys-to-life e le sorprese assemblabili degli ovetti Kinder di nome Starlink: Battle for Atlas, vi ricordo che il gioco sarà disponibile dal 16 ottobre, e che purtroppo anche questo entrerà nella grande famiglia di “titoli che su Switch hanno bisogno di memoria aggiuntiva”. Non mi piace la cosa, ma poteva andar peggio, almeno le MicroSD le scontano di continuo.


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di scrivere la tesi ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.